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ZONA 167

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Quando lascio alle spalle la città risuonano ancora tra le strade vuote marce funebri che saturano gli spazi, dentro abbasso il volume, una madre con il cuore in mano dondola davanti alla fine. M'immergo in un mare di nomi e date, volti che nascondono storie di cui non so niente e l'eco delle loro voci si sovrappone uno all'altro e resta tutto indecifrabile, confuso. Quando riesco a puntare l'attenzione sull'unica voce che vorrei distinguere nitida e senza sovra incisioni una lacrima cade sul foglio e l'inchiostro si dilata nascondendo ancora una volta il significato. Sfilo via anche su questo agglomerato urbano, mi vedo di lato passare uno dopo l'altro gli archi dell'acquedotto, il cielo grigio davanti. Salgo lentamente, sempre più vicino, ma quando sembra essere a portata di mano ti accorgi che invece è ancora lontano. Abitazioni dalle geometrie elementari che sembrano essere uscite da una scatola di regoli. I binari sono una linea di demarcazione nett...

O N E S - L049 SEZIONE A

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PROLOGO Pedalo lungo una strada che taglia campi di ulivi e agrumeti, tutti uguali, dove i contadini parlano lo stesso dialetto e l'acqua scorre lungo il canale tutta nella stessa direzione, il confine è una linea invisibile che separa solo a livello amministrativo, terra e persone... L'emergenza di questo periodo limita gli spostamenti all'interno del proprio comune (almeno per noi in zona arancione) e per dare un significato nuovo alle strade e ai posti che iniziano a ripetersi in maniera ossessiva ho bisogno di un "piano superiore" che sposti l'attenzione più avanti. L'ispirazione mi è venuta da una coppia di atleti danesi, Christian-Emil Thorup e Gustav Thoesen che per PNS hanno percorso, in un unica pedalata, un totale di 919 km in 42 h 33' passando per le quattro estremità geografiche della Danimarca.  Ed ecco che dopo aver attentamente controllato mappe e carte catastali preparo un percorso che toccherà i quattro estremi cardinali del territorio...

BUDDHA EYES AND UJJAYI PRANAYAMA

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L'avventura questa volta inizia dalla stazione di Castellaneta Marina. Ci sono arrivato in treno una sola volta, tantissimi anni fa, per passare un week end a casa di Daniela. Oggi è tutto abbandonato, serrato, lucchettato. Per uscire dal passato (ma non sarà facile) attraverso un lungo viale immerso nella pineta. Un sinistro campeggio sulla sinistra, anche questo triste monumento ad un tempo andato, depredato, violentato. Ancora alberi abbattuti dall'anno scorso, qualche improvvisa radura che si apre sull'oggi limpido e terso. Provo ad entrare in un vecchio parco divertimenti per qualche foto ma d'improvviso mi trovo un gigantesco cane bianco davanti, scodinzola, ma non mi fido, gli lancio un pezzettino di barretta che schifa mentre mi allontano cauto. Sono sulla complanare che percorro senza sosta fino alle Tavole Palatine che questa volta trovo aperte e non posso fare a meno di entrare. Ci sono solo io e dopo qualche stupida foto resto seduto sull'erba a guardare...

CHIATONA VELENOSA

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Tante idee passano per la testa e vanno via dopo poco perché da sole, si rendono conto che non è il momento giusto, altre invece, appena arrivano, iniziano a martellare, a farsi spazio, fino a che non prendono il sopravvento, quella di arrivare a Mottola in bicicletta mi pulsa in testa da dopo Ferragosto, però non l'ho mai assecondata fino in fondo, lasciando che le cose prendessero forma in maniera naturale, non ho studiato un percorso, non ho fissato una data e così, la prima domenica di Settembre punto la bicicletta verso Mottola e inizio a pedalare. La prima tappa dell'uscita è il Tara per un inconsueto e gelido bagno "mattutino". Per questi primi 19 km pedalo insieme a mio cugino, predisposto più per il bagno che per l'arrampicata fino a Mottola. Alle 08:00 siamo già al fiume, ancora deserto e rimasti in costume siamo i primi a scendere in acqua... Fantastico, al benessere, che già conosco bene, che questo posto regala si aggiunge l'assenza delle voci ed ...

STRADA BIANCA

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Parto dal Tara in MTB con dietro la borsa in cui ho sistemato malamente il necessario per eventuali riparazioni, asciugamano, costume e ciabatte, perché dopo essere salito su a Massafra scenderò costeggiando l'altro argine per andare a fare il bagno. Il bagaglio però sarà un'inutile rottura di scatole e una perdita di tempo smisurata. Il precario assetto è messo più volte alla corda dalla strada dissestata e sono costretto a riorganizzare tutto molteplici volte. Il cigolio della bicicletta è al contrario rassicurante, sembra di viaggiare su una cicala, segnando il miglior tempo sulla salita delle lucciole . All'imbocco della strada bianca per l'Amastuola nuovo assetto del bagaglio che dovrò risistemare ancora una volta in cima al colle. Proseguo la strada dall'altro versante che arriva sulla Statte-Massafra, ho perso diverso tempo e sono indeciso se proseguire ma alla fine la sete mi spinge ad allungarmi verso il centro abitato. Sponsorizzo gratis il PANIFICIO SAN F...