giovedì 5 luglio 2018

PARKING AND RIDEFLOZ SESSION

Non servono le monetine per partire.
Lascio la macchina all'ombra dei pannelli solari nel parcheggio dell'Ipercoop ed inizio a pedalare.

GIORNO UNO - URUSEI YATSURA
Sono le 13:30 di sabato mattina, la confusione all'interno del centro commerciale è scemata, io salgo verso l'ippodromo la pendenza con il caldo sembra più accentuata. La macchia profumata e i ronzii dell'alta tensione, due pareti di oleandri, questo soffitto viola No, non esiste più. Io vedo il cielo sopra me, cerco di non stancarmi e quando arrivo al bivio per Montemesola scendo giù fino al successivo incrocio, dove prendo la strada per Grottaglie.
Procedo con calma guardandomi in giro ma non con la dovuta attenzione, perché ad un erto punto sono schiacciato da un boato e l'ombra di un Dreamlifter appena decollato, mi oscura la strada, sono sulla traiettoria della pista ma non faccio in tempo, impossibile, riuscire a immortalare con uno autoscatto questa sovrapposizione magica, che tanto sto cercando!
Arrivato a Grottaglie decido di fare un giro nel Parco della Civiltà, aperto solo la scorsa settimana, oltre a tutti i servizi, area yoga, percorso benessere, giochi per bambini e zona cani, non si fa mancare anche una sciampagneria che può sempre tornare utile!!
Risalgo il paese passando per il centro, mi soffermo in piazza per fotografare un murales che ritrae Ataru Moroboshi con in braccio Lamu, immobile sul bracciolo di  una poltroncina in plastica un falchetto mi scruta silenzioso, prendo la strada per Crispiano poi giro per Villa Castelli/Martina e salgo ancora fino alla fontana, la Madonna della Fontana, posso rifiatare e rinfrescarmi.
Il caldo è importante ma decido di proseguire verso Martina per poi scendere dai Monti del Duca, i tratti all'interno della vegetazione sono piacevoli, ma quando la strada taglia i campi a pascolo e più giù i tendoni delle vigne la temperatura sale sensibilmente.
Scendo dal crocifisso blu, sfidando in prudenza un trattore con rimorchio.
La risalita verso Montemesola è più veloce del previsto e l'aqua della fontana proprio di fianco l'arco meno fresca di quel che speravo.
Riprendo la strada verso l'Ipercoop e prima dell'ultima risalita una volpe mi attraversa la strada, ma lei non riesco a fotografarla, troppo veloce e diffidente.
Ho ancora del tempo a disposizione e resto esterno al Quartiere Paolo VI, risalendo verso la Cittadella e poi l'inizio del parco del mirto, poca strada, poi torno verso il parcheggio, mi cambio prendo dell'acqua fresca e posso considerare chiuso il primo giorno di questa avventura.

"Com'è difficile stare (al mondo)
E non possiamo sbagliare mai
Mi piacerebbe scappare (dal mondo)
Finisco poi per restare
Io non me ne andrò ... "
Tu invece rimani, Ciao Tigre (faccia da flickr!!) ovunque tu sia ... Sayonara, ci vediamo più tardi ...

questo soffitto viola no non esiste più
dreamlifter
nel mio destino pace non ce n'è
falco a metà
fresh
TV drug of the nation

