martedì 13 novembre 2018

RESET RESTORE REWIND REHAB

I miei problemi muscolari continuano e dopo aver sospeso per un po' la corsa e successivamente anche lo yoga ho dovuto stoppare, la settimana scorsa, anche la bicicletta.
Questo weekend pero' non ho resistito e anche se mi avevano consigliato meno chilometri di quelli che in realtà ho percorso mi sono tenuto comunque ben al di sotto della mia insana voglia di pedalare,
Sabato 49 e Domenica 37 una modica quantità che mi consente di stringere i denti e guardare avanti con meno disperazione.

Sabato / Ed è stato come tornare indietro di almeno cinque anni quando bastava salire sulla Rocca per essere contenti, scollinare oltre la pineta, salire fino alla croce dove lo sguardo si perdeva tra i campi arrivando fino al mare, da sinistra verso destra a 180°.
Ma oggi non basta più e allora continuo, anche se non dovrei, come un tossico che dice smetto quando voglio ... San Vito, Talsano, San Donato, Faggiano, Roccaforzata ... Ancora uno ... Monteparano, Carosino, San Giorgio Jonico, Taranto, San Vito!
Basta ... Ma vorrei assumerne ancora.

Domenica / Ed è stato come tornare indietro di più di dieci anni, quando la litoranea in bicicletta per me finiva a Saturo, quando pedalavo ancora in maniera pionieristica sulla Crude Dude.
Ma l'effetto metadone svanisce presto e allora vado avanti, mentre le nuvole scure scaricano acqua a mare e io passo subito dopo un forte acquazzone, strade allagate e pioggia diradata.
Pochi sporchi e maledetti chilometri, risalgo come un salmone verso Pulsano, un velo d'acqua ricopre l'asfalto. Leporano e poi di nuovo giù verso la litoranea ed il mio limite ideale, come collassare e vedersi fuori dal corpo sulla spiaggia di Saturo.
Torno indietro ancora più piano.
Devo riflettere, sto resettando tutto, sto ripartendo da zero, sto riavvolgendo la strada sotto le ruote, sto disintossicandomi ... Ripulendomi da tutto le scorie che la strada mi ha lasciato addosso nel corso di queste ultime cinquemila e cinquecento dosi.
Allora aspetto in una nebbia bianca offuscata, perché voglio andare avanti superando lentamente i miei limiti pedalando in equilibrio sull'estasi, senza rischiare mai l'overdose!!

in forma per il mio format
smetto quando voglio
la pioggia sul mare
silos a Leporano
rehab

martedì 6 novembre 2018

BIKE PACKING CON STILE

La bicicletta è come la musica, ci sono tanti stili ...
Come sempre pedalo la moda ma con il consueto approccio crossover!!


