LA PRIMA ALBA, FENICOTTERI, TRENINO VA (VA)

Non avevo ancora avuto modo di rivedere, riscrivere e metabolizzare i 558 km complessivi del festive500 che già alle 06:44 del primo Gennaio di queste stranissime feste ero già per strada per andare incontro alla prima alba dell'anno.
Muovendomi verso e lungo la litoranea incrocio i primi raggi di sole all'altezza della Baia d'Argento. 
Il sole fa brillare l'umidità, anche il solito passaggio tra le dune merita una piccola sosta.
Non ho nessun impegno e pedalo senza incontrare altri ciclisti e pochissime macchine, come forse mai mi era capitato lungo la litoranea, è il bello di uscire così presto, pensare che tutto quanto sia li solo per te.
Nessuna parola superflua, nessun saluto forzato nell'altro senso.
Intorno alle 09:15 sono all'incrocio della Salina dei Monaci. Decido di entrare sul sentiero di sabbia malgrado la bicicletta da corsa e dopo qualche centinaio di metri arrivo a ridosso di un gruppo di fenicotteri rosa immobili sullo specchio d'acqua.
Mi guardo intorno e anche questa immagine è solo ed esclusivamente mia.
Come per tante altre cose che succedono lungo un percorso "usuale" come questo, anche l'incontro con i fenicotteri non è una novità, ma è sempre un privilegio poterli ammirare placidi in questo specchio d'acqua.

Inizio il rientro, incrocio più vita, mi fermo a fare colazione a Campomarino... Al bar dell'angolo, dei ciclisti seduti al sole, a me quel bar non piace e mi fermo più avanti. Prendo due brioche!!
Ad un bar di Torre Ovo un gruppo più corposo di ciclisti... Vado avanti per fermarmi nuovamente alle dune.
Quando riparto, sopraggiunge alle mie spalle il gruppo che era fermo a Torre Ovo che mi passa in corrispondenza degli stabilimenti balneari, mi accodo silenzioso. 
Procedere ad oltre 30 km/h senza nessuna fatica ha comunque il suo prezzo da pagare. Non poter vedere completamente la strada ti sottopone ad uno sforzo d'attenzione maggiore, il fenomeno che viaggia sempre fuori dalla fila amplifica la sensazione di insofferenza di alcuni automobilisti che sgasano e suonano da dietro, lo scatto imprevisto di un altro infiltrato come me, rischia di rompere lo Status Quo del gruppo ed ecco la natura vera che esce a galla e uno esclama tra i denti "Ma ci è quidd??"
Poi arriva lo strappetto e il gruppo si polverizza, chi sa stare solo a ruota e parlare arranca e quelli in fuga più avanti sono costretti a fermarsi per aspettare.
Così come mi sono fatto trascinare in silenzio, in silenzio continuo la mia pedalata, nuovamente solitaria verso la fine dei miei primi 104 km dell'anno.

la prima alba

dune

fenicotteri rosa

nuove staccionate


  



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