LINEE CICLABILI E GUERRE TRA POVERI


 Avevo iniziato questo discorso in conclusione di CHIATONA VELENOSA (il racconto dell'uscita di domenica scorsa ndr).
L'amministrazione comunale sembra molto attiva sull'argomento "Mobilità sostenibile", progetti, rendering, finanziamenti, parole e anche qualcosa di concreto. La tempistica perfetta con il periodo pre-elettorale è sospetta, ma da cittadino e da ciclista non potrei che non essere contento... Potrei, ma non lo sono!
Proprio perché cittadino, prima ancora che ciclista, sono abituato a vedere le cose da diverse angolazioni e non emozionarmi con quello che passa il convento, anzi trovo sconcertante come molti personaggi che conosco e che usano la bicicletta quanto me siano così elettrizzati ed accolgano come rivoluzione per la mobilità quattro inutili linee e qualche stencil!!
Ma ho detto la bicicletta, non la testa e ho detto quanto non come...

Tanto per fare il solito riferimento al passato (per chi ha buona memoria) quella di disegnare "illegalmente" una pista ciclabile lungo la strada era un'idea che qualcuno voleva realizzare come protesta e azione di sensibilizzazione qualche giorno dopo l'omicidio stradale di Lucio sul ponte Girevole... (2011)
Qualche anno dopo, un progetto simile "Basta la vernice" fu portato avanti dall'Associazione the Howlers Bike Group Taranto, progetti che prendevano forma proprio sulle panchine del lungomare.

Quindi vedere realizzata, finalmente, una cosa in cui credevo da quasi dieci anni dovrebbe rendermi felice? 
Invece no... Allora sono invidioso perché l'hanno fatta altri? Neanche questo.
La vernice è la vernice, sempre. Puoi disegnare un'opera d'arte o vandalizzare con un "cazzo" la parete di un muro o il marciapiede di un lungomare.
Le piste ciclabili tracciate con la vernice sono una realtà mondiale, indiscutibile. Ma le piste ciclabili devono avere un'utilità, una finalità, un collegamento logico con quello che al momento solo a parole è sviluppo della mobilità sostenibile. Nel mondo le ciclabili colorate sui marciapiedi sono parte di percorsi più ampi che ritagliano lungo le arterie stradali spazi (sicuri e a basso impatto economico) dedicati ai ciclisti, mentre, al momento, le linee sul lungomare sono un inutile divisione (a mio avviso anche ghettizzante) tra ciclisti e pedoni, le macchine, quelle restano fuori, tranquille e incontrastate padrone sulle strade d'asfalto. 
Durante i miei innumerevoli spostamenti in bicicletta ho sempre pedalato sul lungomare, tranquillamente, condividendo, con rispetto, l'area con pedoni, podisti, bambini, cani e piccioni... Non ho mai avuto bisogno di due linee che mi isolassero da tutto questo e se non sei un coglione, non corri il rischio d'investire nessuno.
Adesso invece cosa succede? Io appena ho visto le prime spruzzate ho subito pensato ad una guerra tra poveri (dove i poveri sono i ciclisti e i pedoni) che alla luce di questa divisione si sarebbero inutilmente scontrati sul niente! La sensazione si è poi manifestata leggendo i commenti ai post di due note pagine social tarantine dove il sentimento che più esce fuori sembra essere l'incompatibilità tra ciclisti e pedoni sullo stesso lungomare che fino a domenica sera, tranquillamente, tutti condividevano senza fare una linea.

I progetti, i finanziamenti e i rendering non mi fanno esaltare, parlo di quello che vedo realizzato e al momento, credo, che anche se sono stati spesi quattro soldi, sono stati spesi per una cosa che non ha nessuna utilità.

P.S. Il percorso ciclabile sul lungomare realizzato dell'amministrazione Di Bello (forse solo per accedere a dei finanziamenti, ma posso sbagliarmi) almeno era dall'altro lato e mentre pedalavi potevi vedere il mare, ora perché possono vederlo solo i pedoni??

ANDRA' TUTTO BENE - particolare del percorso ciclabile verso San Vito


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