venerdì 22 maggio 2015

I NOVE COLLI LUCANI

ANTEFATTO
Scorro la timeline di facebook e tra un selfie e una serata in discoteca leggo un post che parla di questa manifestazione ... la 3^ edizione della NOVE COLLI LUCANI!
Non ci penso su neanche un minuto, la voglio fare anch'io.
I numeri parlano chiaro, 170 km con oltre 3000 mt di dislivello, una cosa seria, e questi numeri mi spaventano, ma ho lavorato tanto in quelle zone da rimanerne stregato, e attraversarle in bicicletta è un'esperienza amplificata (MATERIDE n.d.r.) ... ci provo lo stesso.
Do notizia ai miei compagni di pedalata della mia decisione, ma loro non hanno nelle gambe una cosa del genere, ma decidono ugualmente di seguirmi nell'avventura così mi ritrovo un direttore sportivo Lalla, un driver d'ammiraglia ed un motivatore Ciccio, un personal trainer / massaggiatore sportivo Vera ... il team di Cicli Marangiolo che come sempre prende con entusiasmo tutte le mie iniziative e Silvia che oltre ad accompagnarci, per poi godersi la bella Matera, fa da tramite per un'altro importantissimo partners, NaturaSI.
Durante le settimane che precedono la NOVE COLLI LUCANI cerco di mirare le mie uscite, ma resto sempre un ciclista del weekend, do una regolata alla mia alimentazione, cerco di idratarmi sempre e comunque, cambio finalmente le ruote!
Il post che ho letto era di Lucia, che si unirà alla nostra spedizione.

ANALISI
Non mi sono alimentato a sufficienza durante la pedalata. Ho pedalato troppo tempo da solo. Il percorso era obbiettivamente oltre le mie possibilità.

LA PEDALATA
Alla partenza Lucia mi invita più volte a partire, ma io mi attardo nel riscaldamento muscolare, lei ha molta più esperienza e parte. Io me la prendo un pò più comoda e mi muovo circa 10 minuti dopo, la mia intenzione è quella di accodarmi ad un gruppo che ha la mia stessa andatura e godermi la pedalata fino alla fine, anche se nei giorni precedenti, guardando e riguardando il percorso mi ero dato come obbiettivo minimo da raggiungere San Mauro Forte il quinto colle.
Lungo la discesa da Matera seguo a vista un gruppetto che raggiungerò all'inizio della salita di Miglionico. I primi due COLLI, Miglionico per l'appunto e Grottole non sono difficili o almeno la mia gamba risponde bene, anche vedere più volte la mia ammiraglia lungo il percorso mi da fiducia, procedo in maniera regolare, anche se quelli partiti un pò più tardi e con un passo decisamente più sostenuto passano a tutta e spariscono dietro la curva successiva, ma è tutto bellissimo, anche vedersi superare da squadre intere.
Tutt'intorno la Basilicata che cambia rapidamente, colline tondeggianti, campi sterminati, ponti su corsi d'acqua, calanchi, boschi e poi di nuovo calanchi e deserti argillosi.
Supero Grassano e sulla discesa successiva tocco una punta di 70 km/h.
La salita per Garaguso è infinita e mio malgrado perdo alle mie spalle il gruppetto che stavo seguendo, accodandomi volta per volta a qualcun'altro e passando da una serie di quattro tornanti dopo Parata davvero emozionanti. Garaguso sembra adagiata su uno spigolo, la discesa e poi la salita tra le fronde degli alberi verso San Mauro Forte valgono da sole questa fatica, che ancora non si fa sentire e malgrado c'è ancora gente che mi passa davanti in salita, io sono tranquillo sorrido e scherzo con il mio team!
Sono al primo check point e quando scendo dalla bicicletta le gambe le sento indolenzite ... ne approfitto per un rapido massaggio mentre addento il panino del ristoro.
Lascio San Mauro Forte dirigendomi verso Ferrandina ... ma poco dopo, se la Parigi-Roubaix si ferma per il passaggio del TGV ... la mia NOVE COLLI viene interrotta dal passaggio di una mandria di mucche podoliche! Sono fermo più di 10 minuti, riprendo a pedalare in una strada che scende troppo velocemente tra i calanchi ed il niente più intenso che si possa desiderare ... faccio tutto questo tratto completamente solo e senza mai incontrare un altro ciclista o una macchina, neanche nel senso inverso.

