RANDO GRAVEL MESSAPICA
Domenica 4 Ottobre ho partecipato alla Rando Gravel Messapica, organizzata da A.S.D. Eso Planet.
Punto di partenza Oria, che normalmente è il mio giro di boa quando con la bdc partendo da casa voglio fare un centinaio di chilometri facili senza dislivello che non siano la litoranea salentina.
Non sono ancora le 07:00 e sono già al punto di partenza, la piazza davanti al municipio, mentre ancora allestiscono il gazebo insieme ad un altro paio di ciclisti ho tutto il tempo di preparare con molta calma la bicicletta.
Tornato al gazebo dopo una decina di minuti mi registro velocemente e ricevo la mia carta di viaggio ed il road book cartaceo (!!) cosa che mi piace moltissimo, perché sicuramente resterà nel cassetto dei ricordi insieme a medaglie ed attestati vari in maniera più tangibile di un superfluo e scarno pacco gara che come nei matrimoni, qualsiasi cosa fai, non accontenti mai nessuno!
Abbiamo a disposizione anche due ticket, uno per la colazione e l'altro per la degustazione all'ultimo ristoro...
Ora mi tolgo subito il dente perché devo essere obbiettivo sperando che il mio parere possa essere uno spunto costruttivo per le prossime cose, il ticket per la colazione al bar di fronte alla piazza (probabilmente non ho capito io) non dava diritto ad una colazione, ma ad uno sconto sulla colazione, però prendendo un caffè ed un cornetto ho pagato 3€ quindi l'interrogativo sul costo della vita di Oria non ha trovato risposte valide, supponendo un prezzo massimo di 1,5€ per il caffè e 2€ per un cornetto penso che 0,50 centesimi di sconto potevano anche non darli, tanto prima di pedalare quasi tutti fanno colazione.
Anche l'utilizzo della parola degustazione mi ha un attimo alzato le aspettative, mi sono immaginato visto anche la location dove era allestito e restando in argomento matrimonio (SPOILER che sarà una costante del giro) il casaro che fa le mozzarelle, e tanto altro invece era semplicemente un cestino di carta per alimenti (ottima scelta questa) con dei tarallini, dei tocchetti di formaggio credo della scamorza e pezzi di capocollo insieme ad un bicchiere di vino rosso, super gradito e tutto buono, io dopo 120 km mi sarei mangiato anche le ghiande!
Ma sono qui per pedalare e scoprire posti e zone affidandomi al percorso che i ragazzi di ESO PLANET hanno messo insieme e non certo per fare il Borghese della situazione!
Dividerò tutto il percorso con Enrico, anche lui in forza al Team Bike Matera, Vincenzo il mitologico Blu Silver tante volte visto dal basso delle classifiche su Strava e Lorenzo, con cui ho fatto amicizia in fase di registrazione, che è sceso da Monza per aggiungere chilometri nel suo score personale dei brevetti Audax.
In un attimo lasciamo il centro abitato e dopo pochissimi chilometri siamo già in periferia che rapidamente diventa campagna. L'asfalto lascia velocemente spazio allo sterrato, e ai tipici viottoli interpoderali in terra e pietre. Le abitazioni vengono circondate da uliveti ed i soliti ripari agricoli in pietra grigia. Non piove da una quantità di giorni indefiniti, quindi il fondo è perfetto e polveroso.
Seguendo una direttrice che scende verso Manduria mi colpisce una insolita quantità di auto parcheggiate in un campo, qualche centinaio di metri più avanti con il vento alle spalle vengo anche investito dall'ossessivo incedere del basso che rimbomba tra le campagne, del rave party, di cui leggerò anche online più tardi ormai tornato a casa.
Saltando da una stradina all'altra incrociamo la tratta della Bradanico-Salentina (che sembra stiano definitivamente completando) ci passiamo da sotto e dopo poco incrociamo il primo punto di controllo. Timbro!
Scendiamo ancora in direzione sud lasciando Manduria sulla sinistra ed attraversando Uggiano Montefusco, lungo una strada fatta tante volte arriviamo alla Chiesetta Santa Maria del Bagnolo e poi ancora verso l'omonima Masseria. A questo punto facciamo una deviazione molto strong su un sentiero che attraversa la piccola collinetta arida e pietrosa, dalla sommità si apre la vista verso il mare, ancora lontano ma dai colori netti e decisi.
Attraversiamo la strada che scende verso Maruggio e ripiombiamo in una moltitudine di ulivi che ci accompagnano verso Monte Diavoli e il bosco di Rosamarina che attraversiamo in un veloce e scorrevole sentiero trovando alla fine il secondo punto di controllo, timbro acqua e focaccia.
Scendiamo verso San Pietro in Bevagna con il mare che si avvicina sempre di più, ma quando ormai mancano poche centinaia di metri alla litoranea la traccia ci fa deviare tra le lineari strade che ci portano verso Torre Borraco per poi affrontare una delle poche salite di tutto il tracciato, quella verso la cava Baldari che il vento contrario in aumento rende più Trucebald... di quello che in realtà sia.
