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LA PASQUETTA FUORI DAL TRAFFICO

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Andare in bicicletta sulla litoranea il giorno di Pasquetta non è una grande idea, soprattutto con una bella giornata e dopo quasi una settimana di freddo e pioggia incessante. Gli eccessi del giorno prima però vanno metabolizzati e lasciati alle spalle ed uscire presto potrebbe essere la chiave di volta di tutta la pedalata. Alle 07:30 sono fuori di casa pantaloncini sotto e giacca un po' più pesante sopra. Mi sono dato come punto massimo di arrivo la foce dell'Ostone poco dopo le dune per poi improvvisare il rientro, grazie alla gravel per strade di campagna evitando così tutte le arterie stradali. La giornata è ancora fresca e all'imbocco della litoranea da Tramontone mi passa un ciclista in bds a cui mi accodo... Va sui 30 km/h e finché tengo botta gli sto dietro, ci diamo dei cambi e poi dopo il Canneto iniziamo a chiacchierare e ridendo e scherzando praticamente arriviamo in prossimità delle dune che non siamo mai scesi sotto i 30!! Ci salutiamo, lui continua sulla l...

DECOMPRESSIONE

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E' incredibile come un semplice giro in bicicletta possa cambiare (cambiarmi) l'umore. Sono un paio di settimane che per alcune vicissitudini familiari sono in sbattimento continuo da destra a sinistra, da sopra a sotto con il tempo che si riempie di cose essenziali ed indispensabili per gli altri che il tuo tempo libero invece passa come sabbia tra le mani, togliendoti anche lo spazio e la voglia di mangiare. Ma con la situazione in miglioramento e con l'aiuto di mio fratello e mia sorella, sabato (ma in realtà anche domenica) riesco a ritrovare qualche ora per andare in bicicletta. L'uscita di sabato, in particolare, una vera ed autentica decompressione . Uscire di casa alle 11:40 non è usuale, ma ad Ottobre significa restare al caldo del sole tutto il tempo. La litoranea, finita abbondantemente la stagione estiva, è ritornata più pedalabile, anche se andare a mare fuori tempo massimo ormai non è più una prerogativa di qualche freak dal sangue caldo, ma un'abitudi...

FROM RIVER TO RIVER ON COAST LINE

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Mi ritrovo ancora una volta a pedalare sulla battigia della costa ad Ovest di Taranto!! Sono partito da Chiatona con l'obbiettivo di raggiungere tornando indietro lungo la complanare la foce del fiume Patemisco, perché non ci sono mai stato, perché è una giornata a dir poco meravigliosa ma soprattutto perché ho bisogno di una pedalata senza stress... Come spesso capita, per queste occasioni scelgo di usare la mia MTB da 26" e come quasi sempre succede, escono fuori delle pedalate inaspettate. Non avevo programmato niente, la mia idea era quella di rientrare a Lido Azzurro e poi scendere attraverso le viuzze fino al mare, ma poco prima dello svincolo entro in una stradina laterale varco una sbarra che delimita una zona in cui non si potrebbe entrare, ma più avanti incrocio una coppia che passeggia e tagliando la pineta perpendicolarmente al mare arrivo dritto dritto sulla sponda del Patemisco. Il cielo è terso, Taranto è vicinissima, le gru del porto e le pale eoliche davanti (...

SANDAYTUDE

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Un gioco di parole tra Sand, Sunday e Solitude, una domenica da solo tra la sabbia... Una giornata sferzata dal vento, grigia e umida, di quelle in cui potresti tranquillamente restare chiuso in casa, sotto le coperte e nessuno ti avrebbe detto niente ma so come andranno le cose se resto così. Una giornata pigra, sognando ad occhi aperti con la faccia sul vetro a guardare gli alberi mossi dal vento. Esco in bicicletta direzione litoranea salentina per assaporare i profumi di un vento da SSE ad oltre 30 km/h.  Un gruppo è fermo all'inizio della litoranea, li saluto, li rivedrò passare più avanti mentre sono fermo sulla spiaggia di Montedarena. Quando la strada costeggia il mare posso farmi un'idea precisa dell'intensità del vento. Ho pedalato in condizioni peggiori, quando la sabbia diventava carta abrasiva sul volto e la bicicletta procedeva con un'inclinazione sull'asfalto. Dopo la spiaggia di Jamaica la strada è ancora interdetta alle automobili. La sabbia inonda ...