lunedì 29 ottobre 2018

100 MI PIACE

E' da una settimana che aspetto il sabato per pedalare ma dopo qualche chilometro non ci sono completamente dentro ed inizio a pensare che fare il minimo indispensabile e poi tornare a casa, sia il massimo per oggi, come se la mia testa non fosse allineata al movimento circolare dei pedali inoltre il lungo linea sulla Litoranea anche se nasconde ogni volta il suo fascino è forse il percorso più scontato.
Basta però tener duro fino a Gandoli quando tutt'intorno lo scenario inizia a svuotarsi del superfluo e resta solo nella sua meravigliosa semplicità. E' in questo momento che mi rendo conto che anche la mia presenza è di troppo ed allora quella velata e minimale apatia che provavo fino a qualche chilometro fa si trasforma in egoistica gratitudine, mi sento di colpo un privilegiato ad essere in questo momento in questo posto.
La pedalata prende un valore diverso e gli occhi da vitrei diventano delle finestre lucide che mischiano le immagini interne con quelle esterne.
Il vento è contrario ma non fortissimo, arrivo a Campomarino e faccio colazione da Sandrino, che stranamente d'estate a quest'ora è ancora chiuso.
Il ritrovato allineamento mi permette di godermi la piazza, la torre, il porto ... Faccio un giro fino alla punta del molo.
Quando rientro sulla strada principale mi passa un gruppo di otto ciclisti ai quali mi accodo in maniera naturale, qualche saluto e poi si procede a tutta fino a San Pietro in Bevagna.
Il gruppo si ferma al bar, io vado avanti verso la salina dove invertirò la marcia nella speranza di incrociarli nuovamente.
Di nuovo da solo, abbasso il ritmo e sposto l'attenzione non alle ruote e alle sagome del gruppo (per ovvi motivi di sicurezza reciproca) ma a quello che mi sta intorno che smette di scorrere come immagini a rullo sulle superfici interne dei paraocchi.
Una scolaresca in visita alla foce del Chidro, la schiuma delle onde che s'intravede tra le palificate di legno che proteggono la macchia mediterranea sovrastata dall'odore della sabbia umida, i carabinieri che controllano il rimorchio di due pescatori, uccelli sospesi tra le correnti.
Quando giro il vento soffia alle spalle ed aumento l'andatura, m'impegno per cercare di accodarmi nuovamente al gruppo ...
Proseguo da solo, una sosta a Piri Piri per qualche foto e poi ancora dopo il curvone dove il vento ha richiamato a se i kitesurfer.
Poco prima di Jamaica mi spunta alle spalle nuovamente il gruppo. Resto con loro fino alla rotatoria del Canneto, prima di rientrare a casa una sosta all'ingrosso delle bibite per una lattina fresca.
Un rapido cambio, anche di bicicletta, un salto a mare per un bagno di fine Ottobre davvero intenso.
Scogli, mare, niente e nessuno più. Sono davvero un'intruso in questa meraviglia.
100 volte grazie per quello che mi piace davvero.

le prime luci
strada non per tutti
dune 
come as you are
Campomarino below 0
Piri Piri
Ride and Kite
kite surf
Crude Dude on the rocks

martedì 23 ottobre 2018

IL GIRO DELLE SETTE CHIESE + SELVA OSCURA +

Anche se dietro i miei percorsi c'è sempre un minimo di studio, in questi anni di pedalate nell'ignoto che sprofonda nel vortice del movimento circolare, ho imparato ad avere prudenza, lasciandomi guidare dall'istinto e dalle sensazioni che la strada mi restituisce chilometro dopo chilometro.
Sono stato un Virgilio silenzioso e allo stesso tempo un Caronte magnanimo, ambasciator non porta pena.
Ma chi ha paura di scendere nel proprio inferno, attraversare il dolore, trovare il proprio girone, per espiare le colpe, azzerando i peccati ... La bicicletta ti chiede in cambio l'anima - ma non tutti sono in grado di lasciarla lentamente dietro i propri colpi di pedale.
Così l'anima diventa sempre più pesante, come la pedalata, il fiato incerto, il piede che tocca l'asfalto e devi ricominciare, ogni volta, tutto nuovamente.