GIORNO DUE - LA CONTRORA
Il giorno dopo è decisamente una domenica da mare e malgrado l'orario di punta il parcheggio sembra meno vuoto di ieri.
Inizio a pedalare che sono quasi le 11:00. I primi chilometri sono gli stessi di ieri, arrivato alle porte di Montemesola però salgo prendendo la strada per Crispiano, una piccola deviazione per passare da un'inutile quanto bellissima pista ciclabile, 500 mt ai margini di un'aria poco produttiva, dal niente al niente!!
Sulla complanare della statale e poi la strada interna per San Simone, nessuna sosta e subito a scalare Pilano, sotto un sole che picchia e le cicale che rimbombano nel silenzio. Mi fermo solo come un ciuccio, poi riprendo!
Pedalo verso Martina, costeggiandola, rifornimento alla fontana e poi per Locorotondo, dove sorpasso tre immigrati su improbabili biciclette che pedalano a fatica verso Fasano (così mi ha detto uno di loro) al passaggio a livello le nostre strade si separano, non mi fermo neanche con una coppia di ciclo amatori seduti all'ombra di un grande albero, ci limitiamo ad un reciproco Hello!!
A Locorotondo faccio i miei soliti giri, nel pomeriggio ci sarà una gara ciclistica e il belvedere è stato completamente svuotato da tutte le pedane dei vari localini. Il centro storico invece è ricco di ombra fresca calce bianca e odori sospesi di cucine casalinghe dietro finestre
Rientro verso Martina prendendo strette strade mai percorse prima e mi ritrovo improvvisamente in un piccolo borgo silenzioso, ancora più bianco, come una Puglia più vera dentro una Puglia vera.
Eccomi di nuovo a Martina, bionde turiste bruciate dal sole passeggiano nel centro storico, io mi fermo per una coca cola, il Tripoli a quest'ora però non lavora.
Prima di scendere dritto per dritto dalla Statale cerco di placare la fame illudendomi che gli stand di GNAM festival del cibo da strada siano già aperti per soddisfare le mie esigenze, carciofi alla giudea, capocollo impiccato, una fresca insalata greca!
Lascio la Statale solo per prendere l'ombra e le curve dell' Orimini, poi di nuovo velocissimo fino al bivio di Crispiano, un'altro tratto di complanare, ancora superstrada fino al bivio dell'ospedale Nord attraverso veloce il Quartiere da Nord a Sud per ritrovarmi ancora nel parcheggio.
Un'atmosfera silenziosa, i pannelli brillano, i parabrezza evaporano calore che trema nell'aria, le ruote di qualche carrello cigolano le sliding doors non ti mettono davanti nessuna incondizionata opportunità, esce solo aria fresca condizionata ... Non succede niente
"Chest’ è ll’ora D’ ’a cuntrora  Dice o masto che se fa’?  Nun vulimmo fatica’!  Nun vulite fatica’?  È cuntrora fance fa’! "
Polizia, polizia, ti prende e ti porta via ...

