ICH RADFAHRER VOM BAHNHOF ZOO FASANO

Ogni tanto devi ricordare il passato, per evitare che le scimmie risalgano sulle spalle per divorarti il cervello.
Questa domenica avevo intenzione di partire da casa ed arrivare a Laureto, scendere verso Fasano per poi risalire dai tornanti dello Zoo, ma le previsioni meteo lentamente hanno preso la via del pessimismo e quando la domenica mattina scruto il cielo, anche se ancora buio, devo modificare il mio piano per poter tirar su qualche km diminuendo sensibilmente la mia aspettativa di pedalata.
E' tutto pronto così decido di spostarmi con la macchina verso Martina, porto con me anche un cambio asciutto perché oggi, la pioggia è data per certa!
Mentre guido ascolto un cd che mi sono portato da casa e non ho ancora deciso da dove partire. La luce inizia a delineare meglio il cielo lasciando intravedere qualche temporaneo spiraglio.
San Simone sembra la scelta più onesta, per evitare di passare, inutilmente, troppo tempo in auto.
In poco tempo sono sulla salita di Pilano, questa mattina forse le mie ruote sono le prime a solcarla, e nel silenzio ovattato del mio sotto casco invernale scorro lungo l'arteria di umido asfalto che prima rettilinea poi con dolci curve e contro curve s'inoltra nel cuore pulsante del bosco. Sono come una sostanza estranea.
Ma il bosco non mi rifiuta, non mi espelle e quando esco gocciolo sudore come dalla punta di un'ago.
Procedo verso Martina il "senso del dubbio" è ancora più opprimente, il cielo verso Fasano è più scuro e non lascia spiragli, le nuvole basse si muovono veloci spinte da un vento che si è fatto più freddo.
Giro attorno alla città arrivando sulla strada che si affaccia sulla Valle d'Itria, non troppo lontana Locorotondo dove sposto il mio limite momentaneo, Station to Station partendo dalla stazione Ippica!
Prima di spuntare sulla circonvallazione costeggio un fondo in cui un grosso trattore sta smuovendo la terra bagnata. L'odore che m'investe è impressionante, mi fermo sotto lo sguardo dubbioso del fattore appoggiato al muro a secco e respiro profondamente, come a cambiare tutta l'aria che ho in corpo, quando riprendo a pedalare spingo più a fondo, come il pollice sulla base della siringa.
Sono all'ultima rotatoria, è tempo di decisioni importanti.
L'impulsività e le esperienze negative hanno lasciato spazio con il tempo a decisioni più ponderate e il cielo alla mia destra e striato di scuro verso il basso. Lo Zoo dovrà attendere ma le scimmie oggi sono molto più lontane di ieri, giro verso sinistra e la calce bianca e i tetti in pietra mi accolgono come l'ultima volta che sono venuto ad ascoltare Dj Shadow ... ma della bella vita estiva neanche l'ombra, il centro storico è vuoto (anche se è ancora molto presto), anziani che si spostano al suono delle campane, serrande chiuse e un bianco sporco di un triste accecante.
Il Caffè della Villa m'inspira calore, ma la sua accogliente atmosfera storica è stuprata dal classico smart trip piatto multicolor alla parete. La coda di un notiziario con le previsioni meteo, niente che già non so!
Riprendo la strada, questa volta dalla terra mi spingono gli echi ricchi di bassi e le visioni dello IED sono come aurore nel cielo.
Prendo la strada verso Mottola, attraverso palazzoni colorati alla ricerca del logo rotante al neon della Mercedes ... Ma non è Berlino e trovo solo il concessionario Audi ed inizia a piovere.
Avrei voluto fare un giro circolare per tornare al punto di partenza, come il viaggio di una goccia di sangue che spinta da una pulsazione si allontana nei meandri più nascosti e stretti del labirinto del sistema cardio-vascolare ... Ma non sarà così, devo tornare indietro sotto una pioggia che scende a tratti, fredda e con qualche colpo sordo sulla giacca nera.
Sulla salita della via per Crispiano recupero un paio di ciclisti che poi scoprirò prima del bivio essere la coda di un nutrito gruppo.
Piove intensamente e la discesa m'incute un po' di timore la prendo con tutte le precauzioni del caso ... Mi sfilano, poco alla volta, tutti quelli che si erano fermati al bivio per aspettare gli ultimi del gruppo.
Dopo la masseria, quando finiscono le curve riprendo velocità, la pioggia scende forte, ma ormai sono arrivato modificando in corsa il mio programma, riuscendo ad adeguarmi al tempo e allo spazio, percorrendo quella strada che sviluppandosi su più frequenze ti porta sempre verso la pace e la soddisfazione.

I vetri della macchina appannati, mi cambio riuscendo a muovermi a scatti, non sono completamente asciutto, ma posso ripartire, sguardo rilassato oltre il parabrezza mentre i tergicristalli ondeggiano a tempo. Poco dopo il bivio di Pilano vedo un ciclista che cammina sotto la pioggia a piedi sul ciglio della strada portando a spasso la sua XR1 ... Mi accosto e la domanda classica è "Tutto OK?" ma è ovvio che niente è apposto!!
Due forature alle spalle, niente più camere d'aria, pioggia e punto d'arrivo Grottaglie.
Tu cosa avresti fatto? In due con due biciclette in macchina ci sono già stato, Io gli ho dato un passaggio a Grottaglie confidando sul fatto che qualcun'altro l'avrebbe fatto con me, finendo una mattinata solitaria scambiando due chiacchiere e aggiungendo un piccolo peso sulla bilancia del Karma positivo, sulla strada solo mai, non a caso e non solo a parole.
Ciao Carlo a presto ontheroad again!

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Pilano sotto la pioggia
io sono arrivato ...



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