Il V Giro delle Sette Chiese comincia da Laureto e dalla Chiesa del Monte, meglio conosciuta come "Tempietto dell'Arte".
La strada sale subito tra alberi e facciate color pastello acceso. La seconda chiesa è vicinissima, quasi a voler rompere il fiato, l'edificio è caratterizzato da un grande oculo e da una formella con l'iscrizione A.D. 1894.
La strada riprende a cullarci con i suoi dolci saliscendi quando improvvisamente in una secca curva a sinistra finiscono gli edifici e tra la vegetazione si apre la vista sulla valle sottostante che degrada tra la foschia fino al mar Adriatico.
Iniziamo a scendere lungo il naturale andamento della collina e proprio sul tornante troviamo la terza chiesa, per la quale non ho trovato notizie, proprio adiacente ad un'abitazione.
La picchiata sulla provinciale e poi inizia la risalita verso la Selva. Un dolce inferno al contrario in cui si deve ascendere invece di sprofondare.
Ognuno sale del suo, non servono cordate o mutui soccorsi, dopo circa un chilometro e mezzo devo tornare indietro perché Cenzo non segue più nessuno e lo ritrovo con il pedale in mano che spinge la sua gravel ... Per un ciclista non poter pedalare è il contrappasso peggiore.
Non può proseguire e con grande rammarico di tutti deve lasciarsi trascinare indietro dalla corrente fino al punto di partenza.
Raggiungo nuovamente il gruppo che mi aspetta alla fontana in cima e dopo un piccolo controsenso (fuori programma) arriviamo alla quarta chiesa Maria S.S. Addolorata, in piena celebrazione eucaristica. Tra tutte la meno suggestiva, forse perché la più contemporanea.
Lentamente lasciamo la Selva e le sue ville immerse nel verde per entrare in un susseguirsi di contrade al confine tra Fasano e Monopoli restando sempre su vie secondarie strette tra muretti a secco e verde brillante.
La quinta chiesa si trova sulla sommità della collina di contrada Impalata, San Michele in Frangesto.
Il piccolo edificio, risalente al XII sec. di un bianco abbagliante domina la vallata e la vista spazia da Monopoli fino a Torre Canne.
Riprendiamo a pedalare in direzione opposta sulla strada principale più o meno a metà strada incontriamo la sesta chiesa ...
In realtà la chiesa Madre del Salvatore non la raggiungiamo, perché nel mio sopralluogo della settimana precedente mi ero reso conto dell'impraticabilità della strada, così l'ho sostituita con una più modesta cappella trovata, per puro caso, lungo la stessa strada!
Abbiamo fretta di raggiungere Cenzo così proseguiamo senza fermarci lungo la panoramica sullo zoo e scattando l'ultima foto alla chiesa di San Donato ... Arrivati a questo punto mi sarebbe piaciuto buttar giù dalle Giritoie (i tornanti dello zoo) i miei compagni di pedalata per vederli risalire lentamente curva dopo curva, attraverso le fiamme del dolore:

"La vista che m'apparve d'un leone.          
Questi parea che contra me venisse
con la test'alta e con rabbiosa fame,
sì che parea che l'aere ne tremesse."

Dalla settima Chiesa l'ultimo picco per rientrare sulla Selva per poi ridiscendere velocemente fino ad un semaforo pulsante, ancora un piccolo sforzo

"Lo duca e io per quel cammino ascoso 
intrammo a ritornar nel chiaro mondo; 
e sanza cura aver d’alcun riposo,                               
salimmo sù, el primo e io secondo, 
tanto ch’i’ vidi de le cose belle 
che porta ’l ciel, per un pertugio tondo. 
E quindi uscimmo a riveder le stelle"

I Chiesa

II Chiesa

III Chiesa

IV Chiesa

V Chiesa

VI Chiesa

VII Chiesa
Grazie a Ciccio, Cenzo, MDOM, Livio e Nicoletta per avermi accompagnato in questo pellegrinaggio.

lunedì 24 settembre 2018

ANTENNA CANI E IL CONTROSENSO

Ho una nuova bicicletta ... Sono felicissimo, in solo quattro uscite la mia sensazione con la strada è cambiata sensibilmente ma nelle gambe ho quasi trentamila chilometri e tanti di quei ricordi che mi legano alla mia vecchia Impulso che ancora non mi sembra vero!
Dopo il primo giro in litoranea e quello successivo verso Grottaglie in compagnia di Fabrizio nella sua ultima uscita prima dell' IRONMAN di Cervia (Complimenti) dovevo provare un po' di salite.
Così nella classica combinata lavoro di Paola uscita in bicicletta inizio la mia prima Pilano con la nuova bicicletta partendo da San Simone.
Salgo tranquillamente e fortunatamente non trovo nessuno, mi godo il fresco umido ed il sibilare della catena che riecheggia nel bosco.
In cima mi fermo per delle foto, quando all'improvviso arriva una ciclista che mi chiede se avevo bisogno di aiuto ... Le confesso che è tutto ok e che stavo facendo solo una foto, Loredana, questo il suo nome, dopo aver lasciato un gruppone che proseguiva verso Ostuni sta tornando verso Taranto, continuiamo insieme per scendere poi dalle Voccole, poche parole e un buon ritmo, ripasso da San Simone dove lei fa il pieno d'acqua e al bivio di Pilano ci salutiamo, lei prosegue verso Grottaglie, io risalgo nuovamente su.
La seconda salita è più veloce, rifaccio la stessa strada, soffermandomi in corrispondenza dell'antenna RAI poi svolto verso Martina dopo la Masseria Cavaliere. Attraverso la Statale, riempio la borraccia e giro per San Paolo. Di nuovo dall'altro lato della Statale per provare questa volta la bicicletta in discesa scendendo l'Orimini, sul finire della discesa, mentre sono oltre i 50 km/h, ho un brivido quando un cane attraversa lentamente la strada, tiro due volte il freno e la ruota di dietro s'imprime sull'asfalto.
A questo punto sulla Mutata prendo anch'io per Grottaglie per poi salire ancora da Spaccamonti, fa caldissimo e per tutta la salita devo evitare le deiezioni delle pecore che sono passate prima di me, in lontananza un'altro cane, ma sono in salita e non corro rischi, zoppica con una zampa posteriore e sta messo decisamente male per via di qualche malattia, poveretto, come il precedente non mi degna di uno sguardo.
Dopo le curve inizia il flagello delle mosche ... Tutta la fatica che riesco a non fare sui pedali la devo fare per togliermele di dosso, il tutto restando in equilibrio proprio nel tratto più duro.
Giro intorno a San Paolo per poi scendere nuovamente dall'Orimini.
Questa volta vado un po' più lento, godendomi il bosco e non tagliando le curve.
Sarà stato il sesto senso, l'eccessiva cautela, non so ... Perché ad un certo punto incrocio un coglione in bicicletta che stava risalendo l' Orimini in contro senso, per di più senza casco!
Proseguo verso San Simone, punto di arrivo di questa prima uscita in salita, la mattinata finisce con una birra fresca.