ciucci
Madonna della Greca
Tagaro
Gnam
Polizia



martedì 26 giugno 2018

SAN SIMONE SATURDAY SESSION

Eccomi di nuovo qui, parto da San Simone all'orario in cui solitamente andavo via, la tramontana rinfresca l'aria del primo pomeriggio.
Lascio alle spalle il rettilineo assolato verso la masseria Pilano, un canale al centro di due frequenze dissonanti di cicale.
Inizio la salita del bosco in un nuovo silenzio interrotto solo dal cinguettio di invisibili volatili e la catena che scorre tra i pignoni che imita meccanicamente le cicale ... La strada è tagliata a metà dall'ombra degli alberi ed io avanzo nella parte più scura, salgo con una temperatura perfetta e tutta la tensione che solo una mezz'ora fa mi attanagliava lo stomaco si è dissolta, trasformata in energia positiva dalla fotosintesi, click, mi fermo per una foto mentre sento il sibilare di un ciclista che scende a tutta velocità.
Sono ormai arrivato in cima ed oggi, al solito incrocio, decido di proseguire verso Martina Franca,
Di chiacchiere in questi giorni ne sono volate tante, pesanti e rotonde.
Quando arrivo nel centro abitato salto le solite strade e salgo per il Divino Amore, pur non essendo un grandissimo fedele, sono attratto dall'architettura religiosa dalla sue, alle volte singolari, storie e dalle simbologie, i vari Giri delle Sette Chiese lo testimoniano.
Proprio mentre passo sotto le tre croci del Golgota una biscia mi striscia davanti alle ruote, ed io la seguo nel suo basculante e rapido andamento attraversare tutta la strada, salire sul marciapiede, cerca invano di salire, con una propensione verso l'alto, sulla recinzione che la separa dalla campagna, ecco l'allegoria dell'ultimo periodo, un essere strisciante che intralcia la mia strada ... Avrei potuto passarti sopra in qualsiasi momento, ma non sei un serpente nero, sei un verme, la seguo ancora per un po', poi vado via, ma ormai conosco i tuoi movimenti.
Controllo la mappa online, non ho preparato niente e non so cosa fare.
Dopo vari ripensamenti, prendo la strada per Noci.
Il cielo ormai è completamente libero e per strada incrocio solo furgoni di ritorno da qualche mercato.
Intorno il paesaggio della Murgia, una collina dopo l'altra, campi color oro e il verde dei boschi, nell'aria trasportata dal vento un persistente odore di stalla.
Svolto, prima di arrivare a Carpari, su una via laterale, attraverso la campagna incrociando un bambino che arranca sulla sua bicicletta su un dosso al 6 %, dopo una serie di curve, discese e continue risalite incrocio la strada per Mottola e percorro in senso inverso la strada di due giorni fa, puntando verso il Pallone.
Le abitazioni si diradano sostituite da campi sterminati e mandrie al pascolo. tutto incorniciato da una coltre di lecci e faggi e querce.
Mi fermo per fotografare cavalli, mucche, la mia presenza dietro un muro a secco insospettisce dei maremmani al seguito della mandria che iniziano ad abbaiare e rincorrermi, per mia fortuna, non varcano mai il confine di pietra tra il loro dominio e l'asfalto pubblico ... mi dileguo nascondendomi dietro un nuovo frastuono di cicale ed il rumore dei campanacci.
Un breve tratto sulla Martina-Massafra poi taglio verso le antenne, l'elicottero, ancora attraverso il bosco e la percezione di stalla.
Scendo rapidamente dalle Voccole senza soffermarmi troppo sul panorama. Ho ancora del tempo a disposizione così salgo nuovamente da Pilano.
La situazione è leggermente cambiata, si percepisce meno silenzio, le ombre sull'asfalto hanno preso forme diverse, le cicale, non ancora accordate, friniscono con meno insistenza, non trovo nessuno l'aria sembra incontaminata respiro avidamente il copertone che si consuma sull'asfalto viene sopraffatto dall'erba a bordo strada, il muschio sui massi, la corteccia umida, il sottobosco che s'inoltra e diventa impenetrabile alla vista.
Con un ritmo decisamente più sostenuto, di nuovo in cima. Questa volta vado verso San Paolo, al semaforo la fila, ancora sostenibile, delle auto in movimento per un fresco sabato pomeriggio, ancora un breve tratto prima di sparire per 4 minuti, inghiottito nel canyon dell'Orimini (il mio miglior tempo) poi eccomi ancora davanti ad uno scenario completamente aperto verso il mare.
Rientro dolcemente verso San Simone e visto l'orario inusuale, al posto della solita birra, prendo un gelato alla frutta, leggo una scritta sul muro del locale:
"Non puoi comprare la felicità ma puoi comprare un gelato che più o meno è la stessa cosa"
Penso che la felicità che togli agli altri non può restarti dentro, non è un liquido che riempie ogni spazio vuoto, è come una pasta e una volta modellata non puoi più farci niente, non la prendi e la sposti dentro di te, è solo un'illusione, pensi di essere più felice se vedi gli altri meno felici di te ...
Dovrebbe essere il contrario!
Non lascio cadere neanche una goccia ...
"Questo gelato è solo acqua è frutta!"


il silenzio del bosco click
le balle di questi giorni
geometrie informi
il pallone
mucche e maremmani
frutta e acqua