LA CRISI
Quando inizia la salita verso Ferrandina le cose si mettono male ... le gambe sono pesanti, e non riescono a spingere. Avanzo lentissimo e con una fatica immensa inizio a pensare di fermarmi, so che qualcuno è ancora dietro di me, ma quando pedali non conta l'avanti e il dietro, sei tu e la tua bicicletta e tutte le sensazioni che dalle ruote ti passano, vibrando, lungo il corpo. Cerco di guadagnare tempo evitando di disperderlo guardandomi troppo attorno, ma questo paesaggio merita meno stanchezza e più attenzione ed un prossimo passaggio in bicicletta.
Arrivo al punto di controllo, altro scioglimento muscolare ... e di nuovo a pedalare in discesa, attraverso la Basentana ed inizio la salita verso Pomarico lungo il viadotto della Statale 7R che complice la stanchezza che diventa esponenziale appare ancora più brutta e pericolosa di quello che in realtà è, macchine che sfrecciano veloci e molti tratti senza un minimo di corsia tra il senso di marcia e il guardrail.
Finalmente svolto per Pomarico lungo una strada Provinciale più tranquilla, le gambe sono un misto tra il marmo ed il piombo non riesco più a pedalare.
Quando intravedo la macchina lungo la salita stringo i denti e vado ancora avanti, dico a Lalla che non ce la faccio più ... mi dicono di fermarmi e quando lo faccio i crampi mi assalgono!
Mi devo letteralmente tirare giù dalla bicicletta di peso!
Non riuscirò a tornare a Matera in bicicletta, questo ormai è chiaro ... ma non posso fermarmi a 3 km dal prossimo punto di controllo.
Sono sdraiato per terra con le gambe doloranti e sibilo un <<Fatemi arrivare a Pomarico>> il mio team scoppia a ridere in questa tragicomica situazione, Vera mi fa passare i crampi e Ciccio mi fa ripartire con una spinta vigorosa. Sono nuovamente in sella verso il mio ultimo timbro!
Sono arrivato e seduto sul marciapiede mi consulto con Lalla, sono stanco, ora le gambe non mi fanno più male, e davanti ho una discesa, un pò di pianura ... mancano solo una quarantina di chilometri, ma ci sono le salite di Montescaglioso e Matera, che dal profilo sono quelle con le pendenze più impegnative.
Voglio andare avanti, voglio finire la NOVE COLLI, questo mi dice la testa, ma il fisico dice il contrario, ho freddo, e sicuramente iniziando a salire per Montescaglioso i crampi si ripresenterebbero.
Il ciclismo è un bel gioco e bisogna anche sapersi fermare al momento giusto.

il castello di Miglionico
il Lago di San Giuliano
l'inizio della salita per Garaguso
Garaguso
la libertà è selvaggia
nuovi skyline
la dolcezza della terra
l'ascesa verso San Mauro Forte
al primo ristoro approfitto del mio team
meglio della Parigi-Roubaix
il lavoro nobilita l'uomo
la Basilicata
ciclisti sparsi
ascesa verso Ferrandina
ascesa verso Pomarico
arrivano i crampi
il ciclismo è felicità ma è anche sacrificio.
CONCLUSIONI
Non è bello fermarsi lungo un percorso, ma alle volte è la scelta più saggia.
Sono comunque soddisfatto di aver partecipato a questa manifestazione pedalando ben oltre le mie aspettative, ancora una volta devo dire grazie a chi ha messo in piedi la NOVE COLLI LUCANI un'esperienza ciclistica davvero imperdibile, salutare tutti i ciclisti incontrati, con i quali ho diviso la strada, scambiato sensazioni e storie ... mai potrò infine dare il giusto ringraziamento agli amici Lalla, Vera e Ciccio, con i quali ho percorso tanti chilometri che non sono mai stati solo numeri ma attimi di vita!



























Nessun commento:

Posta un commento