brand new!
Loredana
qualche sfumatura di Murgia
antenna
shine
volata per la birra

giovedì 13 settembre 2018

IL GIRO DELLE SETTE CHIESE + locIVs +

L'ultimo post risale a più di un mese fa, in cui raccontavo l'ultima uscita del Basilicata Training di Luglio!! Ho pedalato molto in questo mese, raccontando però poco ... Ho fatto il pieno di silenzio lasciando depositare la stanchezza fino in fondo, facendola fermentare con calma.
Durante le varie uscite ho unito i segnaposti sparsi per strada per creare il percorso del quarto Giro delle Sette Chiese, questa volta nei dintorni di Locorotondo, da qui il nome + locIVs +

L'ultimo giro l'avevo fatto in solitaria, come un'Eremita, per questo invece, ho allargato l'invito alla solita stretta cerchia di pedalatori con cui mi piace condividere le mie uscite (tematiche). Impegni vari escludono alcuni degli invitati, così alla fine alla partenza da Locorotondo oltre a me ci sono Francesco, Vera e parte delle GirlPower Serena Teresa Anna e Laura.

Pianificare un'uscita non esclude mai gli imprevisti, e nella lunga uscita di domenica scorsa ho inserito un sopralluogo completo per verificare i tratti che non avevo mai percorso, così mi accorgo di una strada impraticabile, una chiusa da un cancello, una deviazione che allunga di troppo il tragitto sulla Statale ed ho il tempo di apportare le dovute correzioni.
Malgrado tutto però, quando arriviamo nella grande piazza che avevo scelto come punto di partenza la troviamo occupata da un raduno di Fiat 500, qualche stand e musica latinoamericana a palla.
Lasciamo le auto nelle vicinanze usciamo le biciclette e si parte subito, con una sosta al bar!

