domenica 14 febbraio 2016

FALL IN ROAD

Ci sono dei giorni in cui esci in bicicletta e torni a casa non pienamente soddisfatto di come hai pedalato, le gambe che non spingono, un'eccessiva fatica anche su un percorso apparentemente facile il continuo chiudere gli occhi in segno di rassegnata sofferenza.
Esco comunque da una settimana molto impegnativa, ricca di stress mentale e affaticamento fisico, troppe serate che sono sconfinate nella notte e le abitudini che comunque mi svegliano sempre alla stessa ora.
Sabato pomeriggio ore 1400 il sole e il cielo azzurro hanno preso il sopravvento sulla pioggia ed il grigio e allora uscire anche solo per un paio di ore potrebbe essere la cura migliore.
Sulla litoranea fino allo strappo di Torre Ovo, poi giriamo per l'interno e ridiscendendo nuovamente sulla litoranea dalla Bagnara.
Andrea mi sta costantemente davanti, e quando riesco sfrutto la sua scia per rifiatare un po'. Sosta per un caffè al Bar San Remo ... dove veniamo accolti con agghiacciante calore e cortesia.

località Trullo di mare
al vento
Dopo un'uscita non convincente bisogna trovare subito il coraggio e la forza di uscire di nuovo.

Domenica sono le 07:00 e già pedalo in direzione Roccaforzata. Oggi le gambe stanno già meglio la strada è bagnata ma vado alla mia solita media.
Prendo per la Rocca mentre qualche goccia cade dal cielo, salgo in leggerezza ... non so se tornare a casa o proseguire ancora, e se continuo ... non so di preciso dove andare!
In cima comunque mi faccio ipnotizzare da un fila di processionaria che attraversa tutto lo spiazzo del belvedere.
Scendo dalla Rocca con prudenza, il cielo verso il mare è libero, quindi decido di arrivare sulla litoranea e poi tornare indietro verso casa. Mi fermo al bar tra Faggiano e San Crispieri per un caffè. Mentre alla radio apprendo la notizia della vittoria degli Stadio a San Remo 2016, passa un gruppo di ciclisti ben assortito. Riprendo a pedalare con la prospettiva di recuperarli, prima o poi.
Dopo la doppia curva di San Crispieri vedo la loro sagoma in lontananza. Anche se sono tanti non stanno tirando, credo di poter tentare l'aggancio. Sono nella coda del gruppo poco prima del bivio Pulsano - Lizzano.
A questo punto tiro un pò il fiato, mi distraggo troppo, sono soddisfatto per come ha risposto la mia gamba a quest'inseguimento ... mi compiaccio!!
Cado in Leggerezza!
Il gruppo sparisce, nessuno si è accorto di niente (??!) Sono caduto su un fianco strisciando la mano per terra e rimbalzando sul medio gluteo.
Mi rialzo all'istante, tolgo la bicicletta dalla corsia, recupero la borraccia e la tank-box. Do una rapida occhiata al telaio, che non sembra aver risentito della rumorosa botta. Sistemo la catena, riprendo a pedalare. Lizzano, Cantina due Palme e giro per Monacizzo.
Su questo tratto di strada mi redo conto che il manubrio ha qualcosa che non va, l'ergopower di sinistra è completamente storto ... cazzo, è proprio il manubrio che si è deformato.
Ora il dolore fisico, che ovviamente a caldo non sentivo aumenta, si acutizza, amplificato anche dai pensieri di tutte le conseguenze di questa stupida disattenzione.
Taglio per una strada mai fatta in precedenza, il senso dell'esplorazione non mi ha abbandonato e sembra, almeno apparentemente, non ci siano ulteriori danni al mezzo.
La pedalata fila via liscia lungo la litoranea dove ho anche l'opportunità di spingere oltre misura per recuperare vari ciclisti che uso come mini traguardi volanti.
Il controllo della bici comunque rimane sbilanciato e il braccio sinistro è in una posizione innaturale.

Dopo un'uscita non convincente bisogna trovare subito il coraggio e la forza di uscire di nuovo.
Il problema non è la caduta ... ma quando ti rialzi.
In bicicletta la tua stessa distrazione può essere il tuo peggior pericolo.

un attimo di pausa, solo con il mio dolore
cazzi su cazzi


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