RANDO GRAVEL APPIA BIKE TOUR
Diceva qualcuno, delineando un'ardita analogia con altre esigenze: Che la bicicletta non ne vuole pensieri.
Così ieri (domenica 18 ottobre) ho portato a termine la mia terza randonnée gravel del circuito Rando Gravel Apulo Lucana contrariamente ai calcoli e agli obbiettivi fatti ad inizio stagione (tutti disattesi) per il circuito su strada...
Ho preso la gravel ho iniziato a pedalare è tutto è andato nel migliore dei modi. Anche questa volta!
Quella di Laterza è stata l'ultima Randonnée della mia stagione, organizzata dall' ASD CICLO TEAM LAERTE si è articolata nel suggestivo territorio del Parco Naturale Regionale Terra delle Gravine tra Laterza (partenza ed arrivo) Castellaneta, Palagianello e Ginosa con una toccata e fuga giù verso la costa jonica di Castellaneta Marina.
Il ritrovo è al Centro Visite dell’Oasi LIPU della Gravina di Laterza, fin da subito i volontari della proloco e del centro ci accolgono in maniera autentica e genuina, non siamo tantissimi e questo permette al presidente Angelo Turitto di briffarci (tutti insieme) in maniera esaustiva sul percorso,
presidente che inoltre si è visto in tutti e sei i ristori/check point oltre ad averlo beccato, così come aveva detto, più volte lungo il percorso garantendo la sicurezza e la tranquillità di tutti i partecipanti, oltre a delle belle foto!
Partiamo tutti insieme alle 08:30 muovendoci verso il doveroso affaccio panoramico sulla gravina.
Foto di rito per poi proseguire a piedi lungo il sentiero 3 ma la strada anche se regala insoliti punti di vista per i ciclisti è decisamente impervia, così insieme a qualcun altro torniamo indietro per riprendere la strada sterrata principale che intersecherà il sentiero 3 giusto un chilometro più avanti, ancora qualche chilometro per poi entrare in uno scorrevole sentiero all'interno della Pineta Scivolizzo, lasciamo Laterza alle spalle iniziando a dirigerci verso Monte Santa Trinità.
Questo tratto di strada l'avevo percorso al contrario qualche mese prima insieme a Nino e Peppe.
Una ripidissima discesa ci porta verso le stalle di una masseria ai piedi della collina, poi ancora un lungo rettilineo prima di scendere in un divertente serpente asfaltato nella pineta.
La strada risale dolcemente verso Masseria Maldarizzi tagliando una lama, sulla sinistra il verde della pineta mentre sulla destra i caldi colori della terra. In cima si inverte il senso di marcia per affrontare un tratto pianeggiante e poi una discesa velocissima che guarda il mare che brilla in lontananza e dopo un'altra virata verso nord si sale sulla ciclovia della vecchia linea ferroviaria in corrispondenza del ponte di Santo Stefano, senza troppo soffermarmi su scenari che ho avuto la fortuna di pedalare già altre volte, ma che meritano assolutamente un giro per la prospettiva privilegiata sulla gravina di Castellaneta e Palagianello, oltre ai passaggi mozzafiato sui vecchi ponti, vado veloce verso il primo check point.
La proloco locale è calorosissima, timbro sulla carta di viaggio, e un ricco ristoro, focaccia, acqua, sali minerali, banane ed uva che personalmente non mangiavo così buona da un sacco di tempo.
Abbiamo il tempo di fare una foto con qualcuno dello staff davanti alla locomotiva dall'altro lato della strada. Riparto mentre arriva la restante parte del gruppo.
Da Palagianello la strada è tutta asfaltata ed in leggera pendenza verso il mare.
Si passa sotto l'autostrada e poi è un susseguirsi di campi coltivati, frutteti, aranceti, vigneti e uliveti senza respiro.
