giovedì 13 settembre 2018

IL GIRO DELLE SETTE CHIESE + locIVs +

L'ultimo post risale a più di un mese fa, in cui raccontavo l'ultima uscita del Basilicata Training di Luglio!! Ho pedalato molto in questo mese, raccontando però poco ... Ho fatto il pieno di silenzio lasciando depositare la stanchezza fino in fondo, facendola fermentare con calma.
Durante le varie uscite ho unito i segnaposti sparsi per strada per creare il percorso del quarto Giro delle Sette Chiese, questa volta nei dintorni di Locorotondo, da qui il nome + locIVs +

L'ultimo giro l'avevo fatto in solitaria, come un'Eremita, per questo invece, ho allargato l'invito alla solita stretta cerchia di pedalatori con cui mi piace condividere le mie uscite (tematiche). Impegni vari escludono alcuni degli invitati, così alla fine alla partenza da Locorotondo oltre a me ci sono Francesco, Vera e parte delle GirlPower Serena Teresa Anna e Laura.

Pianificare un'uscita non esclude mai gli imprevisti, e nella lunga uscita di domenica scorsa ho inserito un sopralluogo completo per verificare i tratti che non avevo mai percorso, così mi accorgo di una strada impraticabile, una chiusa da un cancello, una deviazione che allunga di troppo il tragitto sulla Statale ed ho il tempo di apportare le dovute correzioni.
Malgrado tutto però, quando arriviamo nella grande piazza che avevo scelto come punto di partenza la troviamo occupata da un raduno di Fiat 500, qualche stand e musica latinoamericana a palla.
Lasciamo le auto nelle vicinanze usciamo le biciclette e si parte subito, con una sosta al bar!