In cima prendiamo la strada che ci riporta verso Maruggio e poi ancora deviamo sull'impegnativa discesa verso il bosco Sferracavalli arrivando fino alla Masseria Surii, non prima di aver incontrato ed aiutato un ragazzo che aveva forato e dopo essere passato alla camera d'aria senza lattice si apprestava a rimontare la ruota posteriore e ripartire.
Si unirà a noi per qualche chilometro perché prima di incrociare nuovamente Torre Borraco e la litoranea avrà ancora dei problemi alla ruota (che lo costringeranno a finire il suo giro definitivamente)
Da Torre Borraco pedaliamo sull'asfalto fino a Specchiarica, mare dalla bellezza devastante, caldo non sfiancante traffico sostenibilissimo.
Entriamo nella Salina dei Monaci dove invece la confusione è considerevole. Senza esagerare però si riesce tranquillamente a restare in piedi anche nei tratti più sabbiosi, fenicotteri ed altre specie si tengono nel lato più a nord. Lasciata anche Torre Colimena alle spalle prendiamo il sentiero tra la macchia verso Punta Prosciutto. In diversi tratti la sabbia è impenetrabile, siamo costretti a spingere le biciclette ma questo ci consente di avere un occhio più rilassato sul mare e la spiaggia, l'altro purtroppo cade su cumuli di monnezza che gli stessi bagnanti hanno depositato durante la bella stagione rendendo di fatto un punto meraviglioso come questo in una discarica a cielo aperto... Ma che vi passa per la testa?
All'uscita dalla macchia altro punto di controllo, timbro acqua e focaccia.
Iniziamo il rientro verso Oria che naturalmente non è diretto ma con innumerevoli tagli che oltre ad evitarci il vento sempre in faccia ci portano verso la pista di Nardò, uliveti e poi ancora collinette pietrose e vuote, una considerevole serie di abitazioni coloniche abbandonate, non siamo distanti dal borgo di Monteruga e probabilmente ne sono parte integrante. Ad un certo punto una strada bianca al centro di vigneti mi riporta per un attimo alla toscana de l'Eroica che si corre proprio nello stesso momento, però nell'aria, malgrado la fantastica giornata di Ottobre, c'è qualcosa di strano e senza neanche saperlo passiamo di fianco al capitello commemorativo di Sarah posizionato nella contrada dove praticamente 16 anni fa fu ritrovato il corpo della ragazza.
La cosa mi lascia un po' disorientato, la vicenda tristemente nota come il Delitto di Avetrana fu uno dei primi accanimenti mediatici sul dolore e le tragedie, cose che ormai riempiono i pomeriggi televisivi della TV generalista e soprattutto di quella per cui paghiamo un canone...
Siamo ancora tra le campagne più vere di questa parte di Puglia a ridosso delle Provincie di Taranto, Brindisi e Lecce (che passiamo fisicamente diverse volte).
Passiamo sotto la Statale 7ter che unisce Manduria a San Pancrazio Salentino e ancora tra terra polverosa pietre e brecciato zigzaghiamo fino a raggiungere il villaggio turistico Malibù.
Punto di controllo, timbro acqua e focaccia!!
Ancora qualche chilometro passando anche in mezzo all'ex aeroporto militare di Manduria-Torrino.
Lentamente arriviamo verso Parco Laurito, sala ricevimenti, resort, quindi, come dicevo all'inizio, le mie aspettative sulla degustazione sono alle stelle!!
Ci giriamo intorno arrivando invece all'ingresso del Bosco di Laurito dove, a ragione, era allestito il punto di controllo ed ultimo ristoro, dentro un resort o tra moglie e marito in festa sarebbe stato decisamente fuori luogo. Sulla degustazione ho già detto tutto, da parte mia l'unica critica seria che posso fare e che dopo tutta la focaccia che mi sono mangiato era meglio una birra ghiacciata che un bicchiere di vino, ma la vera felicità, come non canta qualche mercenario dello spettacolo, sta nel percorrere queste strade in bicicletta!!
Ultimissimi chilometri verso Oria, davanti al municipio timbro finale e approfittando del bar (di cui sopra) finalmente una birra per il matrimonio perfetto con la focaccia!
Tolte le mie note di colore, che spero vivamente gli organizzatori prendano in maniera poco seria così come sono state pensate, devo dire che è stata una Randonnée fenomenale partendo dalle condizioni meteo per finire con il percorso che si è sviluppato su una quantità di fuori strada incredibile, sterrati, terra, ghiaia, pietre, sempre adatti anche alla gravel, campagna, borghi, boschi, paludi, spiaggia... una serie di passaggi e panorami da far staccare gli scarpini dai pedali e restare ad ammirare in silenzio, oltre agli innumerevoli spunti per approfondire (in base alla propria curiosità) storia e cultura.
Il poco dislivello inoltre è un ottimo incentivo per chi ha comunque voglia di cimentarsi con una distanza impegnativa (125 km non sono mai uno scherzo, soprattutto se buona parte in fuori strada).
Quindi grazie ad ESO PLANET per il percorso (che è sempre quello che ha più valore in una Randonnée) di cui farò tesoro per le mie prossime uscite in zona, e grazie ai miei compagni di avventura Enrico, Vincenzo e Lorenzo, che spero riporti con se solo le cose belle incrociate lungo la strada.
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