IV RANDONNÉE DEL SALENTO - LU CANE, LU IENTU, LU CUERTO

Dopo aver saltato quella del Gargano per la distanza, secondo appuntamento in calendario per me con la Randonnée del Salento e con una gamba decisamente migliore rispetto alla Ducale.
L'anno scorso mi ero cimentato con il percorso gravel, quest'anno, decido per l'asfalto a tutti i costi con ambizioni da 200, ma la storia è tutta da raccontare!
Insieme a me dovevano esserci anche Pino e Francesco, ma all'ultimo Pino viene risucchiato dagli impegni istituzionali e Francesco non se la sente di accollarsi lo spostamento da Casamassima tutto da solo... Per la squadra ci sono anche Enrico e Peppino ma in gravel.
Non demordo e di prima mattina inizio il mio trasferimento in auto verso Aradeo. Non sono ancora convinto su quale percorso fare, sta di fatto che i primi chilometri in auto sono incorniciati dalla nebbia che non aiuta a risolvere i miei dubbi.
Alla guida sono più prudente del solito e non so come penso a possibili animali che potrebbero attraversarmi la strada, sfiga, fatalità... Sesto senso, fatto sta che a San Pietro in Bevagna qualche chilometro dopo la foce del Chidro due grossi cani sbucano dal buio alla mia sinistra e attraversano di corsa la strada.
Pianto il freno e sterzo verso la corsia opposta, il secondo cane si arresta e torna indietro, il primo aumenta ma lo colpisco ugualmente... BOOM!
Continua la sua corsa scomparendo nel buio della macchia mediterranea tra me ed il mare alla mia destra.
Sono sotto choc e guido per qualche centinaio di metri poi mi fermo ed esco a controllare la macchina.
L'impatto non è stato devastante, probabilmente perché andavo piano... Ma la mascherina sotto il fanale destro è spaccata, il cane non so. Il danno non è grosso ma vado comunque in tilt pensando per tutto il resto del viaggio alle scartoffie per l'assicurazione, al meccanico alla sagoma bianca del cane che appare nel buio della notte e che allontanano la serenità che avrei dovuto raggiungere con questa pedalata e non nascondo che per un attimo sullo schermo del cruscotto mi è anche sembrato di leggere "torna indietro"!

Arrivo ad Aradeo in perfetto orario, per andare comodamente al bagno, recuperare il necessario alla partenza e cambiarmi. Nel frattempo saluto Enrico e Peppino appena arrivati e parto per la mia avventura.
Inquadro il QR della 200.
Lungo la strada mi iniziano a passare gruppi ad andature sostenute, come al solito proseguo con il mio passo. 
Seclì, Galatone, Nardò completamente in solitaria attraversando una campagna che lentamente riverbera la luce grigia di un mattino nuvoloso. Attraverso strade poco trafficate e periferie PIP, In alcuni punti incrocio e riconosco le intersezioni del percorso gravel dello scorso anno.
Il passaggio nel centro storico di Nardò lascia negli occhi una moltitudine di chiese e palazzi storici adornati da fregi architettonici rilevanti. Poi lunghi rettilinei mi spingono verso il mare.
L'atmosfera è ancora cupa e poco sopra Santa Caterina le grosse ville tra gli alberi e il residuo della nebbia amplificano un certo senso di Spleen Salentino!  
Dalla larga discesa tra gli alberi spunta il mare che costeggio per una decina di chilometri.
Attraversare questi posti con il sole, come fatto altre volte e come francamente mi aspettavo di fare anche oggi, avrebbe fatto la differenza, ma il meteo è sempre una variabile incontrollabile.
A Lido Conchiglie il primo ristoro/punto di controllo, il tempo di uscire dal bar ed il check point si è popolato. 
Proseguo verso Gallipoli a tratti infilandomi in qualche treno. Sfilano Progressivamente mi avvicino a Gallipoli, non ho testa per fare neanche qualche foto in più. Il percorso ci porta a circumnavigare il centro storico su un'asfalto pessimo per i lavori di rifacimento (probabilmente potevano anche risparmiarcelo) e quando finalmente arrivo sul lungomare dall'altro lato mi accodo ad un bel gruppo in buona parte di Cicli Manca anche perché a questo punto anche l'intensità del vento è aumentata e fino a Santa Maria di Leuca soffierà in senso contrario.
Questa è la variabile definitiva che mi fa switchare sul percorso breve. Niente più giro del tacco.
Sulla pista ciclo-pedonale che costeggia gli stabilimenti si va che è un piacere, prestando comunque sempre massima attenzione ai podisti e ai camminatori della domenica.
La divisa del team è una garanzia in molti mi chiedono del Presidente e della Nove Colli Lucani.
Ritorniamo sulla strada asfaltata. Lungo la costa in vari punti gruppetti di ragazzi raccolgono rifiuti credo in occasione di qualche giornata ecologica, un gesto lodevole a prescindere che mai riuscirà ad annullare l'inciviltà di tanti.
Attraversare posti così belli e lasciarsi rapire da queste brutture è un vero peccato che lascia sempre l'amaro in bocca e non so cosa possano pensare i tanti turisti che affollano queste zone anche in questo periodo, anche con una giornata come questa. Incrocio qualche cicloturista, gli ultimi due poco dopo il ristoro ed il check point di Torre San Giovanni, a bordo delle loro Brompton attrezzate per il viaggio.
Carico il nuovo percorso sul Garmin e risalgo verso Ugento sempre in compagnia del solito gruppetto, solo in pochi di loro hanno tirato dritto lungo la costa.
Lo scenario all'interno si appiattisce nuovamente, strade secondarie regolari che tagliano le campagne in direzione Melissano, Casarano e Collepasso.
Senza troppo sforzo fisico arrivo chiudo il percorso da100 km, anche se con il solito casino combinato con i qrcode.





La medaglia ricordo, il panino con la salsiccia arrostita al momento e la birra fresca sono la giusta conclusione di un evento a cui gli organizzatori si dedicano per non deludere nessun partecipante.
Purtroppo non ero nello spirito per riempire il cuore con le tante cose belle che un giro del genere può donarti, quelle che più mi restano impresse sono i glicini che saturavano di colore il grigio permeante e la quantità di chiese e chiesette incrociate lungo la strada che mi hanno fatto pensare ad un nuovo Giro delle Sette Chiese extra territoriale.
Quest'anno mi sono sintonizzato sul canale sbagliato, quindi al prossimo anno per viverla in maniera differente. 




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