Risaliamo la piazza sempre più confusa, qualche centinaio di metri e siamo alla prima chiesa.
I - MADONNA DELLA GRECA - La più antica di Locorotondo edificata due volte. Il primo edificio risalirebbe al VII-VIII sec., mentre quello attuale è del XV secolo. Quest'ultimo fu fatto costruire nel 1480 su commissione di Pirro Orsini del Balzo, principe di Taranto, in visita a Locorotondo, motivo non casuale per il quale il Giro inizia da qui!! Per questa e le altre vi aggiungo il link da dove ho preso i dettagli storici ed architettonici evitando un inutile copia ed incolla.
Davanti alla chiesa ci sono molti turisti, noi affolliamo il prospetto appoggiando le biciclette al muretto antistante rovinando, forse, la foto che un signore tedesco/francese (non si è capito) voleva fare con le sue due macchine fotografiche penzolanti al collo ... Lo stesso però si offre di scattare la prima foto di gruppo con il mio smartphone, decisamente la peggiore della giornata.
Si riprende a pedalare lasciandoci lentamente alle spalle la confusione del paese in una bella domenica mattina di Settembre.
Iniziamo a scendere verso le contrade Sant'Elia dove dopo qualche chilometro al centro di un bivio troviamo l'omonima chiesa.
II - CHIESA DI SANT'ELIA - La facciata è semplice, la luminaria per la festa tra la porta e la croce e due panchine ai lati pronte ad accogliere i fedeli più stanchi.
La campagna non prende ancora il sopravvento da qui alla contrada San Marco percorriamo una strada densamente popolata, trulli ed abitazioni curatissimi sono una costante visiva.
Lasciamo la strada principale su una strada laterale che gira intorno alla collina (414 mt slm punto più alto di questa uscita) dove si trova la nostra prossima chiesa.
III - CHIESA RURALE DI SAN MARCO - La vecchia chiesa si trova in uno slargo, tra bellissime abitazioni bianche in cui i colori dei fiori risaltano, delimitato dall'imboccatura dell'antica ed enorme cisterna dell'antico casale Iuniano (o Cignano), corrispondente all'attuale abitato.
Scendiamo l'altura passando dalla chiesa nuova in cui campeggia uno statuario prete in tonaca lunga sulla destra, mentre sulla sinistra lo sguardo spazia fino alla non lontana Selva di Fasano !!!
Lasciamo la strada principale per entrare nella contrada Polaccio, una serie di sali e scendi tra la campagna che ora finalmente è l'assoluta protagonista, campi delimitati dalla caotica ed ordinata linearità dei muretti a secco.
Nonostante l'ottimizzazione del percorso dobbiamo percorrere qualche centinaio di metri sulla Statale che da Locorotondo porta verso Fasano per passare dall'altro lato e scendere verso contrada Pantaleo da una bellissima strada che nel suo tratto finale scende in un tunnel alberato ...
IV - CHIESA DI SAN PANTALEO - Negli innumerevoli passaggi davanti a questa chiesa ho sempre trovata il portone chiuso. Oggi invece sul sagrato il caso ha voluto farci incontrare la persona che aveva le chiavi e che gentilmente ci ha aperto il portone in legno di questo ottocentesco edificio, dall'interno molto semplice, suggestivo l'antichissimo confessionale in cui qualche nostro segreto è filtrato attraverso la grata.
Il percorso procede verso le Lamie di Olimpia, prima di raggiungere la nostra chiesa ci fermiamo ad un bar lungo la strada insegna ed allestimento decisamente anni '70, prodotti freschi per superare il caldo in costante aumento.
V- CHIESA SANTA FAMIGLIA - La chiesa si staglia defilata nell'agglomerato della contrada, arriviamo nel bel mezzo di una funzione, sbircio dietro la porta, non è un matrimonio e sarà il mio completo in lycra e il sudore ma mi sembrano tutti vestiti da gran festa! Scattiamo una foto silenziosamente ed andiamo via.
Continuiamo la nostra avanzata circolare in direzione Locorotondo, l'ultima sosta prima di risalire verso il paese è la contrada Trito.
VI - CAPPELLA DI TRITO - Anche se a dire il vero l'attenzione di tutti i miei compagni di pedalata sembrava più orientata verso un vicino agglomerato di trulli per vacanze con piscina!
Le ultime fatiche per risalire dalla circonvallazione sul paese, a questo punto visto l'orario avanzato e la confusione mi chiedo se la settima chiesa in via XX Settembre sia una buona idea.
VII - CHIESA DELLO SPIRITO SANTO
Naturalmente era una buona idea, perché la chiesa, risalente al 1683 piccola e molto carina, si trova nella zona pedonale, con un ampia scelta di posti in cui poter andare a festeggiare la fine del giro e perché per tornare alle macchine avremmo percorso la bellissima balconata affacciata sulla Valle d'Itria ... Ma pianificare un'uscita non esclude mai gli imprevisti, e in bicicletta il buon senso deve sempre prevalere, quindi l'orario, la gente al passeggio, la strada lastricata in pietra e in salita (visto l'imbarazzo su determinate pendenze mostrato lungo il percorso da alcuni partecipanti al giro), mi fanno cercare al volo e a vista una settima chiesa di riserva ... Si decide di andare al cimitero, dove sicuramente troveremo un luogo di culto.
Attraversiamo un viale di cipressi davvero suggestivo e lateralmente all'ingresso del camposanto troviamo la piccola Haec est domus Dei che sostituisce la settima e chiude definitivamente il giro.

Uscire insieme ad altre persone ti offre sempre la possibilità di vedere le cose ad una velocità differente, scambiare opinioni e vi devo confessare che se anche la mia natura è pedalare da solo, quando riesco a sentire la fatica delle persone che accompagno e subito dopo la soddisfazione per avercela fatta, quando riesci a vedere gli occhi che si riempiono della bellezza di uno scorcio che si apre dietro una curva o i volti che si colorano della vita che scorre tutta intorno
apprezzo ancora di più strade che ho percorso tante volte e sento viva quella magia tra me e la bicicletta ... Un legame difficile da capire se non ci hai mai provato almeno una volta.

chiesa I
chiesa II
chiesa III
chiesa IV
chiesa V
chiesa VI
chiesa VII
Madonna della Greca particolare
luminarie
GIRLPOWER in full effect
Francesco e Teresa
San Marco non è la Grecia
San Pantaleo



giovedì 2 agosto 2018

BASILICATA TRAINING / ACCIAIO E LAO TSEU

Il quarto giorno finisce il nostro soggiorno nel Bio Agriturismo, sono però sveglio alla solita ora e non mi faccio sfuggire l'occasione di un'ultima fresca pedalata prima che il sole si alzi dietro le alture che ci circondano.