RANDONNÉERISMO E RESILIENZA

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Le cose non sempre sono come me le raccontano... Di tatuaggi alla Gianluca Vacchi e di acculturati da lockdown sono esausto. Così come di perseguire questo sogno folle di pedalare a cavallo della risacca fino a dove mi porta il cuore. Ma gli ostacoli sono tanti. Oggi ci ho riprovato ancora, forse in ritardo sulla tabella di marcia e con una condizione meteo diversa e più impegnativa. Già nel primo tratto da Pino di Lenne alla foce del Lato la risacca è stata una fastidiosa compagna che riduceva al minimo lo spazio utile per andare avanti, coordinarsi con l'avanzare dell'acqua impossibile e diverse volte ho dovuto fare i conti con la sabbia più soffice. Una spiaggia deserta e non solo per l'orario è lo scenario in cui procedo lentamente. La Termitosa mi da il benvenuto con i primi naturisti di giornata, le spiagge attrezzate dei villaggi sono una ordinata e inanimata macchia bianca (quando sono passato l'anno scorso non c'era ancora niente). Mi avvicino lentamente a ...

LA PRIMA ALBA, FENICOTTERI, TRENINO VA (VA)

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Non avevo ancora avuto modo di rivedere, riscrivere e metabolizzare i 558 km complessivi del festive500 che già alle 06:44 del primo Gennaio di queste stranissime feste ero già per strada per andare incontro alla prima alba dell'anno. Muovendomi verso e lungo la litoranea incrocio i primi raggi di sole all'altezza della Baia d'Argento.  Il sole fa brillare l'umidità, anche il solito passaggio tra le dune merita una piccola sosta. Non ho nessun impegno e pedalo senza incontrare altri ciclisti e pochissime macchine, come forse mai mi era capitato lungo la litoranea, è il bello di uscire così presto, pensare che tutto quanto sia li solo per te. Nessuna parola superflua, nessun saluto forzato nell'altro senso. Intorno alle 09:15 sono all'incrocio della Salina dei Monaci. Decido di entrare sul sentiero di sabbia malgrado la bicicletta da corsa e dopo qualche centinaio di metri arrivo a ridosso di un gruppo di fenicotteri rosa immobili sullo specchio d'acqua. Mi g...

DUNE UN CANE SULL'ARGINE E BRUCIATURE

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Mentre avanzo lungo la strada non penso a niente. E' solo la pausa pranzo di un apparente anonimo giovedì di Febbraio, in giro poca gente, un sole tiepido e i colori sfocati lungo l'orizzonte. Ho dei tempi stabiliti ma non ho fretta un punto per tornare indietro ma non è detto. Il mare s'increspa solo in prossimità della riva e la sabbia forma le solide lingue felpate sull'asfalto. Tutto sembra come sempre ma non significa niente, un concentrato di tutto. Supero quel punto e vado avanti ma solo per un po'. L'infinito è bianco, il futuro senza protezioni, una torre protesa nell'acqua alla deriva nel tempo, ombre e fughe nel tufo. Una strada liquida che solca un terreno soffice, orme che corrono confuse in ogni direzione, vegetazione senza profumo, il cielo che guarda riflesso i suoi piedi che affondano nelle sabbia mobili intrise di antiparassitari e anticrittogamici, un cane beve lungo l'argine e abbaia annoiato alle sagome di passaggio veloci sulla stra...