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FESTIVE500 - 2020

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La sfida di Rapha è un rito di passaggio imperdibile, pedalare per 500 km dal ventiquattro al trentuno Dicembre, il modo perfetto per concludere l'anno, questo in particolare. E contrariamente al solito, proprio per agevolare chi si trovava in posti in cui le restrizioni per prevenire il Covid non consentivano o limitavano le attività all'aperto, per la prima volta, dopo dieci anni, valevano anche i giri sulle piattaforme virtuali o sui rulli classici. Così mi sono attrezzato anch'io di rulli (non smart) e collegando il sensore della velocità al mozzo posteriore ho percorso metà della sfida al chiuso del mio studio, tra musica in cuffia, film sullo schermo del pc e rifornimenti vari distribuiti tra mensole e scrivania. L'altra metà invece l'ho affrontata come al solito sulla strada, incastrandola tra gli impegni vari, la famiglia, il lavoro, il meteo non sempre favorevole barcamenandomi tra i giorni rossi e arancioni che impedivano gli spostamenti fuori dal Comune e

BISCOTTO VS UOVO

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Per questo fine settimana avevo due opzioni, Ceglie o Avetrana... Dopo l'ultima conferenza stampa del primo ministro che ci ha esposto i limiti agli spostamenti durante le imminenti feste di fine anno ho una gran voglia di pedalare a lungo senza troppi pensieri e così, per non farmi mancare niente, decido di portare a termine tutte e due le uscite. BISCOTTO Sabato in solitudine mi muovo verso Ceglie, partenza alle 07:00 del mattino sfidando un'umidità penetrante, taglio la campagna, saltando la salina che è quello più avvolto dalla nebbia, verso San Giorgio, l'attraversamento dei centri abitati mi aiuta a ripristinare il calore corporeo.   Ho solcato un velo bianco che aleggiava curvi forme fino a Grottaglie dove inizio a salire di quota lasciandomi la nebbia più in basso, quando inizio a intravedere il profilo della Murgia lungo le pendenze del terreno l'umidità si concentra e si ritira lentamente come un lenzuolo sul letto. Risalgo con calma verso la Specchia e con pr

WE ARE THE F**** ANIMALS

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In circa un mese di zona arancione ho dovuto pedalare all'interno del comune di Taranto (per fortuna si poteva) e non mi sono risparmiato, e anche se conoscevo a memoria i confini amministrativi pedalare con questo limite pre impostato non era il massimo. Con l'arancione che degrada nel giallo ho ricominciato a pedalare come ormai mi sono abituato da anni, pianificando percorsi e destinazioni su scala più larga (anche se sempre limitata e a misura familiare) o uscendo di casa senza una meta predefinita e pedalare fino a quando ho voglia fino a quando arrivo in un punto e decido di tornare indietro. Da quando siamo entrati in zona gialla a dir la verità il meteo non è stato favorevole e solo giovedì pomeriggio in pausa pranzo sono uscito per una veloce pedalata lungo la litoranea, fino alla marina di Lizzano per poi rientrare dai paesi. Una cosa che mi è mancata sono state le salite (che già in zona sono merce rarissima) e aver consumato la strada sullo strappetto dell'ippod