lunedì 2 maggio 2016

ONEHUNDREDTIMES

Faccio sempre molta attenzione a quello che le persone dicono, mi piace leggere tra le righe, per questo amo il mio silenzio, e in un periodo in cui quasi tutti si esprimono scrivendo (anche non sapendolo fare) che coincide con un periodo in cui non mi va di uscire e frequentare altra gente, oltre il minimo indispensabile, mi piace leggere tra le righe ...

"E tu sarai il pretesto per approfondire un piccolo problema personale di filosofia su come trarre giovamento dal non piacere agli altri come in fondo ci si aspetta che sia"

Questa frase letta sul profilo di una persona che conosco (tu sai chi sei e non hai bisogno di presentazioni) mi da lo spunto per parlare di un mio piccolo problema, non mi piace pedalare con altra gente, non oltre il minimo indispensabile e da questo ne traggo piacere e giovamento, come un elisir di lunga percorrenza, come gli ultimi fantastici 100 km nell'ultimo giorno di Aprile.

Ho degli orari ben precisi legati alle mie abitudini, so quali strade prendere per evitare il traffico, le adunate, le chiacchiere frastornanti e le inutili competizioni.
Ma il mondo è piccolo e le strade che i ciclisti percorrono sono quelle, così mentre scendo dalla Rocca m'imbatto in un nutrito gruppo che si appresta invece a risalirla, in questi mesi di pratica e solitudine ho imparato a chiudere gli occhi e respirare, non devo dimostrare niente a nessun'altro se non a me stesso, un tempo sarei tornato indietro per risalire la Rocca, insieme agli altri, meglio degli altri ... Come in fondo ci si aspetta che sia!

al fresco
godersi la litoranea prima degli altri
fermarsi è un lusso che puoi concederti solo tu
i colori di una Puglia primitiva
un mare che ondeggia

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