Risaliamo la piazza sempre più confusa, qualche centinaio di metri e siamo alla prima chiesa.
I - MADONNA DELLA GRECA - La più antica di Locorotondo edificata due volte. Il primo edificio risalirebbe al VII-VIII sec., mentre quello attuale è del XV secolo. Quest'ultimo fu fatto costruire nel 1480 su commissione di Pirro Orsini del Balzo, principe di Taranto, in visita a Locorotondo, motivo non casuale per il quale il Giro inizia da qui!! Per questa e le altre vi aggiungo il link da dove ho preso i dettagli storici ed architettonici evitando un inutile copia ed incolla.
Davanti alla chiesa ci sono molti turisti, noi affolliamo il prospetto appoggiando le biciclette al muretto antistante rovinando, forse, la foto che un signore tedesco/francese (non si è capito) voleva fare con le sue due macchine fotografiche penzolanti al collo ... Lo stesso però si offre di scattare la prima foto di gruppo con il mio smartphone, decisamente la peggiore della giornata.
Si riprende a pedalare lasciandoci lentamente alle spalle la confusione del paese in una bella domenica mattina di Settembre.
Iniziamo a scendere verso le contrade Sant'Elia dove dopo qualche chilometro al centro di un bivio troviamo l'omonima chiesa.
II - CHIESA DI SANT'ELIA - La facciata è semplice, la luminaria per la festa tra la porta e la croce e due panchine ai lati pronte ad accogliere i fedeli più stanchi.
La campagna non prende ancora il sopravvento da qui alla contrada San Marco percorriamo una strada densamente popolata, trulli ed abitazioni curatissimi sono una costante visiva.
Lasciamo la strada principale su una strada laterale che gira intorno alla collina (414 mt slm punto più alto di questa uscita) dove si trova la nostra prossima chiesa.
III - CHIESA RURALE DI SAN MARCO - La vecchia chiesa si trova in uno slargo, tra bellissime abitazioni bianche in cui i colori dei fiori risaltano, delimitato dall'imboccatura dell'antica ed enorme cisterna dell'antico casale Iuniano (o Cignano), corrispondente all'attuale abitato.
Scendiamo l'altura passando dalla chiesa nuova in cui campeggia uno statuario prete in tonaca lunga sulla destra, mentre sulla sinistra lo sguardo spazia fino alla non lontana Selva di Fasano !!!
Lasciamo la strada principale per entrare nella contrada Polaccio, una serie di sali e scendi tra la campagna che ora finalmente è l'assoluta protagonista, campi delimitati dalla caotica ed ordinata linearità dei muretti a secco.
Nonostante l'ottimizzazione del percorso dobbiamo percorrere qualche centinaio di metri sulla Statale che da Locorotondo porta verso Fasano per passare dall'altro lato e scendere verso contrada Pantaleo da una bellissima strada che nel suo tratto finale scende in un tunnel alberato ...
IV - CHIESA DI SAN PANTALEO - Negli innumerevoli passaggi davanti a questa chiesa ho sempre trovata il portone chiuso. Oggi invece sul sagrato il caso ha voluto farci incontrare la persona che aveva le chiavi e che gentilmente ci ha aperto il portone in legno di questo ottocentesco edificio, dall'interno molto semplice, suggestivo l'antichissimo confessionale in cui qualche nostro segreto è filtrato attraverso la grata.
Il percorso procede verso le Lamie di Olimpia, prima di raggiungere la nostra chiesa ci fermiamo ad un bar lungo la strada insegna ed allestimento decisamente anni '70, prodotti freschi per superare il caldo in costante aumento.
V- CHIESA SANTA FAMIGLIA - La chiesa si staglia defilata nell'agglomerato della contrada, arriviamo nel bel mezzo di una funzione, sbircio dietro la porta, non è un matrimonio e sarà il mio completo in lycra e il sudore ma mi sembrano tutti vestiti da gran festa! Scattiamo una foto silenziosamente ed andiamo via.
Continuiamo la nostra avanzata circolare in direzione Locorotondo, l'ultima sosta prima di risalire verso il paese è la contrada Trito.
VI - CAPPELLA DI TRITO - Anche se a dire il vero l'attenzione di tutti i miei compagni di pedalata sembrava più orientata verso un vicino agglomerato di trulli per vacanze con piscina!
Le ultime fatiche per risalire dalla circonvallazione sul paese, a questo punto visto l'orario avanzato e la confusione mi chiedo se la settima chiesa in via XX Settembre sia una buona idea.
VII - CHIESA DELLO SPIRITO SANTO
Naturalmente era una buona idea, perché la chiesa, risalente al 1683 piccola e molto carina, si trova nella zona pedonale, con un ampia scelta di posti in cui poter andare a festeggiare la fine del giro e perché per tornare alle macchine avremmo percorso la bellissima balconata affacciata sulla Valle d'Itria ... Ma pianificare un'uscita non esclude mai gli imprevisti, e in bicicletta il buon senso deve sempre prevalere, quindi l'orario, la gente al passeggio, la strada lastricata in pietra e in salita (visto l'imbarazzo su determinate pendenze mostrato lungo il percorso da alcuni partecipanti al giro), mi fanno cercare al volo e a vista una settima chiesa di riserva ... Si decide di andare al cimitero, dove sicuramente troveremo un luogo di culto.
Attraversiamo un viale di cipressi davvero suggestivo e lateralmente all'ingresso del camposanto troviamo la piccola Haec est domus Dei che sostituisce la settima e chiude definitivamente il giro.

