DWARS DOOR ITRIAANDEREN 4/4

Domenica scorsa avevo lasciato in sospeso l'ultimo quarto del percorso Dwars Door Itriaanderen e non volevo far passare troppo tempo per chiudere la ricognizione e iniziare a definire al meglio tutto l'itinerario.
Questa volta sono da solo ma in compenso ho caricato la traccia sul garmin (non lo faccio mai perché mi piace orientarmi e non seguire e basta) ma vista la complessità e i tanti km su strade mai percorse non volevo, come la volta precedente, esaurirmi sulla mappa e dilatare a dismisura il tempo.
Inizio sempre da San Simone, indifferente all'ora legale, Pilano senza incrociare ciclisti ma incassando l'incitamento di un gruppo in escursione nel bosco che più avanti brulica di macchine parcheggiate alla meno peggio, probabilmente cercatori di funghi...
Ultimata la salita procedo sulla consueta strada per Martina girando però verso il Pergolo e questa volta ad animare la strada sono diversi podisti e camminatori soft della domenica.
Attraverso la statale e in un umida vegetazione mi colpisce un casotto austero con un inquietante pozzo nel giardino davanti al cancelletto laterale mi viene subito in testa The Ring... Il tempo di una foto e scappo via. Pedalo sulla strada Pasqualone e poi Votano disseminate di abitazioni e da un'infinità di piccoli appezzamenti. Risalgo verso il Paretone da una stradina laterale, mi colpisce un trullo a due coni ristrutturato in maniera semplice, lineare ed essenziale (mi accorgo solo ora sulla mappa che ha anche la piscina) la strada stretta poi riscende verso una direttrice più larga per poi sparire dopo una svolta a sinistra in un precipizio affacciato sul parco Ortolini! 
Tra i tanti tratti nuovi questo è uno dei migliori (da rifare molto presto in salita però!).
Muoversi con le indicazioni del Garmin è uno spasso, curva dopo curva arrivo a contrada Sisto dove prendo un caffè per poi proseguire verso Figazzano e svoltare dopo l'impianto di sollevamento per l'omonima contrada, scenario un paio di anni fa di una bella avventura insieme al bandito Ciccio Gà.

Per prendere la via del Parco taglio in un budello che sembra il vialetto d'ingresso di una serie di abitazioni, poi d'improvviso mi trovo nel fondo valle davanti ad una collina lussureggiante, sottoposto alla provinciale che collega Cisternino a Locorotondo, traffico pacato e una moltitudine di ciclisti in lontananza.
Sulla mia direttrice invece nessuno, la strada arriva anonima fino alle porte di Cisternino, poi supera la linea ferroviaria e inizia a contorcersi, grazie anche alla mia pianificazione, intorno a dossi e collinette.
Percorro un ovale di tre chilometri per tornare praticamente a 200 metri dal punto di partenza, faccio una deviazione per vedere di giorno un trullo in cui ho passato una serata con Luca, Luciano e le nostre rispettive famiglie.
Le abitazioni qui iniziano a godere di un distanziamento considerevole, scendendo verso la masseria Cantone i boschi riempiono più gli spazi, incrocio un folto gruppo in escursione e poi un maxi rospo riverso sull'asfalto... Scendo sulla provinciale per Ceglie che percorro a favore divento per un tre chilometri, pareggiando, l'inutile direbbe qualcuno, ovale di prima. Taglio su una strada percorsa altre volte fino ad incrociare l'altra provinciale Ceglie Martina, questa volta in senso inverso e contro vento!!
Risalgo Montedoro nuovamente su una bella strada ampia mai percorsa prima, attraverso tutta la zona di pozzo Salerno fino ad incrociare la strada per Villa Castelli. Da qui non ho più bisogno delle indicazioni del Garmin, devo tirare dritto fino a San Paolo e poi scendere l'Orimini.
Conosco i dossi a memoria quindi evito improvvisi cambi di marcia sfruttando al massimo l'inerzia cosa che non mi riesce sull'ultimo strappetto per San Paolo perché la mia vigorosa carica viene smorzata improvvisamente da un gregge di capre e relativi cani pastori che attraversano la strada, poco male, sarà per la prossima volta.
A San Simone la macchina mi aspetta davanti al bar, birra e patatine in alternativa ai sali di reintegro come finale a un giro discreto, 74 km e quasi 1000 mt di dislivello.
Ora devo unire i due tratti in maniera funzionale e non troppo proibitiva. 
A Giugno 2021 se ne riparla più seriamente.

the RING

nuove prospettive

finestre

il precipizio

gru

contrada Figazzano

ciclisti in lontananza

autunno monumentale






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