lunedì 18 settembre 2017

BREAK IN A DAYS

Cinque anni e quindici giorni ... Ho deciso di andare indietro nel tempo, "analizzare" quello che è stato, forse cambiare qualcosa e tornare nel futuro per vedere se davvero gli eventi cancellano le immagini sulle foto, come i ricordi nella mente!
Parto prestissimo, ancora più presto rispetto le mie abitudini, il cielo si illumina timidamente, ma la coltre nuvolosa tinteggiata di umido non lascia traspirare niente, il vento è forte e confido nelle previsioni.
Non farò la strada di 5 anni fa, ma un itinerario più lineare.
Cerco sempre la solitudine nei miei percorsi ma spesso quella sensazione mi incute timore e negli spazi più aperti ho quasi paura di rimanere soffocato dalla mia silenziosa presenza. Cerco di non pensarci proiettandomi più avanti lungo la strada, scolpendomi nella mente le sensazioni, gli attimi fondamentali gli scorci più importanti.

La festa ha i colori di un grappolo di palloncini trascinati da chi sa dove e non posso non giocarci trascinandoli per qualche chilometro, qualche manufatto di ceramica poi una danza intorno alla superstrada, come pedalare in equilibrio su una lama a quattro corsie d'asfalto passando da un lato all'altro.
Un tratto che taglia l'estrema periferia per poi svoltare verso sinistra, e pedalare sulla strada dell'ultimo viaggio. Sembra ieri, sembra niente ... Sembra che non è cambiato nulla ed invece è cambiato tutto.
Gli ulivi hanno il predominio, fino a quando non incontro l'ultimo comune, mi fermo per qualche minuto, un caffè e poi punto verso il mare.
Dopo la linea ferroviaria una giungla secolare di tronchi d'ulivo contorti, monumentali e terra rossa polverosa che brilla al sole che ora fiammeggia solitario in un cielo completamente ripulito dal vento.
Sono sul mare, lascio la bicicletta, sono arrivato nel passato.
Sdraiati sotto i salici al crepuscolo cerchi di analizzarmi, entrare nella mia testa, ma "la mia testa è un labirinto, la mia vita un campo minato" come un'operazione a cuore aperto, ma il mio battito ha un ritmo che non puoi decifrare, un peso specifico che non puoi sostenere ... Il chirurgo punta i bisturi sulle sue tempie.
La notte mi salta addosso con il fantasma che russa al mio fianco e l'eco della musica non troppo lontana, salto nel mio vuoto più profondo stringo gli occhi e svuoto la testa e fermo il battito.
Il presente è così, il presente era quello!! Non ho niente da cambiare, tutto è perfetto!!
Il mio cuore ritorna a battere più forte, sono solo, l'alba porta via il fantasma, e le farfalle spariscono al suono della musica ... Non ho cambiato niente ed ora devo ritornare nel  futuro, sotto un sole condito di scirocco contrario.
Ripeto specularmente la strada dell'andata, non mi fermo quasi mai ... La Madonna della Pietà, i fichi wi-fi, i rami di ulivo mossi dal vento, la fontana.
Una pedalata decisa su una strada che somiglia ad una palude in cui ogni tanto affiori ... Irriconoscibile.
"E tu sei online ma non ci sei!"

Il tempo è come il tronco di un ulivo ... Inizia a contorcersi, annodarsi e prendere innumerevoli forme e direzioni, appesantirsi fino a quando egli stesso non riesce a sostenere il suo peso ma se sei coerente con te stesso riuscirai a stare in piedi e guardare dritto negli occhi il passato, il presente e il futuro, sovrapporli, mentre il tempo ti avvolgerà e ti proteggerà nelle sue spire calde e sinuose.

una danza intorno alla superstrada
solo due palle
ma il mio battito ha un ritmo che non puoi decifrare
nelle sue spire calde e sinuose
one way
B R E A K  I N  A  D A Y S




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