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FASE DUE - GRANFONDO STRAVA MAGGIO

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Eccomi di nuovo a pedalare lungo un nastro d'asfalto vero, senza schermo davanti, senza rulli, di nuovo libero. Aspettavo questo momento dall'ultima conferenza del primo ministro in cui annunciava la tanto attesa Fase 2. Pedalare da solo per me non è mai stato un problema e sul distanziamento sociale non ho  rimorsi. Voglio vivere e voglio anche pedalare. Ho aspettato pazientemente per 55 fottuti giorni, limitandomi ai rulli, per l'appunto, e a qualche uscita indispensabile, farmacia, spesa e consegne varie. Alla fine ad Aprile ho macinato più di 800 km anche se quasi tutti da fermo! Per il quattro Maggio la mia idea era quella di andare a vedere l'alba sulle dune ma alla fine non me la sono sentita di partire prestissimo. Esco di casa comunque alle 06 e vento alle spalle procedo con una media da rulli. Il sole splende basso oltre l'orizzonte e la temperatura è frizzante. Pedalo lungo la Litoranea fino alle dune incrociando molti podisti, soprattutto nel tratt...

REAL - UN - REAL

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Prima mattina, venticello fresco, sono stanco dei rulli, delle simulazioni, dei video in 4K sul monitor del pc, sono stanco anche di andare a fare la spesa e avere una scusa per consegnarla a casa, ho bisogno di pedalare sull'asfalto, quello vero, ho bisogno di un'uscita in bicicletta che sia solo questo, senza secondi fini, ho bisogno di pedalare, di guardarmi intorno di arrivare in un punto qualsiasi e potermi fermare perdendo tempo, proprio ora che il tempo sembra non finire mai. Sono andato fin giù al mare per respirare un po' di salsedine per curare la mia allergia, ho passato una notte infernale, l'erbacce sembrano aver preso possesso della sabbia al Viale del Tramonto, arrivo fino al faro, scendo sugli scogli, resto seduto a guardare il mare trasparente, il volo gracchiante dei gabbiani e a respirare profondamente. Mi sposto sulla costa opposta, il naso inizia a perdere e io lascio scendere tutto senza barriere, passa aria pulita e ora sono fuori dall'apnea d...

PLATEAU

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L'appuntamento quotidiano con l'analisi dei dati statistici sullo stato della diffusione del virus in Italia, la curva del contagio assomiglia al profilo altimetrico di un'uscita in bicicletta. La curva è in salita, e sono giorni bui, in cui fai fatica ad andare avanti, ti manca il respiro e non sei sicuro di arrivare in fondo, vuoi mettere i piedi a terra, girare la bicicletta e tornare indietro. Ci sono tratti regolari ed altri con delle pendenze che ti lacerano le gambe... E' la strada più difficile, ma è l'unica che porta in vetta. La curva si avvicina al picco, ed inizi a vedere il cielo oltre le nuvole, la parte più difficile è alle spalle, ma non è ancora finita, un piccolo sforzo per passare dall'altra parte. La curva è sul plateau, l'altopiano dove tiri il fiato, per un attimo, ma devi ricominciare subito a pedalare perché non sai quanto potrà essere lungo questo tratto ed è qui che fai la differenza, per conservare i secondi guadagnati sull...

LOCKDOWN - GRANFONDO STRAVA APRILE

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Continuano gli esperimenti per sopravvivere ciclisticamente alla quarantena. Girare nell'anello che sono riuscito a tracciare intorno a casa non è l'opzione giusta per me, alla fine il benessere ricavato si è dissipato dietro la continua tensione di essere fermato da un momento all'altro, inoltre mi sono immedesimato nei pensieri di quei poveretti che mi hanno visto passare per 33 volte ogni 4 minuti... Non deve essere stato il massimo. Ed ecco che dopo aver lanciato il mio messaggio d'aiuto qualche settimana fa, sono arrivati a casa i rulli!! Come si può raccontare un'uscita in bicicletta da fermo? Ho posizionato i rulli in un angolo del giardino in cui soffiava una leggera brezza e il sole era frontale, sono partito con l'idea di percorrere 100 km, il giorno prima avevo pedalato per 60 km all'interno del corridoio di casa, salgo in bici alle 14:35. Il lusso che posso permettermi è quello di ascoltare la musica con delle grosse cuffie collegate al telefono...

COVID SQUARE

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Oggi sono uscito in bicicletta, anche se, stando all'ordinanza comunale, ogni attività fisica all'aperto è proibita. Come cittadino ho sacrificato, ho congelato è il termine più adatto, tutti i miei diritti per il bene prioritario della società e l'ho fatto con coscienza e responsabilità. Al momento non ho più un lavoro, non so se percepirò un contributo economico per andare avanti, per continuare a fare la spesa, per pagare le bollette, per fare ogni giorno le stampe dei compiti per far studiare mia figlia, per rinnovare la rete internet per seguire la scuola online e vedere qualcosa in TV che non sia Barbara D'Urso o il ministro Conte. Ok, niente partite di calcetto, niente royal rumble , niente maratone, nessun Giro d'Italia, sono pienamente d'accordo ma l'attività fisica fa bene al corpo e alla mente e fatta con le dovute tutele è una necessità primaria (parlo per me), al pari di fare la spesa contingentato e dopo una lunga fila (sicuramente molto pi...

PREGHIERA PSICHEDELICA

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Era tutto talmente semplice e malgrado questo non l'ho mai dato per scontato, meravigliandomi ogni volta, dei colori, dei profumi, riuscendo a carpire lungo la strada anche il più piccolo dettaglio che faceva la differenza con tutte le altre volte. Le linee che si deformano, l'asfalto che si sgretola, le distanze che diventano impossibili da coprire, le salite che si trasformano in pianure, le spine davanti al sole il panorama che si confonde e ora che la strada è deserta e silenziosa vorrei sentire soltanto il rumore della catena che scivola tra gli ingranaggi, come i grani di un rosario che passano tra le dita:  La bicicletta è una religione, una scelta, una necessità e nella bicicletta io ci credo ancora!

GIORNI DIFFICILI

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In giorni difficili come quelli che stiamo vivendo non esistono più certezze, quello che ieri era la normalità oggi sembra straordinario e tra un giro di notizie in TV e sterili discussioni di tuttologi su chat e social, l'unica cosa che ancora mi consente di star bene e allinea nel modo corretto tutti i miei pensieri è la bicicletta. Posti speciali che ti permettono di andare lontano pur mantenendo i piedi ben saldi per terra. I consigli sono quelli di non muoversi, di restare chiusi in casa, ma su un divano proprio non riesco a stare e allora se proprio devo, il divano me lo porto dietro. Piove e tutti i programmi di fughe ed evasioni sono salati, così resto vicino perché di questa cosa non posso proprio farne a meno e anche se sembra poco è sempre tanta roba! Anche se poi buchi e resti a piedi perché i buchi sono due e la camera d'aria solo una.