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CEGLIE DE GUALDO

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Il fine settimana esco in bicicletta principalmente per staccare dallo sterile stress della settimana e sintetizzare attraverso la fatica tutta la pace e la bellezza che incontro lungo i chilometri che percorro.
Quando questa cosa non mi basta più lascio la bicicletta da strada al chiuso ed esco in MTB dove il rapporto con la natura è ancora più intimo e diretto.
Domenica mi sono affidato alla perfetta organizzazione del mio amico Cenzo che ha messo un ciclotrekking sulle arterie rurali della sua Ceglie Messapica.
Di questo itinerario non dirò altro, lasciando parlare le foto fatte durante i 35, intensi e bellissimi, km di questo tour.
Tenete d'occhio la pagina di Vincenzo Intermite, Guida Ambientale Escursionistica da non perdere questo ma in generale tutti i giri che con passione e competenza certificata organizza.

"Un viaggio tra le arterie rurali della Ceglie dei boschi. I tratturi, i muretti a secco e le specchie megalitiche, angoli custodi di bellezza"

STONERIDE III

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A dirla tutta, quando sono uscito dall'auto nella piazzetta di San Simone ancora deserta ho pensato, "Ma chi ma l'ha fatta fare?"
Vento fortissimo e freddo pungente e da solo.
Ma la giornata è tersa un'occhio alla campagna assolata e comincio a pedalare.
Il vento laterale sposta la bicicletta e devo fare attenzione.
Alla prima sosta per una ripresa sfilo una pietra, per stabilizzare la base della telecamera, da un già traballante muretto a secco e un piccolo smottamento mi fa perdere l'appoggio e cado rovinosamente sulle pietre, la cam cade nella scarpata tra i rovi.
"Ma chi ma l'ha fatta fare?"
Per un attimo ho pensato di rientrare, che forse oggi non era giornata, poi ricomincio a pedalare, a tratti il vento è favorevole, per quindici chilometri non incrocio nessuno e penso di essere l'unico cretino a sfidare questo tempo ma dopo poco, per fortuna, vengo smentito... Incrocio il solito gruppone "Uheee! Oheee! Gir!".
Inizio a salire l…

LA VOGLIA FUORI MENU' DI MARTINA

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Durante la settimana cerco di mettere a fuoco l'uscita del sabato o della domenica e questa volta ero un po' a corto di idee originali tanto è che mi ero settato per la terza uscita STONERIDE lungo le varie salite della Murgia Tarantina.
Poi giovedì sera durante il beerFLOw parlando con Martina viene fuori la storia del Monte Sant'Elia tra Massafra e Mottola.
Venerdì mattina ci ritroviamo in chat per decidere tra la Murgia partendo da San Simone, una più impegnativa scampagnata in Basilicata o la proposta di Monte Sant'Elia.
Un rapido scambio di idee e decido di accontentare "la voglia fuori menù" di Martina.
Circa vent'anni fa sono stato per lavoro in quella zona e ricordavo ancora bene la strada che dal bosco scendeva nella vallata  per poi aggirare il monte ed aprirsi al panorama su Mottola arrivando fino alla fine del percorso asfaltato davanti il centro visite dell'Oasi del WWF.

Preparo un tragitto di massima partendo da casa e scelgo di risalire…

DIVANO & TRICICLO - GRANFONDO STRAVA FEBBRAIO

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E' sempre bello portare qualcuno lungo strade che non ha mai fatto.
Sabato ancora una volta si sono uniti alla mia pedalata Luc Sol e Martina per un giro, inedito per loro, fino ad Oria.
La giornata è fantastica, anche se il freddo residuo della notte ci assale lungo la prima ora e mezza in cui attraversiamo le campagne fino all'invaso Pappadai e San Marzano di San Giuseppe.
Poi il sole inizia a scaldare l'aria lungo la mia direttrice preferita verso Oria, tra le distese interminabili di ulivi.
Tra una chiacchiera e l'altra e pochissime auto, incrociamo il profilo medioevale della cittadina brindisina.
Giriamo intorno al centro storico e poi iniziamo la consueta scarpinata fino all'ingresso del castello, naturalmente chiuso, un'intraprendente Martina chiama la pro loco, e scopro finalmente che il castello è proprietà privata e al momento non è possibile visitarlo.
Un breve affaccio sul belvedere e poi colazione al bar Kenya (dopo il Tripoli mi sembra più che on…