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STRADA BIANCA

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Parto dal Tara in MTB con dietro la borsa in cui ho sistemato malamente il necessario per eventuali riparazioni, asciugamano, costume e ciabatte, perché dopo essere salito su a Massafra scenderò costeggiando l'altro argine per andare a fare il bagno.
Il bagaglio però sarà un'inutile rottura di scatole e una perdita di tempo smisurata. Il precario assetto è messo più volte alla corda dalla strada dissestata e sono costretto a riorganizzare tutto molteplici volte.
Il cigolio della bicicletta è al contrario rassicurante, sembra di viaggiare su una cicala, segnando il miglior tempo sulla salita delle lucciole. All'imbocco della strada bianca per l'Amastuola nuovo assetto del bagaglio che dovrò risistemare ancora una volta in cima al colle.
Proseguo la strada dall'altro versante che arriva sulla Statte-Massafra, ho perso diverso tempo e sono indeciso se proseguire ma alla fine la sete mi spinge ad allungarmi verso il centro abitato.
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IL RICHIAMO DELLA POLVERE

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Le previsioni meteorologiche portavano per oggi (sabato 18) temporali sparsi ed in effetti il cielo sopra San Vito questa mattina non era il massimo così metto da parte quello che era il giro programmato per oggi e spinto dall'istinto decido di uscire in MTB.
in questo periodo il richiamo delle strade sterrate è più forte che mai, forse sarò uscito più con la vecchia Quake che con la bici da strada:
La Quake è formidabile vent'anni di strade di merda e obsoleta concezione ma è sempre pronta, pesante e cigolante a portarmi, sicura, dove voglio!
Dopo aver ripreso a percorrere i sentieri della costa tra San Vito e Leporano la settimana scorsa, ieri e oggi mi sono sono addentrato sulla collina dietro San Crispieri, risalendo fino alle pale eoliche, costeggiando ed entrando nella cava, graffiandomi le caviglie con la secca e spinosa flora  lungo la stretta traccia che serpeggia fino alla pineta sopra Faggiano. Scendendo e risalendo la Rocca con piglio differente, sorseggiando il solit…

COASTOCOASTOCOAST 2020 - MONOPOLI

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Come ogni anno dal 2013 affronto la traversata della Puglia dallo Jonio all'Adriatico e ritorno.
Non scendevo a Capitolo dal 2016 e questa volta ho deciso di allungarmi fino a Monopoli.Partenza alle sei del mattino con un minimo di allestimento di borse per portarmi dietro più cose del solito.
Da San Vito a Taranto con il fresco e qualche foto tra il canale navigabile e la Porta Napoli, poi risalgo i Tamburi procedendo in direzione Statte, che è la via più breve e facile per arrivare ai piedi della Murgia passando da Crispiano.



A Crispiano mi fermo per un caffè al solito baretto in piazza, mentre aspetto al bancone mi devo sorbire le lamentele di un tipo che scendendo da Pilano si è trovato davanti un gruppetto di ciclisti fermi in curva a discutere tranquillamente. Li stavo buttando tutti all'aria! Ma perché lo dici a me? Gli do ragione e non ho intenzione di discutere sul rispetto e la prudenza reciproca, prendo il mio caffè e vado via.
Inizio dopo poco la risalita di Pilano l&#…

LE OMBRE DEL GIORNO PIU' LUNGO

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Pedalare fino al tramonto durante i giorni più lunghi dell'anno è una delle cose che mi piace ripetere.Anche nel 2020 solco le strade intorno a San Simone, ripercorrendo in parte le location utilizzate la settimana scorsa per le riprese del video, risalendo una strada che sapevo portava su uno sterrato, impegnandomi senza nessuna sosta sulla salita delle Pianelle, scendendo nelle ombre del bosco respirando a pieni polmoni l'aria silenziosa che ondeggia tra le foglie, sfruttando il vento per evitare la fastidiosa presenza degli insetti lungo la salita di Pilano, scoprendo la nuova posizione della fontana all'incrocio di Villa Castelli, decidendo di scendere dall'Orimini, malgrado sia diventata, a causa dei lavori sulla Statale, l'unica via di passaggio per le auto che lasciano Martina Franca in direzione Taranto.
Sono stato fortunato, pensavo di dover procedere dietro qualche auto maleodorante ed invece non ho incontrato nessuno, e mi è sembrata la discesa di una vol…

IL VOSTRO NIENTE LA MIA VENDETTA

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Ieri mi sono fatto un film, ma questa è una storia che racconterò più avanti.
Intanto dopo aver pedalato per una giusta causa, dopo aver solcato di sera la città, dopo aver condiviso la bicicletta con le persone giuste e mio malgrado anche con quelle cattive, oggi è arrivato il momento di fare quello per cui sono più portato.Pedalare e stare in silenzio. Per 100 km nessuna parola e pensieri che si urtano in testa e finalmente, dopo quattro ore, vanno tutti al posto giusto come un gioco ad incastri colorati per bambini. Perché la bicicletta non è solo raggiungere un obbiettivo, come dice qualcuno o forse l'ho detto anche io ma chi sa quando e ormai l'ho scordato...
La bicicletta è capire la vita che si addensa intorno, una mucca che bruca l'erba secca, perdersi negli spazi tra le pietre di un muretto a secco, lasciarsi inseguire da un cane per strada, salire, scendere, fermarsi e poi continuare a spingere, spingere ancora... Il sole, il sole...il sole si alzava dai campiHo una s…

RACE ACROSS LIMITS - GREGARI IN STAFFETTA - TAPPA 11

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Mi basta poco tempo per capire se una persona mi va a genio o meno, e la bicicletta non è certo il modo migliore per far breccia nel mio carattere diffidente, anzi, con i ciclisti, sono molto più prevenuto.
Fabrizio è un atleta vero, un triatleta, un Ironman e nella sua meticolosa dedizione allo sport ritrovo quel sacrificio e impegno, che se pur con finalità e traguardi diversi dedico al mio piccolo mondo su due ruote.
I ciclisti non vanno tutti alla stessa velocità e non sono tutti uguali, sono prima di tutto persone e ci sono quelle buone e quelle che non servono... Restare a ruota di qualcuno non serve solo a fare meno fatica ma soprattutto a imparare cose nuove.

Durante un paio di uscite insieme nelle scorse settimane mi parla meglio di RACE ACROSS LIMITSe della sua amica Sabrina Schillaci chi è, cosa fa e della fondazione che sostiene. Le storie, sono come le persone, o ti prendono o niente. Io mi sono entusiasmato e quando Fabrizio mi ha chiesto se volevo pedalare insieme a lui nel…