domenica 7 gennaio 2018

JOY DIVISION

Sono le giornate come quelle di oggi quelle che detesto ... Ho una gran voglia di pedalare, il cielo è ancora scuro, un forte vento di scirocco ma non è quello che mi fa paura, quanto le nuvole che rigonfiano il cielo portandolo più in basso, come una pressa che si abbassa e l'umidità che come un ectoplasma epilettico si muove veloce a metà di tutto.
Sono sveglio dalle 05:00 e non so cosa fare. Faccio i piatti di ieri sera, sistemo la cucina, vado in bagno, faccio colazione con molta calma ... Guardo ancora fuori, la situazione non cambia e la luce opaca che inizia a strisciare fuori rende il tutto ancora più concreto.
Esco, non sapendo di preciso dove andare.
L'asfalto umido non mi fa mai perdere la concentrazione e controllo sempre il piano del cielo cercando di capire se quel grigio più scuro potrebbe sciogliersi in pioggia ... Penso sempre al peggio ... Dove ripararmi se inizia a piovere forte a chi chiedere aiuto se poi non smette!
Ma intanto non piove e io mi allontano al pari di un ectoplasma dalla mia zona di sicurezza.
Fisso dei traguardi, poi al massimo torno indietro ... Ma il tempo è stabile, monolitico e io mi allontano sempre di più, mai alla deriva.
Inizio a salire per la Specchia Tarantina. Il sole filtra solo per pochissimo, una palla dietro mille veli opachi per poi sparire dietro pesanti tende.
Ad un certo punto della salita si percepisce di netto il passaggio dallo scirocco ad un'atmosfera più fredda e secca, come passare da una stanza all'altra cammina in silenzio, non andartene in silenzio 
Dopo il caffè continuo ostinato e timoroso la mia pedalata su quello che era il percorso che volevo fare, il grigio del cielo è sempre più scuro e i veloci tratti in discesa gli percorro sulla parte d'asfalto asciugata dai pneumatici delle auto!
Entro nell'abitato più esterno di Martina Franca ma il barocco lo tengo costantemente sulla destra, inizio a scendere verso San Paolo.
E' un gioco al raddoppio con il tempo, le gambe stanno bene, la testa diventa più pesante ogni volta che decido di andare avanti. Scendo dal bosco dell' Orimini, poi risalgo da Pilano ed in cima sembro essere a pochi metri dalle nubi, se alzo le braccia potrei grattarle via, ma impugno forte il manubrio, l'unico contatto materiale nell'irreale, la foschia mi trapassa.
Ancora in discesa, non mi fermo neanche a San Simone, continuo verso Taranto, il vento contrario, il traffico veloce sulla statale di fianco e le nuvole che tornano pian piano a rialzarsi ed io che chilometro dopo chilometro lascio dissolvere per strada le mie preoccupazioni e le mie paure ho messo la mia fiducia in voi !
Sono le giornate come quelle di oggi che detesto e in cui non mi piace pedalare ... Il tempo condiziona il mio umore e i pensieri più brutti vengono alla luce dell'attenzione. Mi muovo come seguito da una gabbia di cemento fresco che non mi permette di allungare la vista oltre gli spigoli netti ... Sono giornate in cui però devi pedalare ad ogni costo, da solo, un viaggio che ti porta fino al sole una battaglia tra giusto e sbagliato un circo completo con tutti gli idioti oltre tutto il buono nel terrore la stretta di una mano mercenaria e pedalo Cuore e Anima ... Uno brucerà!

Castello di Carosino
Specchia Tarantina tratto esse
ripetitore Rai 
prospettive

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