mercoledì 10 giugno 2015

COASTOCOASTOCOAST 2015


Nei precedenti COASTOCOASTOCOAST (2013 e 2014), la MIA pedalata dallo Jonio all'Adriatico e ritorno passavo da Grottaglie, Ceglie Messapica e Ostuni ... quest'anno ho deciso di percorrere una strada decisamente più impegnativa, passando da Martina Franca, Locorotondo, la Selva di Fasano per poi scendere a Capitolo!
In totale sono stati 170 km  con 1839 mt di dislivello.
Anche quest'anno dopo vari messaggi in chat, intraprendo questo pellegrinaggio in solitaria. Parto di casa alle 05:45 di mattina, vado a scattare la mia prima foto sullo Jonio per poi iniziare la pedalata. Passo davanti la discoteca che i bassi ancora echeggiano nei campi antistanti e ragazzini sfatti passeggiano lungo la strada.
Attraverso Taranto rapidamente sfilando un chiassoso raduno di MTB davanti al bar.
Ponte Punta Penna, Buffoluto, Paolo VI, Ippodromo, Montemesola, è la mia via preferenziale per iniziare la salita verso Martina Franca. Pedalo tranquillo bevendo e mangiucchiando qualcosa ogni tot. minuti, incontrando trattori e contadini che come me sfruttano le ore più fresche di una giornata che si preannuncia torrida.
Attraverso la Statale e prendo per San Simone, dove incrocio i primi due ciclisti di giornata (che avevo già incontrato in una precedente uscita), insieme prendiamo la strada per Pilano e ci accodiamo ad altri due ciclisti.
Io non voglio strafare, visto quello che mi aspetta, i primi due allungano, io resto a ruota anche perché alle nostre spalle sta arrivando un gruppone di oltre 15 ciclisti. Prima del ponte ferroviario siamo assorbiti dalla flotta.
La puzza di testosterone è altissima e le vene sui polpacci pompano. Vari avvertimenti dalla coda del gruppo <Saliamo tranquilli> , <Non fate come al solito> ... ma sono parole inutili, l'andatura è sostenuta ed io resto nella scia continuando con il 53, all'ultima curva dove il sole filtra tra le fronde del bosco scatta la bagarre e i più forti affondano il colpo, seguiti a ruota dagli altri, io resto tranquillo ed arrivo in fondo alla salita segnando comunque il mio miglior tempo di sempre!!
Dopo questa sparata il gruppo si butta giù per Pilano, il continuo in solitaria verso Martina.
Attraverso la campagna silenziosa, i pinnacoli dei trulli brillano al sole e dietro i muri a secco le balle di fieno riempiono i campi come delle sculture.
La sosta al bar Tripoli ormai è tassativa, solo caffè questa volta, un breve gironzolare per il centro storico e poi di nuovo in strada verso Locorotondo, tra vigne e qualche ciliegio ancora pieno di pepite rosse. Prendo la tangenziale ed entro nel tratto di strada che porta verso Laureto, sosta alla fontana e poi una breve discesa prima di iniziare la salita della Selva. Non spingo niente e questa volta la mia scalata è solitaria ... ma anche su questo tratto segno il mio miglior tempo.
Lascio i tornanti delle Giritoie a destra e mi affaccio sul balcone naturale sulla vallata sottostante, l'Adriatico in fondo anche se ancora non si sente il profumo dello iodio. La strada devia leggermente verso l'interno, i campi e gli alberi coprono il mare. Ho il dubbio di aver sbagliato strada e chiedo informazioni ... non ho sbagliato e la strada dopo poco inizia a scendere rapidamente costeggiando la collina. Faccio attenzione anche per godermi un panorama completamente nuovo ai mie occhi.
La strada spiana e punta verso il mare, passo per l'incrocio che avevo fatto quando siamo andati a Polignano a Mare (MERAVIGLIOSO) sono a Capitolo, sull'Adriatico, il tempo di una foto davanti ad un mare (per me) mai soddisfacente e riparto subito.
La super discesa mi ha intimorito perché adesso bisogna risalirla e non sarà uno scherzo.
Mi accodo ad un gruppetto di cinque ciclisti (di Noci scoprirò durante l'ascesa) guidati da un ragazzo con il completino da Triathlon!
Andatura regolare lungo tutta la strada che comunque sale dalla litoranea sbattendoti in faccia la collina verde, ma quando la strada curva e la collina si sposta sulla sinistra le pendenze aumentano e la mia andatura diminuisce rispetto agli altri che alla curva successiva hanno già un centinaio di metri di vantaggio. Dietro di me rimane solo un ciclista. Salgo del mio passo faticando non poco. Anche le condizioni climatiche sono sfavorevoli la collina blocca il vento e il caldo è davvero intenso.
Anche il ciclista alle mie spalle mi raggiunge ed insieme proseguiamo parlottando per la restante parte di salita. I suoi compagni l'aspettano, non so da quanto al bivio di Impalata, dove le nostre strade si separano. Io pedalo nuovamente verso la Selva, incrociando dei cicloturisti con cui mi saluto!
Il tratto davanti l'Hotel Miramonti è davvero massacrante, la pendenza che non t'aspetti giusto dopo delle salite mica da ridere!
Fontana e in discesa dalla Selva. La salita per Laureto è uno scherzetto. Ritorno verso Locorotondo, questa volta passando per il centro, dove mi fermo per mangiare e bere qualcosa che non siano le solite barrette.
Martina Franca e poi in discesa da Pilano con sosta a San Simone per un ghiacciolo. Mi riposo un pò sull'altalena. Sono le 1330 e fa un caldo afoso. Decido di scendere dalla Statale e imbroccando anche questa volta contro vento il tratto da Paolo VI ai Tamburi.
La foto la faccio dalla ringhiera e poi una sparata verso casa, ho ancora le forze per passare da Calm'Beach per prendermi una birra, arrotondare il contachilometri a 170 ed infilarmi finalmente sotto la doccia mentre arriva una scrosciata d'acqua dal cielo. giusto in tempo!
Tanta strada, qualche foto e un piccolo viaggio che si può riassumere con i colori
L'azzurro del mare, il rosso/marrone della terra di Puglia, il verde della Murgia.

Jonio
Adriatico
Jonio
white horse


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