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O N E S - L049 SEZIONE A

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PROLOGO Pedalo lungo una strada che taglia campi di ulivi e agrumeti, tutti uguali, dove i contadini parlano lo stesso dialetto e l'acqua scorre lungo il canale tutta nella stessa direzione, il confine è una linea invisibile che separa solo a livello amministrativo, terra e persone... L'emergenza di questo periodo limita gli spostamenti all'interno del proprio comune (almeno per noi in zona arancione) e per dare un significato nuovo alle strade e ai posti che iniziano a ripetersi in maniera ossessiva ho bisogno di un "piano superiore" che sposti l'attenzione più avanti. L'ispirazione mi è venuta da una coppia di atleti danesi, Christian-Emil Thorup e Gustav Thoesen che per PNS hanno percorso, in un unica pedalata, un totale di 919 km in 42 h 33' passando per le quattro estremità geografiche della Danimarca.  Ed ecco che dopo aver attentamente controllato mappe e carte catastali preparo un percorso che toccherà i quattro estremi cardinali del territorio

BUDDHA EYES AND UJJAYI PRANAYAMA

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L'avventura questa volta inizia dalla stazione di Castellaneta Marina. Ci sono arrivato in treno una sola volta, tantissimi anni fa, per passare un week end a casa di Daniela. Oggi è tutto abbandonato, serrato, lucchettato. Per uscire dal passato (ma non sarà facile) attraverso un lungo viale immerso nella pineta. Un sinistro campeggio sulla sinistra, anche questo triste monumento ad un tempo andato, depredato, violentato. Ancora alberi abbattuti dall'anno scorso, qualche improvvisa radura che si apre sull'oggi limpido e terso. Provo ad entrare in un vecchio parco divertimenti per qualche foto ma d'improvviso mi trovo un gigantesco cane bianco davanti, scodinzola, ma non mi fido, gli lancio un pezzettino di barretta che schifa mentre mi allontano cauto. Sono sulla complanare che percorro senza sosta fino alle Tavole Palatine che questa volta trovo aperte e non posso fare a meno di entrare. Ci sono solo io e dopo qualche stupida foto resto seduto sull'erba a guardare

DWARS DOOR ITRIAANDEREN 4/4

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Domenica scorsa avevo lasciato in sospeso l'ultimo quarto del percorso Dwars Door Itriaanderen e non volevo far passare troppo tempo per chiudere la ricognizione e iniziare a definire al meglio tutto l'itinerario. Questa volta sono da solo ma in compenso ho caricato la traccia sul garmin (non lo faccio mai perché mi piace orientarmi e non seguire e basta) ma vista la complessità e i tanti km su strade mai percorse non volevo, come la volta precedente, esaurirmi sulla mappa e dilatare a dismisura il tempo. Inizio sempre da San Simone, indifferente all'ora legale, Pilano senza incrociare ciclisti ma incassando l'incitamento di un gruppo in escursione nel bosco che più avanti brulica di macchine parcheggiate alla meno peggio, probabilmente cercatori di funghi... Ultimata la salita procedo sulla consueta strada per Martina girando però verso il Pergolo e questa volta ad animare la strada sono diversi podisti e camminatori soft della domenica. Attraverso la statale e in un u

DWARS DOOR ITRIAANDEREN 3/4

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Attraverso la Valle d'Itria, questo il nome ed il senso di questa uscita in bicicletta. Le corse del Nord, a partire dalle Classiche fino alle meno blasonate mi hanno sempre affascinato, per la loro storia e per gli scenari che racchiudono i loro percorsi su stradine strette, salite (cote), campi coltivati, piccoli borghi rurali, boschi, pascoli... Tutte cose che mi hanno sempre ricordato, per alcuni versi, le zone della nostra Murgia. Ho unito tra loro tratti di stradine pedalate nel corso di questi anni, vecchi ricordi di quando per lavoro mi aggiravo nelle contrade più isolate, incognite prese qua e la sulle mappe creando un percorso che in maniera tortuosa si snoda tra Martina Franca, Alberobello, Locorotondo e Cisternino, 100 km di curve, svolte, angoli retti e 1000 mt di dislivello in un continuo saliscendi sui dossi della Murgia, il tutto cercando di evitare le strade principali ma anche le direttrici secondarie più lineari che solitamente utilizzano i ciclisti per spostarsi