XII NOVE COLLI LUCANI
La dodicesima edizione della NOVE COLLI LUCANI è stata una "bomba"...
All'interno della chat organizzativa è da mesi che si rimbalzano messaggi su cosa e come farlo.
Anche quest'anno il mio contributo all'evento è stato inesistente, quindi a maggior ragione devo ringraziare i miei compagni di squadra e tutta la rete messa insieme dal Presidente che si sono sacrificati ed hanno lavorato fino all'ultimo istante.
Il Presidente Pino Squicciarini... Ogni volta mi ritrovo quasi sempre ad esaltare più le sue fatiche che le mie in sella alla bicicletta, ma alla fine se quest'anno 300 ciclisti hanno avuto il piacere di cimentarsi in questo ormai iconico appuntamento lo devono alla sua serietà, al suo impegno e alla sua voglia di rendere tutto indimenticabile.
Sopralluoghi lungo il percorso, incontri con le proloco ed associazioni locali e non contento, tra l'ultimo timbro di una carta di viaggio e l'altra eccolo che si carica una decina di casse di birra da mettere in fresco riportandone indietro altrettante alla giusta temperatura!
I numeri di questa NOVE COLLI LUCANI: 300 iscritti, 3 percorsi 130km +1968mt 183km +3267mt 270km +5000mt 40kg di banane, 10kg di fragole, 60 kg di porchetta, 900 bottiglie di birra, 1500 bottiglie d'acqua, 12 kg di nutella, 20 kg di pasta al forno, 600 panini, 40 kg di crostata 60 kg di focaccia...
La mia NOVE COLLI LUCANI inizia prestissimo con la solita sveglia e lo spostamento in auto verso Matera, questa volta senza nessuna ansia da prestazione, sono ben allenato e farò il percorso in compagnia di zio Franco!
Attraverso una Taranto deserta passando dalle luci pulsanti della zona industriale ai riflessi del sole che sorge sulle colline verdi e tondeggianti che dallo Jonio risalgono verso la città dei Sassi.
La prima novità di questa edizione è lo spostamento del villaggio di partenza dalla sede di Thermonova alla piazzetta di Borgo La Martella, forse il più rappresentativo insediamento abitativo, per gli abitanti che venivano trasferiti con la Legge Speciale n. 619 con il suo stile razionalistico opera di Quaroni e Gorio (tra gli altri), sotto il coordinamento di Adriano Olivetti.
Anche se arrivo presto al ritiro del kit di viaggio c'è già fila, che comunque è sempre l'occasione buona di salutare qualche amico e fare due chiacchiere!
I primi, soprattutto quelli del lungo sono già per strada.
Presa la carta di viaggio e il cappellino con logo, come nei migliori eventi ciclistici, vado a cambiarmi e raggiungo zio Franco che mi ha aspettato nonostante fosse pronto già da tempo...
Si risale verso Matera a freddo con quella che solitamente era l'ultimissima fatica verso il traguardo delle scorse edizioni, la salita continua poi dalla zona PIP al centro di Matera per un totale di poco più di 4 chilometri, prima di iniziare davvero a pedalare il secondo controllo davanti allo scenario dei Sassi.
Ho fatto perdere troppo tempo ai miei compagni d'avventura e salto la foto anche questa volta mannaggia, perché già queste sono un bellissimo ricordo.
Tutte ma proprio tutte le trovate su Luigi D'Arcangelo Produzioni.
Si inizia a scendere verso la valle che come sempre in questo periodo è un trionfo di verde ondeggiante alla leggera brezza mattutina. Anche se ormai familiare, solo la settimana scorsa incrociavo con la gravel la stessa strada in diversi punti, la quantità di spazio vuoto mi lascia ancora senza fiato. Il percorso è ondulato e il fondo stradale in alcuni punti in condizioni precarie.
I colori dei ciclisti in movimento sono una bellissima anomalia cromatica del paesaggio.
Superata l'Appia inizia la salita verso Miglionico che affronto con molta calma godendomi il paesaggio che lentamente di allontana sotto le mie ruote.
Solitamente alla rotatoria si tirava dritto lungo l'Appia questa volta si svolta a destra verso l'abitato e si entra nella corte del Castello del Malconsiglio, punto di controllo e ristoro.
La collaborazione con la Proloco e Pro Bike Infangati Miglionico è riuscitissima. La location è suggestiva e bellissima. Anche se non devi correre dietro a nessuno hai sempre l'occhio distratto e il tempo alle spalle, la fermata obbligata in posti così è una combo perfetta oltre ad essere un incentivo per una prossima visita con i tempi più dilatati e la giusta attenzione.
La strada che da Miglionico procede verso Grottole e tranquillissima, il lago San Giuliano in basso sulla destra e le colline dall'altra parte, nei tratti in discesa lascio scorrere libere le ruote ma senza rischiare niente.