mercoledì 20 giugno 2018

CRISTI, ELICOTTERI, SEMPRE PIÙ IN ALTO, BOSSA NOVA

Per la seconda uscita pomeridiana con partenza da San Simone, visto tutti gli imprevisti della prima, ho deciso di andarci piano.
Non ci sono nuvole e un discreto vento soffia da N/O ed io, con la ruota anteriore in officina, sono con la Ceciu. Scaldo le gambe con un rapido giro, poi con molta calma inizio la salita di Pilano, mi volto diverse volte ma non passerà nessuno.
Quando arrivo in cima prendo la direzione opposta della precedente e vado verso i ripetitori.
Il vento non scende sotto la cresta degli alberi e la pedalata è serena, passando da zone d'ombra a segmenti di strada illuminati da un sole che affonda verticale nel verde profumato.
Non ho le scarpe con gli attacchi, quindi decido di fare un fuori pista per allungarmi alla statua del Cristo Redentore. Qualche foto e si ritorna in sella, tra la vegetazione ramificata e le distese a pascolo spuntano di tanto in tanto, come miraggi, le  sagome squadrate di arcaiche masserie bianche.
Salto la deviazione per le Voccole e ad un tratto la vegetazione si apre, inizio a costeggiare una recinzione metallica, un capannone, un elicottero mimetico, una serie di container, il niente di una zona militare.
Proseguo fino all'incrocio poi scendo verso le Pianelle. Sul lungo rettilinio qualche macchina mi passa a tutta.
Cambio l'acqua all'interno del bosco, dove però non lascio l'asfalto per i tanti sentieri.
Prima di scendere faccio un'ulteriore "fortunata" deviazione per affacciarmi sulla vallata e trovo la torretta panoramica aperta, lascio la bicicletta giù e salgo per una quindicina di metri, preso a schiaffi dal vento ma con un punto di osservazione privilegiato, che spazia a 360° sulla piana che degrada fino al mare e la sommità degli alberi che si espande voluttuosa.
Riprendo la pedalata, passo per la prima volta dal Cristo di Crispiano prima di fare il giro largo e ripassarci una seconda volta, quasi inginocchiandomi salendo dalla Pentima Rossa.
I miei ultimi colpi di pedale sono sul limite del tramonto, mi lascio attraversare da fasci di laser arancione iridescente.
Sono a San Simone con la luce che sbiadisce, mi bevo una birra, poi mi mangio un panino e bevo un'altra birra mentre ascolto le prove di un trio di musica brasiliana, che apre la stagione dei concerti al Caffè del Borgo e cazzeggio online.
Mentre sono appoggiato al tavolino realizzo che per tutti i 45 km della mia pedalata non sono stato superato da nessuno, non ho superato nessuno, non ho incrociato neanche l'ombra di un ciclista.
Un pomeriggio di una momentanea ed assoluta solitudine,  talmente intesa e magica da riempirmi completamente e farmi brillare gli occhi!

Cristo Redentore
nella boscaglia
elicotero
le strade illuminate delle Pianelle
sempre più in alto
al pari del radar
fasci di laser
la Ceciu e la birra

lunedì 18 giugno 2018

TRE SALITE E UN MATRIMONIO

Quando ci sono dei cambiamenti non puoi farti spazzare via, devi saperti adattare alla situazione cercando di ottenerne il massimo, ed ecco che per tutta l'estate i miei orari e le mie abitudini saranno sconvolte e dovrò giocare ad un livello superiore per far incastrare tutti i segmenti che piovono dal cielo, sempre più velocemente.
Quella di sabato scorso è la prima di una lunga serie (si spera) di uscite pomeridiane, il campo base è San Simone, due ragazzi stanno addobbando la chiesa per un matrimonio che si celebrerà a breve, dopo un breve rodaggio nelle strette vie che girano intorno all'abitato inizio a salire per Pilano.