Uscire insieme ad altre persone ti offre sempre la possibilità di vedere le cose ad una velocità differente, scambiare opinioni e vi devo confessare che se anche la mia natura è pedalare da solo, quando riesco a sentire la fatica delle persone che accompagno e subito dopo la soddisfazione per avercela fatta, quando riesci a vedere gli occhi che si riempiono della bellezza di uno scorcio che si apre dietro una curva o i volti che si colorano della vita che scorre tutta intorno
apprezzo ancora di più strade che ho percorso tante volte e sento viva quella magia tra me e la bicicletta ... Un legame difficile da capire se non ci hai mai provato almeno una volta.

chiesa I
chiesa II
chiesa III
chiesa IV
chiesa V
chiesa VI
chiesa VII
Madonna della Greca particolare
luminarie
GIRLPOWER in full effect
Francesco e Teresa
San Marco non è la Grecia
San Pantaleo



giovedì 2 agosto 2018

BASILICATA TRAINING / ACCIAIO E LAO TSEU

Il quarto giorno finisce il nostro soggiorno nel Bio Agriturismo, sono però sveglio alla solita ora e non mi faccio sfuggire l'occasione di un'ultima fresca pedalata prima che il sole si alzi dietro le alture che ci circondano.

13/LUGLIO - 19.75 km 433 mt
Salgo ormai per una familiare strada nel bosco verso Teana, tutto sembra come le altre volte, solo più veloce, nei giorni scorsi, anche durante una tranquilla passeggiata con la famiglia, la mia attenzione si era posata su un paio di sculture in acciaio lungo la strada, così oggi decido di prestarci più attenzione guardandole con più calma.
Le opere sono di Marino da Teana, nato nel 1920 in questo piccolo paese lucano poi emigrato in Argentina dove intraprese gli studi alla scuola di Belle Arti di Buenos Aires, conseguito il titolo accademico di Profesor Superior rientrò a metà del secolo in Europa, prima in Spagna poi definitivamente a Parigi dove inizia una lunga carriera come scultore ed urbanista.
Nel 2007 diventa cittadino onorario di Teana e l'anno successivo produce quattro sculture monumentali per il suo paese.
La prima che incontro e Omaggio a Lao Tseu su una strada affacciata sulla valle dove lo sguardo spazia fino al bagliore del sole sull'invaso del lago di Monte Cotugno, la seconda è Omaggio al Mediterraneo nella piazzetta antistante la chiesa vicino il cimitero, poi nei giardini del Comune, in marmo di Carrara, Nave nello spazio e infine dentro l'abitato: Alba.

Venire da Taranto significa associare l'Acciaio alla sofferenza, alla morte ed è una sensazione che si contrappone a tutta la positiva meraviglia di questi giorni ma è anche un segnale che la stessa entità può avere diverse direzioni, così come l'acciaio corten lavorato da Francesco Marino da Teana.
Passo del tempo intorno a queste sculture, guardandole da diverse angolazioni, ascoltando la natura che infrange i suoi voluttuosi rumori sulle sue superfici piane, spiando il mondo attraverso i tagli delle aree che delimitano l'aria, deformandomi l'anima!

La mia vita in bicicletta sembra prendere sempre le stesse strade, ma riesco sempre ad arrivare in posti diversi, è una trascendenza continua, una superficie ruvida riflettente, alla deriva nel mare, in meditazione, in navigazione solitaria nello spazio che mi circonda, sveglio dall'alba in poi, aggancio le tacchette ai pedali e inizio ad andare.

omaggio al Mediterraneo
omaggio a Lao Tseu
nave nello spazio
Inside Teana
500 e Alba