ALDA MERINI MORE PIOVE MARE

L'idea era quella di farsi mezzo percorso della RdVdI di fine Settembre, ma non ho voglia di prendere l'auto ed esco direttamente da casa in bicicletta, la giornata sembra serena e il caldo inteso di Agosto è scemato.
La mia classica uscita senza meta, e come al solito, ad ogni incrocio una rapida analisi su quale direzione prendere.
Dopo aver passato i vigneti di San Donato dove si inizia a raccogliere l'uva, mi ritrovo di nuovo ai piedi della salita Shamrock a San Giorgio Jonico.
Metto un rapporto agile e inizio a far girare le gambe più velocemente.
Sono in cima con meno affanno del solito, forse perché non ho spinto il giusto, e invece scoprirò successivamente di aver migliorato ancora il mio tempo!
Scendo verso Carosino e metto come prossimo traguardo Grottaglie.
Prima di risalire cautamente in controsenso dal quartiere delle ceramiche ho il tempo di mandare al diavolo una vecchia che mi taglia tranquillamente la strada ad un'incrocio!
Perdo un po' di tempo intorno alla porta di San Giorgio, una pioggia di gelsomini per me:
"abbiamo fame di tenerezza nel mondo dove tutto abbonda" leggo sulla parete di un locale di prossima apertura...
Le idee però restano in testa e anche se non sarà lo stesso, decido di salire dai Monti del Duca, inserita nel percorso.
Sulla strada del fondo valle incrocio tre ciclisti che poi mi sorpasseranno poco prima dello svincolo per la salita, quello che sta in coda, e che stava in coda al trenino anche in senso inverso mi incita con un "Forza" e naturalmente mi viene da ridere, facile quando si pedala sempre in carrozza.
Giro ed inizio a salire, da solo!
Non mi voglio stancare, la giornata sembra ancora buona e nella mia testa allungo ulteriormente il giro.
In cima sto ancora bene e giro verso casa di Guido!!
Dopo la chiesetta una ripulita del bosco svela la bellezza bianca lucente di una masseria che prima si intravedeva a fatica.
Poi giro su una stradina laterale ed arrivo a quello che ha tutta l'aria dell'ennesima installazione militare abbandonata, trulli accerchiati da capannoni con coperture in amianto e merda di vacca sul battuto in cemento.
torno indietro e proseguo per San Paolo, tirando dritto però all'incrocio, a questo punto inserisco nel mio giro anche la discesa delle Voccole anche lei nel percorso della RdVdI.
Lungo la strada mi colpisce il rosso vivo di un cescpuglio di more, non ancora pronte per essere colte, e la vita bella, ma faticosa di un vecchio contadino, silenzioso nel suo orto.
Dopo il ripetitore la strada inizia a serpeggiare nel bosco, il sole filtra più forte, penso di allungarmi ancora.
Quando però dopo una discesa senza sosta arrivo ai tornanti, davanti a me si apre la visuale su delle nuvole grigie e una pioggia neanche troppo lontana.
Faccio a tutta l'ultimo tratto di discesa non fermandomi neanche davanti ad una numerosa mandria di podoliche al lato della strada, sento il loro scampanare allontanarsi mentre l'aria più fresca mi scorre intorno.
All'incrocio con la strada principale inizia a piovere e faccio in tempo ad arrivare al Caffè dl Borgo per una pausa forzata.
Gelato e le solite chiacchiere con il proprietario, mentre un affannarsi di operai sta preparando gli stands della sagra del peperoncino.
Non è una pioggia che durerà, ma aspetto il momento per avventurarmi verso Taranto.
Taglio dalla campagna e davanti a me un cielo grigio solcato da due lampi paralleli... forse dovevo ancora restare a San Simone, piove di nuovo in maniera più insistente, il sole è a portata di mano, ma la perturbazione mi sta accerchiando.
Lungo la complanare in discesa devo fare i conti con un calore di risalita dall'asfalto, inizia a piovere seriamente, e riesco a trovare riparo sotto un ponte della SS172 lungo la strada Crispiano - Montemesola.
Devo aspettare non poco, e per ingannare il tempo scavo con una bottiglia di plastica il fango che impediva il defluire dell'acqua nel canale di scolo (comunque pieno zeppo di vegetazione e spazzatura) laterale alla strada. Pioggia, lampi e tuoni, ma ormai sono fuori dal corpo nuvoloso e inizio a scendere con molta cautela, dopo l'Ospedale Nord la strada è di nuovo asciutta e senza nessun altro inconveniente arrivo a casa che mancano pochi chilometri ai 100, rapido cambio, sostituzione bicicletta e mi allungo verso il mare per un rinfrescante bagno e chiudere definitivamente la pedalata con 100 km tondi.


Alda Merini
pioggia di gelsomini
San Domenico dello Scagno
la dura vita dei campi
more
la strada nel bosco
arriva la pioggia da Massafra
riparo sotto al ponte
un bagno che vale 100

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