lunedì 9 marzo 2015

GRANFONDO 3 100km - AVETRANA

Finalmente una tregua dalla pioggia ... il vento ha allontanato la maggior parte delle nuvole, ma il vento è un nemico più subdolo dell'acqua.
Sono da solo e non so dove andare!
Il vento soffia intenso da nord, vorrei salire sulla Murgia, ma quando arrivo in una zona aperta mi accorgo della sua reale intensità. Andarci contro in salita è inutile, quindi decido di prendere la strada dell' Arneo e puntare verso Avetrana non prima di uno sconsiderato passaggio da uno sterrato trasformato in una viscida melma, lo considero il mio omaggio alle Strade Bianche corse il giorno prima.
Ma per superare una pozzanghera devo salire su un muretto in tufo e per passarne un'altra sono costretto ad una sessione di arrampicata facendo forza esclusivamente su una mano e tenendo la bicicletta ben salda nell'altra.
Il vento è quasi sempre laterale e faccio una fatica inaspettata. In compenso non incrocio nessun ciclista, neanche lungo gli incroci delle strade Provinciali.
Arrivo ad Avetrana più stanco del solito. Sosta istituzionale da Olivieri per l'uovo fresco da bere, la signora è sempre cordiale e simpatica e si stupisce del fatto che sia da solo!
Prendo un uovo che bevo subito e ne incarto altri tre per casa che metto nel porta oggetti ...
Riparto in direzione mare, arrivo a Torre Colimena, un piccolo giro sul lungomare ma questa volta salto la salina, di fango e sabbia per oggi basta.
Punto verso casa sempre con un fastidioso vento laterale e dopo i 70 km inizio ad incrociare qualche ciclista, ma nella mia direzione non passa nessuno, oggi ci dev'essere lo sciopero dei treni!
Quando il sole spunta dalle nuvole che nel frattempo si sono ri-addensate la pedalata, malgrado i dolori e la fatica è piacevole.
Il mare è cristallino e la sabbia di un bianco abbagliante.
Vengo superato da un ciclista nei pressi di bosco Caggione, provo a stargli dietro ma niente ... oggi non è cosa non lo perdo di vista e lo vedo girare per Pulsano all'altezza del Cohiba.
Io continuo la mia lenta pedalata verso casa, alla Baia d'Argento lo stesso ciclista mi passa, ma questa volta non lo mollo, mi metto alla sua ruota e mentre lui scala su un rapporto più agile e si alza sui pedali io continuo bello comodo sulla sella con il mio 53 ... potrei passarlo ma non lo faccio perché so che a Saturo dovrò rallentare, quindi non ha senso. Mi limito a fargli sentire il mio fiato da dietro e a Saturo rallento e rifiato ... lui continua regolare e pian piano lo riperdo definitivamente.
Sono a casa con 120 km e tantissima stanchezza, il tempo di una doccia, un pranzo questa volta crollo in un meritato sonno pomeridiano, di come non ne facevo da anni.
Delle tre uova fresche solo una è arrivata intera a casa ... signora Olivieri, a molto presto.

al bordo dell'oblio
Strade Bianche
due settimane di acqua
a nudo
uova fresche
attimi di primavera

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