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XI NOVE COLLI LUCANI

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La voce della Basilicata è un vento che si muove tra gli sconfinati campi verdi che ondeggiano come un mare, un rapace silenzioso in stallo tra il cielo e la terra e il suo profilo che cambia così velocemente da non lasciarti il tempo di annoiarti ma t'invita a riflettere... E come ogni anno quella voce sibila dentro e mi richiama a se. La Nove Colli Lucani è ormai un " super classico " e credo lo testimonia il fatto (ma qui parlo da ignorantone) di non rientrare (almeno quest'anno) in nessun tipo di circuito, e di radunare nonostante la durezza del percorso un gran numero di partecipanti. Un po' come quelle uscite amatoriali che si organizzano in chat il venerdì sera tra amici e poi la mattina alle 07:00 ti ritrovi il casino!  Dietro questo giro però non c'è una semplice chat ma il duro lavoro organizzativo del Team Bike Matera e posso scriverlo in maiuscolo perché se è vero che da qualche anno sono "orgogliosamente" tesserato tra le sue fila è anc...

SETTANTADUE CHILOMETRI AVANTI CRISTI

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Sono quelle uscite sulle quali non scommetteresti, che partono in maniera strana e che senza nessuna stranezza ti sorprendono e ti restano scolpite. Come sempre più spesso accade non ho pianificato niente, ma lascio scorrere tutto fluidamente. Già la partenza alle 11:00 è anomala ma mescolata al sabato e alle strade sono uno dei punti di forza. Dalla solita rampa di lancio per la Valle d'Itria la traiettoria di avvicinamento a Martina Franca è la più comoda, Pilano e strada Montetullio. Anche lasciarsi di fianco il centro abitato è una scelta ormai vincente (almeno per le ore di punta) e il passaggio attraverso l'edilizia popolare mi ricorda che tutto il mondo è lo stesso paese. Rapidamente poi mi allontano in direzione Alberobello ed è sempre impressionante come bastino pochi chilometri per ritrovarsi immersi in una dimensione di completa sospensione temporale. Pietre che sembrano immobili da sempre e boschi che sussurrano al vento. Il bosco di Mangiata, il bosco Selva sono pr...

CHIESA A SORPRESA

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Cerco riparo sulla Murgia dal forte vento di scirocco che da un paio di giorni preme sulla costa ma anche qui non scherza (settimana scorsa ndr). I giganteschi tronchi degli alberi sono immobili mentre le fronde più alte oscillano bruscamente. Prendo le strade che tagliano i boschi e quelle dentro le vallate, ma il vento come l'acqua avanza e riempie gli spazi. Se a distanza non ritrovi la sua fastidiosa costanza è quando si alza come un onda su un gradino naturale che mostra la sua violenta forza. Quando soffia alle spalle non lo percepisco, quando invece è contrario è come una mano che mi schiaccia la fronte ricacciandomi di prepotenza tutti i pensieri dentro ma è quando si muove al mio fianco che fa paura, serpeggia basso nella terra arata, dietro la boscaglia o dietro tonnellate di pietre e quando trova uno spiraglio, piomba fischiando dal lato come una spallata. Pedalo accompagnato dal silenzio in un orario di mezzo, a cavallo tra gli ultimi lavori in campagna e il pranzo del ...

FESTIVE500 2024

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Dopo undici anni di festive500 potrei azzardare che non so più cosa scrivere... E probabilmente a rileggere uno dopo l'altro i resoconti di queste avventure troverei tante parole uguali, molte frasi simili, paragoni che si ripetono. Dopo undici anni di festive500 mi dico sempre che è l'ultima volta, che svegliarsi presto, saltare qualche appuntamento mondano la sera o i mega aperitivi della vigilia è un inutile sacrificio a cui ho già pagato dazio e poi senza la possibilità di allontanarmi troppo da casa le strade sono quelle che percorro tutto l'anno, solo concentrate in otto giorni. Poi però il 24 mattina parte inarrestabile la voglia di pedalare e con un anno alle spalle particolarmente pesante (in cui anche la bicicletta è stata messa da parte per un po') si parte e i giorni si inseguono veloci, i chilometri si sommano ai precedenti e ti senti, malgrado tutto, in bicicletta sempre per la prima volta. Quest'anno il vento è stato il fattore che più ha marcato le m...