RANDOGRAVEL DEI CALANKI PREQUEL
Il giorno prima di una randonnée (gravel in aggiunta) non dovrebbe essere troppo impegnativo ed infatti avevo pensato ad un'uscita su strada di massimo una cinquantina di chilometri prevalentemente pianeggianti... Ma poi ci sono gli imprevisti che non sempre consideri o sottovaluti e ti ritrovi in un'altra realtà. Ed ecco che si materializza ben vestito e tondeggiante, ma senza baffoni bianchi, Peppe che come nel gioco del Monopoli dispensa imprevisti che spesso però si trasformano in possibilità.
Così con il suo solito modo di fare mi convince ad uscire il giorno prima di una randonnée in gravel, con la gravel e su un percorso anche bello impegnativo partendo da Ginosa in direzione Matera passando da Montescaglioso!
Con non molta fretta ci spostiamo verso Ginosa dove ci raggiunge Massimo da Bari.
La giornata è limpida ma il vento è molto forte. Ci lasciamo subito alle spalle l'ultimo comune del Tarantino per iniziare a pedalare su un percorso ondulato tra campi e ampie colline verdi su un fondo asfaltato andante. Scendiamo lungo un vallone per attraversare dopo una decina di chilometri il confine di Regione ed iniziare da un versante a me inedito la scalata verso Montescaglioso.
La salita è regolare e procediamo senza troppa foga. Sul ciglio della strada non troppo distante dallo scollinamento posso finalmente riempire le mie borracce d'acqua fresca e scambiare qualche chiacchiere con due signore che in tenuta ginnica risalivano il versante a piedi, mi chiedono se avevamo incrociato anche noi i cinghiali che gli avevano tagliato la strada qualche curva più giù, uno piccolo in effetti l'avevamo visto ma l'avevano investito da pochissimo. Le signore non sembravano troppo dispiaciute a testimoniare il fatto che in queste zone la diffusione di questi animali selvatici è straordinaria oltre che a rappresentare un ulteriore pericolo lungo le strade.
Entriamo nel centro abitato ma la salita continua verso il punto più alto di Montescaglioso dove ci fermiamo al Barlume dove a discapito del nome non si nasconde nessun mistero o delitto...
Una veloce occhiata al centro storico, la chiesa Madonna delle Grazie di fianco al bar dove scatto l'immancabile foto, la Torre dell'acqua e la maestosa Abbazia Benedettina che delimita la rupe.
Attraverso la Porta di Sant'Angelo scendiamo lungo un percorso pavimentato che s'innesta lungo la strada che porta verso Matera che percorriamo in discesa per quattro chilometri prima di svoltare a sinistra ed iniziare la vera parte gravel della giornata.
Strade sterrate si alternano a tratti in cui l'asfalto diventa un ricordo ruvido, la nostra traccia (disegnata da Nino) taglia tra colline timide e campi che si stendono come i palmi di una mano. Qualche passaggio impegnativo per via delle profonde crepe solcate dall'acque e alcuni guadi fangosi.
Aggiriamo costantemente le direttrici principali che portano alla Città dei Sassi che mi permettono un tour visivo completamente nuovo ed inaspettato. Quando la strada scende la vegetazione è l'unica compagna, ma quando risale i punti di riferimento tornano visibili, la gravina, il ponte in ferro.
Entriamo a Matera evitando il centro, passo dalla sede di Thermonova per salutare il presidente che non c'è e ci fermiamo poco più avanti in un panificio per mangiare e bere qualcosa.
(Solo qualche settimana dopo scoprirò che è lo stesso panificio che ha curato il rifornimento della Nove Colli Lucani - Panificio San Giacomo)
Il nostro obbiettivo prima di rientrare verso Ginosa è l'affaccio sulla gravina di Matera dal lato opposto.
Scendiamo verso la Statale 7 per poi risalire verso il belvedere.
Fortunatamente ho già avuto modo altre volte per affacciarmi da questo punto, solo che oggi in corrispondenza del centro visite incontriamo due ragazzini davanti ad una catenella con tanto di targhettina appesa al collo che ci comunicano che l'affaccio è in concessione privata (da qualche tempo) e per oltrepassare la catenella e percorrere in autonomia un altro chilometro e mezzo bisogna pagare un pizzo, una tangente, un ticket di 10 € ... Non scrivo niente, lascio a chi legge le proprie considerazioni in merito, naturalmente non paghiamo e proseguiamo verso l'altopiano, da dove più in alto e a costo zero si gode di una vista su Matera ancora più suggestiva.
La strada che percorriamo l'avevo studiata tante volte sulla mappa e finalmente la pedalo. La natura selvaggia incontrastata fino al palesarsi della base spaziale!! Rada puntati verso il cielo infinito.
Riprendiamo anche l'asfalto che in discesa ci riporta verso Ginosa, prima che la siesta cali definitivamente sul paese riusciamo a prendere un paio di birre al chioschetto in piazza sotto le imponenti luminarie spente e archiviare definitivamente la fatica, 75 km e 1300 mt di dislivello, in gran parte contro un vento bello intenso... niente male come uscita per far girare le gambe prima della Randogravel dei Calanki, tutta colpa o merito di Peppe.
Come sempre!
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