Oltrepassato il fiume Lato e la Statale Jonica entriamo nella pineta e nell'abitato residenziale di Castellaneta Marina. La maggior parte delle abitazioni sono chiuse e l'atmosfera è pacata e silenziosa, passata anche la linea ferroviaria arriviamo sul mare dove, complice la bellissima giornata, molta gente passeggia tranquilla godendosi sole e mare, costeggiamo il litorale per un po' per poi andare verso il centro dove c'è il secondo punto di controllo con ristoro. Il tempo di prendere anche il caffè al bar e poi ripartire lungo la pista ciclabile di Viale dei Pini in direzione nord. La traccia prosegue inaspettatamente lungo la SP13 che comunque non è molto trafficata fino a contrada Sterpine.
Quando leggevo sui libri a scuola territorio a vocazione agricola, questa era l'immagine che si materializzava davanti ai miei occhi di bambino ed è ancora vivido nella memoria, quando la domenica affrontavamo in Alfa Sud un autentico viaggio per la vecchia Statale 106 per andare a trovare la sorella di mia nonna (zia Vitina) che abitava in una casa colonica tra Castellaneta Marina e Ginosa e tra le voci del pranzo e le discussioni degli adulti mentre noi giocavamo nella terra con pietre dagli spigoli arrotondati quello che ancora ricordo è la semplicità e il lavoro costante.
Aggiriamo questa terra rigogliosa fino alla Masseria Gaudella, non prima di un aspettato sprint per un cane che sbuca dal niente e si attacca alla ruota posteriore.
Timbro e ristoro in quello che già altre volte mi ha ricordato una malconcia hacienda dell'Andalusia.
Si prosegue in salita verso Ginosa che pian piano si materializza meno alta di quel che ricordavo...
Una volta arrivato all'ingresso del paese si prende una sorta di circonvallazione esterna con una provvidenziale pista ciclabile (anche se in pessimo stato). In prossimità del campo sportivo si devia e si rientra nell'abitato per scendere fino alle viscere della gravina, mettere il timbro sulla carta di viaggio ed iniziare quello che è il fulcro di questa randonnée.
Se fino ad ora il paesaggio delle gravine mi aveva accarezzato con la sua distante bellezza ora mi avvolge completamente, quasi inghiottendomi.
Pedalare nel fondo della gravina che è il letto del torrente Lagnone è difficilissimo, sabbia e ghiaia che non danno stabilità, infatti cado perché nonostante tutto volevo anche fare una fotografia in movimento, le pareti intorno sono un brulicare di anfratti, grotte, geometrie squadrate e dirute di insediamenti abitativi che raccontano un'epoca in bianco e nero non troppo lontana nel tempo.
Quando il fondo finalmente si stabilizza inizia la salita verso la superficie. Una fatica ricompensata ampiamente da tutta questa bellezza.
Nuovamente e per poco sull'asfalto scopro anche la presenza di un avio superficie.
Rientro su un sentiero che alterna pietre e terra, uliveti e pineta doppiando in parte la via Ellenica del Cammino Materano le imponenti Masseria Ricciardi e Pompei che dominano il paesaggio e infine la strada di contrada Castelluccio che corre sul lato opposto della gravina di Laterza fino al centro storico. La traccia mi porta ancora sul confine tra il centro abitato e la gravina regalandomi le ultime suggestioni di giornata.
Passaggio dalla piazza e ritorno al centro visite per il timbro finale, un rigenerante piatto di pasta caldo e un buon bicchiere di vino.
Anche se alla partenza il presidente ci aveva consigliato di pedalare tutti insieme, questa volta ho preferito restare per la maggior parte del tempo da solo, tanti chilometri completamente inediti per me, molti dei quali in zone davvero isolate, questa volta oltre a superare la fatica della distanza ho cercato di superare anche quella sensazione di paura nel ritrovarmi da solo in mezzo al nulla (che per un ciclista non è il massimo) che alle volte mi ha sorpreso in alcuni momenti o peggio ancora mi ha fermato prima ancora di partire.
La vita come una pedalata è sempre in bilico un po' nel gruppo un po' in fuga (o alla deriva) solitaria, sul confine tra la strada e la gravina e l'equilibrio perfetto tra la natura e l'essere umano, la vita come un giro in bicicletta è una bambola a cui decidi di dare l'espressione di un volto, che ha paura o che sorride per le cose belle che ha avuto la fortuna di vedere..jpg)
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