In lontananza tre biciclette seguite da una Fiat 600 con funzioni d'ammiraglia.
Gli raggiungo e scopro essere tre ragazzini, uno in bdc gli altri due con le mtb.
Mi metto davanti e loro non si staccano mai. Quando inizia la pineta una mtb perde contatto, gli altri due invece non mi mollano, sono dei pesi piuma e quando mi allungo improvvisamente di qualche metro, subito mi recuperano.
Ad un certo punto è il ragazzino con la bdc che aumenta e va via, seguito dalla mtb e con un po' più di fatica questa volta sono io che devo recuperarlo ...
Quando gli ripasso davanti gli chiedo quanti anni hanno, 12 e 13 la loro risposta!!
A questo punto alzano nuovamente il ritmo e mi lasciano indietro, gli ho sempre a vista, ma non posso recuperarli.
?01 - Quando arrivo alla fine della salita la bicicletta improvvisamente si frena, la giacchetta anti pioggia che avevo infilato sotto la maglia scivola giù tra la ruota ed il telaio. Fatico non poco per liberare la ruota senza rovinare la giacca degli Howlers, a cui sono molto affezionato.
Incrocio i due ragazzini che arrivati al bivio stanno tornando giù, ci salutiamo e io proseguo verso la statale, il cielo è libero, le nuvole che sono arrivate dal mare si sono fermate su Taranto, proseguo verso Villa Castelli in tranquillità, voglio scendere dai Monti del Duca per poi risalire da Spaccamonti.
?02 - Ma quando arrivo all'inizio della discesa un insolito capannello di mezzi, forze dell'ordine e ciclisti mi costringe ad arrestare la mia progressione che stava iniziando a prendere velocità.
E' in corso una crono scalata (organizzata dal Team Fuorisoglia).
A questo punto prendo la strada per Spaccamonti che scendo e poi risalgo.
Il vento è cambiato e le nuvole iniziano a spostarsi anche verso la Murgia, anche se non minacciano pioggia.
La campagna si scolora lentamente, oltre gli alberi i campanacci delle mandrie e voci stanche di una giornata infinita.
?03 - Sulla strada per San Paolo perdo la borraccia dalle mani che cade sulla ruota anteriore, la bicicletta traballa ma riesco a mantenerne il controllo ... La borraccia è da buttare, la ruota ha bisogno di una centratura.
Scendo l'Orimini con un po' d'imbarazzo per via degli imprevisti che potevano davvero rendermi la giornata meno piacevole.
Rientro verso San Simone passando davanti alla chiesa mentre tutti gli invitati stanno prendendo posto sulla scalinata per una foto di gruppo, il fotografo mi sembra di quelli che se la crede parecchio, così desisto dal chiedere una foto mentre gli passo davanti.
Proseguo verso Crispiano e dalla Conca d'Oro prendo la salita della Pentima Rossa, il Cristo di Crispiano mi aspetta a braccia aperte, e proprio come dal Corcovado con una luce diversa e una distanza maggiore si riesce a vedere il mare.
?04 - Scendo nuovamente verso San Simone non prima di fermarmi ancora alla chiusura del passaggio a livello.
Ancora un giro largo prima di rientrare alla base.
?05 - Per fare la foto dentro il campo di grano (venuta anche male) affondo nella terra bagnata, mentre per recuperare il telefono dopo un autoscatto davanti all'elica (che non ho inserito) faccio un movimento repentino per evitare un coccio di bottiglia messo come una tagliola per le mie ruote, un crampo mi fa quasi cadere, mentre cado pesantemente sulla sella, e la ruota posteriore mi consuma l'interno del ginocchio.