13/LUGLIO - 19.75 km 433 mt
Salgo ormai per una familiare strada nel bosco verso Teana, tutto sembra come le altre volte, solo più veloce, nei giorni scorsi, anche durante una tranquilla passeggiata con la famiglia, la mia attenzione si era posata su un paio di sculture in acciaio lungo la strada, così oggi decido di prestarci più attenzione guardandole con più calma.
Le opere sono di Marino da Teana, nato nel 1920 in questo piccolo paese lucano poi emigrato in Argentina dove intraprese gli studi alla scuola di Belle Arti di Buenos Aires, conseguito il titolo accademico di Profesor Superior rientrò a metà del secolo in Europa, prima in Spagna poi definitivamente a Parigi dove inizia una lunga carriera come scultore ed urbanista.
Nel 2007 diventa cittadino onorario di Teana e l'anno successivo produce quattro sculture monumentali per il suo paese.
La prima che incontro e Omaggio a Lao Tseu su una strada affacciata sulla valle dove lo sguardo spazia fino al bagliore del sole sull'invaso del lago di Monte Cotugno, la seconda è Omaggio al Mediterraneo nella piazzetta antistante la chiesa vicino il cimitero, poi nei giardini del Comune, in marmo di Carrara, Nave nello spazio e infine dentro l'abitato: Alba.

Venire da Taranto significa associare l'Acciaio alla sofferenza, alla morte ed è una sensazione che si contrappone a tutta la positiva meraviglia di questi giorni ma è anche un segnale che la stessa entità può avere diverse direzioni, così come l'acciaio corten lavorato da Francesco Marino da Teana.
Passo del tempo intorno a queste sculture, guardandole da diverse angolazioni, ascoltando la natura che infrange i suoi voluttuosi rumori sulle sue superfici piane, spiando il mondo attraverso i tagli delle aree che delimitano l'aria, deformandomi l'anima!

La mia vita in bicicletta sembra prendere sempre le stesse strade, ma riesco sempre ad arrivare in posti diversi, è una trascendenza continua, una superficie ruvida riflettente, alla deriva nel mare, in meditazione, in navigazione solitaria nello spazio che mi circonda, sveglio dall'alba in poi, aggancio le tacchette ai pedali e inizio ad andare.

omaggio al Mediterraneo
omaggio a Lao Tseu
nave nello spazio
Inside Teana
500 e Alba



martedì 31 luglio 2018

FIGA / TA

Andare in bicicletta è una figa/ta !! Lo sapevate già vero?
Per una mezza giornata decido di mettere da parte le mie uscite pseudo-serie ed affrontare il sabato mattina in compagnia del gregario CiccioGà, il Bandito ... Che ragazzo! Avevamo solo parlato nei giorni precedenti della possibilità di uscire insieme, ma una serie di sue fotografie inviate venerdì sera sulla chat, che condividiamo anche con La Signora Lalla, mi tolgono ogni dubbio.
Il suo mezzo di fortuna è una facile esca per la scelta del mio.

