ZONA 167
Quando lascio alle spalle la città risuonano ancora tra le strade vuote marce funebri che saturano gli spazi, dentro abbasso il volume, una madre con il cuore in mano dondola davanti alla fine. M'immergo in un mare di nomi e date, volti che nascondono storie di cui non so niente e l'eco delle loro voci si sovrappone uno all'altro e resta tutto indecifrabile, confuso. Quando riesco a puntare l'attenzione sull'unica voce che vorrei distinguere nitida e senza sovra incisioni una lacrima cade sul foglio e l'inchiostro si dilata nascondendo ancora una volta il significato. Sfilo via anche su questo agglomerato urbano, mi vedo di lato passare uno dopo l'altro gli archi dell'acquedotto, il cielo grigio davanti. Salgo lentamente, sempre più vicino, ma quando sembra essere a portata di mano ti accorgi che invece è ancora lontano. Abitazioni dalle geometrie elementari che sembrano essere uscite da una scatola di regoli. I binari sono una linea di demarcazione nett...