Decido che dell'integratore questa sera non serve e mi prendo una birra al solito bar, dove nel frattempo si sono trasferiti tutti gli invitati del matrimonio per un rinfrescante aperitivo ... Come da tradizione lo sposo e la sposa insieme al fotografo sono spariti per qualche suggestivo take!

I cambiamenti sono come le salite, e anche se alle volte non la vedi, prima o poi arriva la vetta, trattieni il respiro guardi il cielo dove ora brillano le stelle, si lo voglio ... e ti butti giù!

curva su Spaccamonti
foto nel fango ...
che botta alle pale
rientro verso il bar
l'aperitivo del matrimonio
anche di sera, San Simone mi mette a mio agio.

lunedì 11 giugno 2018

UNA DOMENICA DI GIUGNO

Sono abituato ad uscire presto la mattina e per quanto t'impegni a studiare percorsi e destinazioni, le strade che alla fine pedali sono quelle che fai sempre.
Ma alle volte basta cambiare l'orario dell'uscita domenicale ed ecco, che la solita strada la vedi differente, con nuovi colori, odori insoliti e presenze diverse.
Dopo una due giorni di concerti e rientri a tarda notte, questa mattina si è aggiunto un impegno così che messo da parte il mare, esco in bicicletta alle 11:30.
La tramontana rende sopportabile il caldo pieno del mezzogiorno, superata la coda delle auto che vanno verso il mare attraverso il tipico paese che si sviluppa intorno al corso principale (come nel vecchio West) con una serie di strette e silenziose traverse laterali. In giro poca gente e da qualche finestra aperta si disperde nell'aria l'odore del sugo della domenica preparato fin dalla prima mattina e che ora si sta ottimizzando per essere servito a tavola, già perché se hai la fortuna di avere una bella famiglia, dei parenti poco serpenti e tempo per stare seduto, non importa la stagione, il pranzo della domenica è un piacevole e al tempo stesso monotono rituale calorico.
Lascio le direttrici che portano al mare per evitare il traffico accaldato, inoltrandomi nella campagna. Il sole alto toglie le ombre ai campi gialli di grano già tagliati e il forte vento dona simmetrie flessibili ai pochi che ancora restano da tagliare.
Un'altro abitato, e poi un'altro ancora e gli odori del cibo che passa dalle pentole ai piatti, alla tavola, ma ancora gente davanti al bar, seduta su sedie di plastica su asfalto cantierizzato con siepi.
Prima di tagliare ancora la campagna, tende di plastica a separare una casa direttamente dalla strada.
Il suono delle cicale e assordante e il caldo sembra risalire dalla terra inseguendo la mia scia lungo l'asfalto.
Salgo passando davanti una chiesa dove un carnevale in elegante sofferenza aspetta il last minute per il ricevimento di qualche comunione o forse cresima.
Sul confine della rumorosa statale, poi ancora a salire nel bel mezzo di un quartiere residenziale, rumore di stoviglie e da qualche giardino un confuso vociare di bambini che giocano.
Non mi fermo, e prima di salire ancora incrocio lo sguardo con una vitrea biondina dentro una mini.
Attraverso il sentore di una brace in giardino ... Dall'odore posso vedere il sangue della carne che cola dalla griglia.
Un silenzio che si rompe solo quando una macchina mi sorpassa o m'incrocia lanciata in discesa.
Al solito bar faccio in tempo a prendere una bibita fresca e poco dopo sento la voce della signora che di solito mi prepara il caffè la mattina che urla "Il piatto è in tavola!!"
Viaggio verso il giro di boa, collimando una serie di ondulati profili in progressione, pietre bianche, terra arsa, verde dirompente, l'odore intenso della macchia che si mischia allo sterco da concime ... Faccio mente locale sulle fontane cercando di allineare le mie ruote con le loro coordinate.
Finalmente si scende con il vento alle spalle, prendo coraggio e taglio con più precisione le curve di una strada a senso unico, oltrepassando i 60 km/h.
Rapidamente mi avvicino alla città, non prima però di attraversare una tempesta di fiocchi bianchi che il vento stacca dalle fluorescenze di un campo incolto.
Mi fermo ad un 24h per prendere dell'acqua fresca e prepararmi dei sali minerali, riparto mentre metà palco è stato smontato e portato via.
Mi restano pochi chilometri per arrivare a 100 così allungo verso il primo paese attraversato questa mattina, sono in pieno orario di pennichella, e apparentemente per strada non si muove nessuno, quando in una piazza sotto le prospere fronde di un albero, trovo un gruppo di uomini che ha sostituito il riposino pomeridiano con una più eccitante partita a carte, con tanto di pubblico tutt'intorno.
Ancora una bevanda fresca in riva al mare, qualche chiacchiera sotto l'ombrellone per poi ripartire per gli ultimi due chilometri di giornata, senza sprint, senza fretta.

vigna sulla collina
torre idrica
Madonna della fontana
Cielo e antenne
ondulato
come nel vecchio West
Un'accaldata partita a carte