A Madonna sap' a ci port l' ricchin (CiccioGà WhatsApp message) 
Il giorno dopo, prima delle 09:30 sono sul terrazzino del trullo che lo ospita, il tavolo della colazione pronto, caffè, more selvatiche, fichi, yogurt, biscotti e latte di mandorla fatto in casa.
Per una questione cromatica il mio nome in codice per quest'operazione sarà Mr. Pink, per una questione di Locus quella del mio gregario Mr. Orange.
Accendo il Garmin ultimo stretching e si parte.
Mr. Pink su una Montana color rosa, e Mr Orange su un'improbabile MTB tipo Pininfarina marchiata a fuoco Freedom.
Subito una sosta non appena lasciata la corte di casa, sulla strada una fresca fontana affacciata a 180° da Cisternino a Locorotondo passando per Martina Franca.
Iniziamo a pedalare, ed ancora una sosta, per visionare una chiesa, poi dal sacro al profano passando per un fornello pronto e poi sotto il cartello FIGA ... Non è un mistero dove siamo!
Con le nostre super-bike proviamo ad affrontare un tratto, non ancora sistemato a dovere, della Ciclovia dell'Acquedotto, ma non è cosa, finiamo dopo qualche centinaio di metri dentro l'aia di una casa rurale ...
Torniamo sull'asfalto, proviamo a controllare la mappa ma senza impegno, procediamo a sensazione incontrando qualche dosso con pendenze stratosferiche per i nostri mezzi e cani da guardia in miniatura.   
Girando in strette stradine tra muri a secco che a fatica contengono il caldo sprigionato dai campi ci ritroviamo nel bel mezzo dei preparativi della sagra nell'ennesima contrada.
Una ragazza s'incuriosisce del nostro interesse verso l'edificio anni '70 e ci fa visitare la chiesa ...
Mr. Orange esce il coniglio dal cilindro, ci spaccia come tour operator che però oltre ad una piacevole chiacchierata ricca di dettagli non ci porta da nessuna parte, la limonata fresca, fatta con i limoni appena colti è solo per gli operai che stavano sgobbando per montare il palco ed i gazebo.
Riprendiamo la nostra marcia scendendo da una bellissima collina e ci ritroviamo al punto di partenza!
Ora tentiamo la scalata alla prossima contrada.
Anche se non usciamo da tanto tempo l'affiatamento è immutato, i discorsi sembrano appartenere ad un copione e dopo voli pindarici atterrano sui classici punti fermi, il botta e risposta continuo come il giro dei pedali, abbiamo sempre quelli stimoli.
Mr. Orange mette i piedi a terra un paio di volte, dice che deve smettere e poi ricominciar ma non ci soffermiamo su questi dettagli.
La bicicletta non sarà mai un argomento Trito e ritrito ... Prendiamo l'ultima botta di calore sulle pietre grigie infuocate del tetto conico, come tette appuntite che guardano il cielo azzurro.
Non servono destinazioni eroiche, abbigliamento tecnico e leggerezze di carbonio, quando in testa hai  la freschezza degli anni migliori anche se a spegnere candele ci vuole sempre più fiato.
Mr. Orange esce dal suo frigo due Ichnusa con le quali brindiamo a Mr. White Fuentes e a Mrs. Blonde.
Non siamo più gli stessi ma ci piace sempre la stessa cosa!

Mr. Orange
Garmin e Montana
Si va ... (photo by La Tursi)
Stretching (photo by La Tursi)
Andiamo dai (photo by La Tursi)
Una delle tante stradine percorse
ops guarda la Figa z ...
no cerchi ma gomme olimpiche
l'acquedotto è sempre l'acquedotto
Contrada Figa
ultima botta di calore
il nostro giro è finito
alla salute Mr. White e Mrs. Blonde
Grazia a La Tursi per la colazione e le foto, Acquedotto Pugliese, Madonna di Fatima e comitato festeggiamenti annesso, la natura benevola, gli appunti di Alex Supertramp ... 
Bring that shit in Freedom ... Yeah right...

venerdì 27 luglio 2018

BASILICATA TRAINING / ALPI TOUR

D'accordo, seguire l'istinto è sempre la cosa migliore, ma quando hai speso del tempo dietro una cosa e se sei come me hai anche provato ad immaginare come poteva essere, il richiamo della strada è troppo forte e allora anche se sottovoce, anche se non fino alla fine, devi iniziare a leggere quella storia rapire dalle pagine che scorrono che prima o poi finirai.