La salita per Grottole è più veloce l'abitato sfila via sulla destra quasi nascosto, ma anche qui ci sarebbe tanto da soffermarsi, la vallata del Basento è invece sotto gli occhi e amplifica la curiosità. Ancora in discesa e poi la salita per Grassano, uno scherzo se mi ripenso invece l'arrivo dello scorso anno dallo scalo.
Rispetto al precedente il secondo punto di controllo e ristoro è in un punto decisamente meno suggestivo e anche pericoloso... Non manca però il sostentamento materiale per andare avanti nella pedalata.
Si scende nuovamente lungo una bella strada larga che con le sue curve accarezza la collina fino al fondovalle da dove poi inizia la lunga salita verso Tricarico, punto cruciale da dove non si può più tornare indietro.
La salita è immersa nel bosco e non si sente il caldo che ormai è predominante. In senso opposto scendono rapidi quelli che già stanno tornando verso Matera e due ciclo viaggiatori con le bici cariche come dei muli che catturano la mia attenzione...
Tra le fronde sulla sinistra man mano che si sale si palesa sempre più invitante la macchia verde del Parco di Gallipoli Cognato e il profilo deciso delle Dolomiti Lucane. Il Monte Croccia a vista non è troppo lontano neanche dalle mie possibilità.
Ma arrivati al controllo di Tricarico dopo un rapido consulto con Zio Franco decidiamo che anche per noi è tempo di invertire il senso di marcia, che per me significa non distruggermi completamente, godermi la festa finale, tornare a casa in un orario decente inoltre il bello di condividere l'arrivo così come la partenza con un buon ed esperto compagno di viaggio è la cosa più appagante perché come recitava uno slogan della Movistar "Compartida, la vida es màs"
Visto che ormai non manca molto ci prendiamo più tempo al ristoro e trovo anche il tempo di cazzeggiare tra un murales e una Big Bench!
Si rientra. Dopo il primo tratto ondulato, usciti definitivamente da Tricarico si scende nel bosco, incrociamo tanti altri ciclisti ancora impegnati nella salita. In particolare un paio con la pedalata pesantissima, uno ci chiede quanto manca alla fine... Riusciamo a dirgli parecchio prima di sibilare dietro la curva, in realtà quasi 8 chilometri con quell'andatura per quel tipo saranno un autentico inferno, senza contare poi il rientro.
Questo mi ha fatto ricordare le batoste prese alle mie prime edizioni della NOVE COLLI LUCANI dove la voglia e la scarsa preparazione fisica mi hanno letteralmente messo alla Croccia!!
Ripiombati nel fondo valle, complice anche un venticello leggermente favorevole si va via che è una bellezza.
Il mare verde sembra aprirsi al nostro passaggio come onde che tornano indietro verso le colline libere a sinistra e i centri abitati attraversati in precedenza sulla schiena alla destra.
Lungo la strada scorgo i due ciclo viaggiatori incrociati in precedenza, sono una coppia. Non lo faccio praticamente mai ma esco un paio di adesivi del mio blog e gli lascio al volo, mi ringraziano, poi ci ripenso, torno indietro e gli chiedo una foto e loro mi danno un bigliettino da visita, lo guardo e gli inquadro meglio, sono Annkathrin & Nico e gli ho incrociati qualche mese fa nel mio girovagare su YouTube, senza farla troppo lunga sono in viaggio praticamente senza una meta precisa dal 2024, dai un'occhiata al loro progetto sul loro sito ZWEIAUFRAD
Nel frattempo la mia compagnia si è dileguata lungo la strada, riprendo in solitaria gli ultimi chilometri fino al bivio sul ponte Bailey e l'ascesa definitiva verso La Martella.
Sono gli ultimi chilometri, gli ultimi metri di dislivello.
Aver accorciato la distanza finale mi permette di spingere più del dovuto.
Arrivo all'ultimo timbro relativamente fresco, malgrado il caldo attraversato nel fondo valle, ritiro una medaglia, l'attestato, mi vado a cambiare, sposto la macchina all'ombra, più vicino alla piazzetta, e alla fine mi accomodo sotto i portici con la mia birra e il panino con la porchetta.
Una NOVE COLLI LUCANI incredibile, la Basilicata che ti avvolge con i suoi paesaggi senza confini temporali, le ombre dei rapaci che ti tagliano la strada, i sorrisi della gente che incontri lungo la strada, la schiena veloce dei più in gamba, gli sguardi tirati di chi invece fa i conti con la fatica.
La NOVE COLLI LUCANI la consiglio sempre a tutti, è un'esperienza capace di trasformarti, insegna che la bellezza va conquistata ed è preziosa, che i rapporti con le persone sono più determinanti di quelli meccanici o elettronici che siano che la strada è il posto migliore per poter far scorrere tutte le proprie paure trasformandole in forza vitale.
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