lunedì 4 giugno 2018

RELIGIONE CALCE BIANCA ANTICORODAL ANTENNE CILIEGIE

Una partenza in differita, lascio la macchina davanti al bar del Borgo consapevole che al mio ritorno sarà bloccata dalle macchine degli abituè che s'incontrano per l'aperitivo o la birra prima di rientrare a pranzo.
Salgo subito per Pilano con molta calma, mi accodo ad una MTB ma poi lo lascio dietro e per tutto il resto della salita non trovo più nessuno. L'aria fresca e l'ombra del bosco non sono d'asporto, anche se sono ancora le otto fa già caldissimo.
Durante i giorni scorsi avevo pensato di arrivare a Monopoli o a Polignano e resto sul tracciato che mi ero preparato, anche se non potrò spingere al massimo la pedalata fino al pomeriggio per un impegno.
Al Tripoli prendo solo un caffè lungo e poi passo sotto un tetto di ombrelli colorati sospesi sul vicolo principale, mi arrendo alla cinetica lasciandomi scivolare lungo l'asfalto che da Martina Franca si snoda nelle campagne della Valle d'Itria fino a Locorotondo, poi prendo per le Lame di Olimpia ... Una transizione ormai collaudata per arrivare alla fontana di Laureto saltando la più pericolosa Statale! Fortunatamente niente rally della Repubblica, quindi posso salire per la Selva rilassato ma non troppo. Rifornimento volante alla fontana e poi mi accodo a due ciclisti vestiti di nero NOB che vanno per la mia stessa strada, sto a ruota tutto il tempo fino al bivio per Capitolo, loro scendono giù , io proseguo su un tratto di strada completamente nuova.
Una curva e poi sono davanti alla chiesa di San Michele in Frangesto di bianco calce accecante che si affaccia su tutta la valle.
Proseguo la panoramica lo sguardo a destra degrada fino al mare alla sinistra troneggiano una moltitudine di antenne, ripetitori, parabole.
Mi ritrovo in uno spazio davanti ad un'altra chiesa bianca, Maria SS. Addolorata, contornata questa volta da infissi in anticorodal e una tettoia in pannelli prefabbricati ... un vero peccato.
Sono all'inizio della discesa che adagiandosi sul fianco della Murgia conduce fino a Monopoli, la scendo timidamente perché so che non arriverò alla sua fine e studio live il punto in cui iniziarla a risalire.
Mi fermo in prossimità di un Golgota con una sola croce, la pendenza non è di quelle proibitive e la risalita tutto sommato, malgrado il caldo è facile. Si accoda una MTB ma poi mi lascia dietro e per tutto il resto di quel che resta della salita non trovo più nessuno, poi svolto a sinistra e riprendo il percorso in senso inverso guidato dalle antenne, con lo sguardo nel sole attraverso l'aria rarefatta di miraggio.
Gli alberi che avevo visto qualche settimana fa, rientrando sempre da Monopoli, in macchina sono stati svuotati dei loro frutti rossi, aguzzando la vista però riesco a trovare dei punti brillanti tra le foglie verdi, arresto la mia corsa allungo il braccio oltre il muro a secco e mangio (esaltate dalla situazione) alcune delle ciliegie più buone della mia vita ...
Attenzione Ciclisti, lungo la strada del rientro 88FOLLIE è aperto ma senza quella MATTA di Daniela, un raduno di auto d'epoca in piazza, il movimento dei turisti e lo sventolio di tricolori.
Il caldo aumenta ma niente di esagerato, l'ultima difficoltà è la discesa di Pilano dentro gli sciami d'insetti lungo i fasci di luce, impatti inevitabili.
Come preventivato la mia macchina è bloccata da un paio di altre vetture, ma non ho fretta, devo prima prendere il mio integratore ... Poi non resisto e tutto quel brillare di verde vetro al sole mi fa venir voglia di una birra fresca, anche se non si potrebbe.

Martina Franca

Chiesa San Michele in Frangesto

le foto che mi piace fare

ti mando un sms?

pedalabile

si risale

antenne

pietre e fiori

ciliegie

lunedì 21 maggio 2018

SCIMMIA VOLANTE

Spengo la testa ... Ci sono notizie che non riescono a farmi piangere lasciandomi però in uno stato intermedio, vivo ma non vivido.
Allora le foto sono niente e le parole un'insieme disordinato di lettere che non possono riassumere una vita.
Restano i ricordi, che mi passano di lato riempiendosi dei colori di una giornata triste e piena di luce una giornata di una bellezza disarmante.
Attraverso la natura e lei mi entra dentro ad ogni respiro non controllato con un ronzio che mi ricorda di restare, oggi più che le altre volte in silenzio!
Attraverso i profumi, quello della salsedine che evapora sotto i primi raggi di sole, quello di caffè bruciato dietro una finestra, quello della terra smossa da un trattore, le foglie secche bruciate nei campi, la campagna che si riscalda il mio sudore.
E in un mondo di product placement, di influencer e di sponsor mi fermo da Olivieri ...
Prendo il mio solito uovo da bere che però non mi fa pagare, un gesto sincero, perchè non credo loro sappiano quanta disinteressata pubblicità gli ho fatto, qui e non solo qui, un gesto sincero che poco dopo finalmente mi scarica il pianto che da ieri sera mi schiacciava il petto.
"Basta che quando passi da qui ci vediamo!" Mi ha detto il Sig.re Olivieri, una frase che ti ripeto ora che anche tu non ci sei più ...
Basta che quando passi da qui ci vediamo!
Buon viaggio.

Mare 

la scimmia volante

il calcio in culo

Master of the Universe

oro secco e rubini tossici