12/LUGLIO - 16.35 km 438 mt
Dopo aver passato la giornata in pieno relax, alle 18:30, quando il caldo inizia a scemare esco in direzione Alpi!
Nel senso inverso la strada sale subito larga verso Carbone un paio di chilometri con pendenza media dell' 8%.
La strada spiana solamente all'ingresso del paese, ma superato il bar dello Sport, dove due signore sedute al tavolo di plastica sono intente a scrivere delle cartoline, ricomincio a risalire su dei tornanti che girano dentro l'abitato fino a quando le case si diradano in una curva a destra l'ultimo manufatto che incontro è una cabina elettrica, poi la strada prosegue solitaria nel suo serpeggiare, il paese di Carbone è sempre sotto le mie ruote ma lentamente si allontana, dopo un'altro paio di curve scompare inghiottito dalla vegetazione, restano solo alcune voci che riescono a risalire lungo il costone.
Ho lasciato il paese da solo un chilometro e la sensazione di isolamento è già ingombrante.
Ecco che il panorama inizia ad adombrarsi, non solo metaforicamente di ansie e paure.
Sono nella parte di strada in cui gli alberi sulla sinistra chiudono la vista e la roccia sulla destra non lascia passare l'aria, la natura m'ingloba claustrofobica, mi segno degli obbiettivi, arrivo li e torno indietro, poi vado avanti ancora un po', poi ricomincio, poi vado ancora un po' ...
Fino a quando la vegetazione fitta sulla sinistra si fa meno opprimente, e su una curva senza barriere di protezione la vista si apre su un panorama di assoluto niente e il sole poco distante dai crinali delle montagne ancora lontane inonda tutto di bagliori dorati.
Le paure e le ansie che avevano chiuso i miei occhi fino a pochi metri prima scivolano via con il sudore.
La bellezza della bicicletta sta tutta nel chilometro successivo quando risalgo leggero verso la sagoma grigia (sempre lontana) del Monte Alpi e dell' Armizzone ... La  fatica che lascia posto alla soddisfazione che in un attimo ti toglie il fiato e poi t'inonda di fresca gioia.
Arrivo su una leggera pianura poi la strada scende per un po' riprende a curvare immergendosi nella vegetazione che torna ad infittirsi, che ora non mi spaventa, ma che resto a guardare ammirato, seguo solo con la vista la strada fin dove posso, un'ultimo sguardo alle cime nude da un'altezza superiore, da uomo a qualcosa di più grande.
Torno indietro, la strada che mi aspetta è tutta in discesa, scendo lentamente, cercando di guardare tutto con più attenzione.
Perdo del tempo per Carbone facendo una piccola deviazione, poi riprendo la mia strada, alla prossima!

acqua
+ o - 1900
su questa strada ho messo un paletto
Carbone 
la discesa al contrario

domenica 22 luglio 2018

BASILICATA TRAINING / CINGHIALI E FALCHI

L'uscita "lunga" l'avevo studiata su mappe e maps tutta la settimana precedente, la mia idea era quella di arrivare a Castelsaraceno avvicinandomi il più possibile al Monte Alpi, presenza fiera ed ingombrante nel verde e frastagliato skyline della mia base di partenza.
Ma le sensazioni che provi prima di iniziare a pedalare sono sempre le migliori consigliere per affrontare in maniera serena un'uscita in bicicletta.
La lunga strada isolata sul crinale mi ha messo un pò di ansia solo a vederla attraverso gli occhi dell'omino giallo di streetview e malgrado la formidabile giornata di sole, e caldo, l'atmosfera oltre il paese di Carbone, dove sarebbe iniziata la mia vera avventura mi sembra tetra.

