lunedì 26 ottobre 2015

LA MIA PRIMA GARA

Un giovedì sera vado da Cicli Marangiolo per fare due chiacchiere con Lalla e Ciccio ed ad un certo punto il Sig. Pino mi dice, < Perché non ti fai la gara domenica? >
Sono solo 65 km tra Lizzano e Torricella con arrivo in salita, un circuito da fare dieci volte.
Mi prendo la notte per meditarci su, non sono un agonista, non ho mai fatto una gara in vita mia e non lo so ...
Domenica sono ai nastri di partenza, il giorno prima sono uscito in bicicletta con Cicciogà, 50 km di litoranea per andarci a bere una birra a Lido Beirut, e le uniche raccomandazioni del Sig.re Marangiolo sono state < Non ti preoccupare, tu fai la tua gara, sentimi a me ... se succede qualcosa ci sono io! >
Alla fine a questa gara [9° Trofeo Marco Pantani città di Lizzano ndr) non siamo molti e si decide di fare solo sette giri.
Mentre si aspetta la partenza ascolto i discorsi dei ciclisti veri, quelli in gara e quelli che sono li per dare una mano.
Si conoscono più o meno tutti, si salutano, si scambiano battute, come tra vecchi amici ... ma con la coda dell'occhio analizzano la bicicletta, l'abbigliamento e quello che più mi sconvolge che da una radiografia ad occhio nudo delle gambe, riescono a valutare lo stato di forma e i possibili outsider ...
Le mie due gambe, 2 come il mio numero di gara,  passano inosservate, e la mia povera bicicletta non è degna neanche di un incoraggiamento.
Per fortuna arriva il Sig.re Marangiolo, che tutti chiamano Zio Pino, che inizia a raccontare le storie di questo e di quello a quella gara del tale anno ... tirando fuori dalla tasca anche un ritaglio di giornale ingiallito come un mago per stupire tutti!
Finalmente si parte, macchine della giuria, ambulanze, protezione civile, vigili e carabinieri ...
Studio del percorso ad andatura ciclo turistica, forse il mio giro più veloce (!!!) stare nel gruppo è meraviglioso, ma ci vogliono le gambe, l'attenzione e le palle ... questo non è uno di quei trenini che ciuffciuffano e su cui non salgo mai. Alla rotatoria del cimitero piedi a terra, pronti partenza via.
Mi stabilizzo subito negli ultimi posti, il gruppo va alla grande, sento il rumore dell'aria che si sposta prima della curva che immette sulla salita di Sferra Cavallo l'andatura aumenta, inizio a perdere contatto, io sto andando a quasi 40 km/h ma questi a quanto stanno?! La prima salita l'affrontano senza tirare, la coda del gruppo la seguo a vista, scollino e passo dalla strada dell'Arneo, poi sulla Sava-Lizzano, una macchina dell'organizzazione dopo una rapida analisi della mia bicicletta e una radiografia delle mie gambe decide di farmi rientrare sulla coda del gruppo facendomi sfruttare la sua scia ... in discesa prima del canile si vola, e la puzza di freno riempie l'aria davanti a me.
Rotatoria e #ciaproprio ... il gruppo va via, per sempre!
Resto solo in coda e mi faccio tutto il secondo giro in solitudine, sulla sommità della salita Zio Pino mi chiede se va tutto bene, ci sono. Dopo la discesa e la rotatoria raggiungo il penultimo ... facciamo una veloce chiacchiera, analizzandoci a vicenda e decidiamo di andare insieme per smezzarci la fatica, dandoci dei cambi più o meno regolari. Con l'aumentare dei giri io mi sento sempre meglio, mi attesto sulla mia normale velocità di crociera, riuscendo a tenere un ritmo alto e regolare ... il gruppo compare alle mie spalle al penultimo giro, e vengo inesorabilmente doppiato, il mio compagno si fa risucchiare dalla scia, io preferisco non forzare più di tanto e continuo a rimanere ultimo, con la mia pedalata!
Alla fine concludo la mia prima gara, come da intenti, essere arrivato ultimo un pò mi rode, ma diciamo che l'ho fatto per vincere il premio!!

Che dire di questa giornata? Le gare non sono certo il mio mondo, però è stato bello esserci, sentire anche per poco quello che si prova ad essere sospinti dalla fatica degli altri, provare a tagliare le curve in discesa a tutta ... senza paura delle macchine, provare la sensazione di tagliare un traguardo in salita ... anche se da ultimo.
Infine grazie a Zio Pino A.K.A. Sig.re Marangiolo, grazie a Lalla per il sostegno telefonico prima e dopo, grazie ad Armandino di South Bike per i consigli, gli incoraggiamenti e le foto, grazie alla squadra Cicli Marangiolo, anche se in incognita.

una foto prima che i gruppo vada via
colori sociali alla cantina sociale
un brindisi
il Professore
number one
number two

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