LA DUCALE


Con la Ducale di Martina Franca parte il circuito Rando Tour Puglia e Basilicata.
Ho segnato sull'agenda già da tempo tutte le randonnée a cui vorrei partecipare ed aspettavo con ansia il battesimo per questa nuova stagione e anche se non si è mai abbastanza pronti si punta sempre in alto e quindi mi iscrivo alla 200 senza neanche pensarci troppo.
Di fatto l'inizio dell'anno non è stato benevolo con il meteo e ho pedalato poco e senza mai andare sopra i 100 km e a conferma, anche il giorno dell'evento il meteo non è dei migliori, parto da casa con la pioggia.
Alle 06:45 sono al Parco Ortolini, ritiro la carta di viaggio e preparo la bicicletta. Alla spicciolata arriva il resto della squadra e tra una chiacchiera e l'altra rischiamo di fare anche tardi.
Il primo timbro sotto il palazzo Ducale nel centro storico è segnato alle 08:14, salutiamo i nostri amici impegnati sul percorso gravel e iniziamo a pedalare sul serio.
Nicola e Francesco hanno un paso doble rispetto al mio quando e quando smetto di stargli dietro in corrispondenza degli ultimi capannoni su via Mottola spariscono all'orizzonte in un niente.
Per qualche chilometro procedo  in solitudine iniziando a farmi due calcoli per cercare di evitare la pioggia prevista per le 16:00 (probabilmente tra Grottaglie e Martina Franca) e a quel punto piuttosto che procedere da solo senza nessuna certezza se non quella di stancarmi più del dovuto decido di mollare e farmi raggiungere dal resto del team, Pino, Giuseppe e Francesco per continuare con loro sul percorso meno impegnativo.
Lasciati definitivamente alle spalle i capannoni della zona industriale il paesaggio si diluisce rapidamente nel classico scenario da cartolina Saluti dalla Murgia.
Terreni sconfinati destinati al pascolo che si alternano a folti boschi di querce e lecci. Radar, antenne, vacche e cavalli murgesi popolano gli spazi tra le trame dei muretti a secco. Passiamo per il punto più alto della Provincia di Taranto nei pressi del monte Sorresso.
La Murgia scorre fino all'estremità della riserva naturale di Monte Sant'Elia neanche troppo lontana dalla ex base di lancio dei missili Jupiter, argomento che dalla periodo della guerra fredda oggi echeggia più sinistro per aver oltrepassato di gran lunga molte delle barriere di sicurezza per una convivenza pacifica tra i popoli
Alle scie traccianti dei missili lontani sempre meglio la bioluminescenza delle Lucciole del bosco Sant'Antuono.
Incrociamo il semaforo sulla strada che unisce Mottola a Noci.
Aspettiamo il verde e scendiamo lungo i tornanti e poi lungo lo stretto rettifilo che punta verso Mottola. 
Ai piedi dell'abitato seguiamo le indicazioni, poi la traccia sul garmin che continua a confondersi ed aggiornarsi, forse nei centri abitati ci sarebbe bisogno di più indicazioni fisiche...
Scopriamo solo alla fine di aver fatto una strada leggermente differente, pedaliamo intorno a Mottola e poi scendiamo lungo la contrada Gorgone verso il Santuario Madonna del Carmine secondo punto di controllo (poco prima delle 10:00), per il tempo saltiamo la visita al Santuario anche se ci diciamo che ritorneremo.
Un breve tratto pianeggiante prima di incrociare la Gravina Petruscio e risalire nuovamente verso Mottola, prima di arrivare alla Chiesa rupestre di San Gregorio giriamo a destra verso Contrada Catanese proiettandoci verso Massafra, campi ondulati verdi che a sinistra si rialzano verso la Murgia a destra sembrano scivolare verso le gravine che solcano il territorio.
Anche se io ricordo questa zona come una sterminata landa innevata un anno che dopo una nevicata mi trovavo in zona per lavoro.
Costeggiando la gravina del Portico del Ladro su una strada troppo piena di rifiuti scendiamo verso la statale Appia, Contrada Le Forche e poi un'arrampicata sulla pavimentazione lucida nel centro storico di Massafra, attraversiamo la gravina di San Marco sul ponte Garibaldi e dall'altro lato il terzo punto di controllo (ore 10:54).
Foto di gruppo, orsetto di cartapesta e si riprende a pedalare.
Facciamo una piccola deviazione consapevole per non attraversare la zona pedonale domenicale su Corso Roma che riprendiamo dalle parti dello stadio e poi usciamo da Massafra utilizzando una pista ciclabile, più frequentata da podisti a dire il vero.
Pedalando nella periferia massafrese saliamo verso la provinciale Statte Massafra, passiamo dall'ingresso dell'Amastuola che con la sua strada sterrata e gli alberi sul ciglio stradale ricorda tanto una piccola Toscana, poi verso Crispiano.
L'ultima possibilità di scelta tra il lungo ed il corto è in corrispondenza della pineta di Cripiano, qui c'è la deviazione dei due percorsi, con pochi dubbi procedo deciso sul più breve. 
Andiamo verso San Simone, provo a proporre una birra, l'orario è perfetto, ma con poco successo così risaliamo verso la Masseria Pilano ultimo punto di controllo e croce via di tutti i percorsi.
Tra i meno organizzati c'è un po' di confusione, su dove andare, chi seguire quanto realmente manca.
Se devo fare una critica costruttiva agli organizzatori è quella di segnare in campo meglio i percorsi.
Al ristoro troviamo delle fette di pane con olio, buonissime!
Faccio tutta la salita di Pilano chiacchierando con zio Franco, in cima aspettiamo gli altri e nuovamente incontriamo una freccia che ci porta in una direzione diversa della traccia e di fatti prendiamo la strada sbagliata che comunque ci porta ugualmente verso Martina Franca ma dall'altro versante della Statale dei trulli. Anche se qui posso pedalare a vista perché conosco la zona come le mie tasche riprendiamo la traccia solo una volta arrivati in paese fino ad arrivare alle 13:22 all'ultimo timbro sulla carta di viaggio.
La nostra ricompensa è una birra e un panino con il capocollo di Martina of course
Dato l'orario decido di approfittare anche del superlativo Antonio Guarino massaggiatore olistico sportivo che con grande energia trasferisce al mio fisico nuova forza. Professionale e bravissimo.

Quando si pedala è inutile negarlo si pensa sempre alla performance, ai numeri e al tempo, anche nelle randonnée dove in realtà conta il viaggio che vorresti solo durasse il più a lungo possibile.
La Ducale si archivia con la condivisione del percorso con buona parte del Team Bike Matera, ogni volta sempre qualcosa in più di una semplice squadra ciclistica. 




  

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