11/LUGLIO - 52.18 km 945 mt
Così anche per oggi decido di salire nuovamente verso Teana, dopo le prime due curve devo levarmi la giacchetta, perché malgrado l'ora e l'ombra, il caldo sotto il bosco è già intenso.
Non mi soffermo come ieri, mantenendo comunque l'occhio vigile sullo scenario, ed affronto tutta la salita con più verve.
All'ingresso del paese mi fermo al bar della piazza, dove un paio di persone stanno prendendo il caffè prima di andare a lavorare nei campi, tolti i frigoriferi dei gelati, l'allestimento del bar è rimasto lo stesso di quando ha aperto, a giudicare dal bancone metallico con con altorilievi di colori accesi, sbiaditi, negli anni settanta e doveva già essere vintage!!
Qui non si bada troppo all'estetica se non hai sostanza ... Il caffè e il cornetto (anche se di quelli surgelati)  sono buoni, ci sono i tavoli per giocare a carte, un sacco di casse di birra da mettere al fresco e un panorama una volta varcata la porta d'ingresso che da solo meriterebbe un biglietto!
Riprendo a pedalare sulla stessa strada di ieri in direzione Fardella e quando arrivo all'incrocio giro per Episcopia - Latronico. Procedo linearmente sul dorso della collina intorno a quota 800 mt la strada si perde nella vegetazione, poi la strada riprende a salire con una serie di curve, quota 865 mt
La sensazione di essere nel punto preciso in cui la strada comincia a scendere è tangibile e non è solo la prospettiva visiva, è una questione di gravità che ti tocca l'anima, prima ancora dello stomaco, indipendente dalla quota, che naturalmente è un fattore esponenziale per l'emozione che si prova.
Mi fermo per qualche secondo guardandomi intorno osservando dal punto più alto che potevo raggiungere con la mia bicicletta.
Inizio a scendere con prudenza, perché la strada che scendi spesso poi la devi risalire e allora valuto le pendenze allo specchio, la temperatura in progressione, le forze residue.
Ma prima dei cinghiali e dei falchi ecco un incontro sorprendente ... In direzione opposta un signore con maglia fluorescente e capelli tinti color rame che cammina sul ciglio deserto della strada!
L'asfalto davanti a me scompare e riappare dalle sue anse, gli chiedo se vado bene per Episcopia e lui mi dice sempre dritto!
Continuo con meno dubbi ma con tante domande su questo incontro, chi è? Dove va? Da dove viene? Era vero?
Ad un certo punto dopo una serie di curve e contro curve ecco che appare sotto le mie ruote Episcopia!!
Rimango a bocca aperta, perché nella mia stesura mentale dell'itinerario, non so perché, l'avevo idealizzata in salita (forse perché l'ho sempre vista dal fondo della Sinnica!)
E ora?? Episcopia sembra lontanissima nel fondo valle e io distante solo dieci tornanti a 400 mt più in alto.
I calcoli non contano più, contano come sempre le sensazioni, mi fermo al primo tornante, sotto una croce bianca mi guardo ancora intorno, un panorama che non finisce mai e che cambia sempre.
Riprendo a pedalare in senso inverso, in salita, ancora da solo, non è passata neanche una macchina!
All'uscita da una curva vedo sul bordo della strada un gruppo di cinque cinghiali ... Cerco di estrarre il telefono dalla tasca posteriore per poterli fotografare, ma sentono il rumore della catena nei denti dei pignoni si voltano e si buttano uno dopo l'altro nella scarpata, mi fermo, sento solo il rumore del sottobosco e della vegetazione mentre loro si allontanano dall'asfalto.
Sulla schiena del colle a quota 865 incontro il camminatore solitario che guarda il suo smartphone ... Mi chiede se sono arrivato ad Episcopia, gli dico di no perché non mi sentivo di risalire i tornanti per tornare indietro verso Carbone e lui mi dice che potevo scendere e proseguire fino al bivio di Chiaromonte ... Che poi è la strada che volevo fare per chiudere il giro ad anello!
La strada ora è solo in discesa, in prossimità di Fardella incontro una coppia di signore che cammina, poi un'altra ancora ... Ciclisti ancora nessuno!
Entro nel paese, in piazza c'è il mercato, frutta verdura, tessuti, vestiti, scarpe!
Mi fermo in un bar per un succo, questo è più vecchio degli anni '70.
Faccio due chiacchiere con un vecchietto seduto li davanti, il tempo, che ora è, qualcosa in dialetto che non capisco, ma a cui sorrido.
Riprendo per Teana e all'altezza del Comune prendo in direzione pista ciclabile.
Una strada esterna al centro abitato in bilico sulla valle con pendenze non adatte alle bici con le rotelle.
Attraverso la provinciale e la pista ciclabile prosegue intorno all'altura dove si trovano gli impianti sportivi. Il percorso è divertentissimo, immerso nel bosco che in alcuni punti prende il sopravvento, con diverse opzioni da poter prendere.
Quando finisco di giocare riprendo la strada del ritorno, come in precedenza, all'uscita di una curva mi trovo davanti un falco che dal ciglio della strada, dove stava prendendo qualcosa, spicca il volo, maestoso passandomi davanti a pochi metri ad altezza occhi ... Bellissimo ed impossibile riprenderlo.
All'incrocio dopo il ponte decido di salire su per Calvera, che la volta precedente avevo visto solo scendendo.
La salita non è impegnativa e visto che arriverò all'altezza di una fresca fontana decido di impegnarmi, riuscendo ad entrare, con mia stessa meraviglia, nella top10 del segmento.
Un po' di cazzeggio, mi preparo i sali minerali all'ombra su una panchina in piazza e poi riprendo la discesa e la via dell'agriturismo ... Una doccia veloce e poi in piscina fino all'ora di pranzo, convinto che alle volte le cose più belle non riesci a fermarle e sono proprio quelle che ti continuano a girare dentro, per sempre.

da qui tutto inizia
il sole dall'altra parte del ponte
la pista ciclabile fuori dal comune di Teana
verso 865
muschio
in lontananza
Episcopia in giù dietro l'angolo
la Sinnica come non l'avevo mai vista
Pausa 
sullastradasolomai
la casa nel bosco
Calvera
Cappella di San Gaetano
sul laghetto
da qui tutto ri-comincia