mercoledì 25 aprile 2018

2.00

E' dallo scorso anno che penso, concretamente, di chiudere per la prima volta un giro di 200 km e nella mia organizzazione l'avevo messo in calendario a Marzo.
Dal faro di San Vito a quello di Gallipoli in linea "retta" lungo la litoranea salentina andata e ritorno.
Poi una domenica sono andato a fare la Deejay Ten a Bari facendo saltare tutto.
22 Aprile - Quando butto lo sguardo fuori dalla finestra il cielo non è limpido come me lo aspettavo, nuvole grigie e foschia nascondono gli ultimi scintilli delle stelle, l'umore si abbassa di colpo penso che il momento giusto non è ancora arrivato, e sono talmente convinto di questa cosa che lascio parte delle scorte alimentari preparate con cura la sera prima e quando inizio a pedalare salto il passaggio dal faro di San Vito che ancora fa ruotare il suo prospettico fascio di luce, prendo la strada per la litoranea pensando comunque ad una normalissima, lunga, pedalata domenicale.
Quando mi fermo a Campomarino per il caffè il sole inizia a farsi largo tra le nuvole con una certa insistenza e la mia voglia di pedalare cresce, perché era proprio così che avevo immaginato i miei primi 200 km.
La strada da percorrere è ancora molta. Riprendo la mia pedalata attraverso le dune e la macchia profumata, Torre Borraco, l'abitato di San Pietro in Bevagna, il fiume Chidro, costeggio la Salina dei Monaci e dopo la rotatoria di Torre Colimena la strada entra in una non zona ... Il mare pur restando molto vicino sembra allontanarsi, spariscono le abitazioni e tutto sembra essere inghiottito da una macabra vegetazione di palude, un deserto ondeggiante, un tratto di strada relativamente breve ma che ha la capacità, ogni volta, di ipnotizzarmi e stranirmi.
Poi riprendono le abitazioni, le indicazioni stradali, i villaggi turistici organizzati, come fino ad ora, lungo la litoranea non avevi mai incontrato.
Torre Lapillo, poi Porto Cesareo ... Non sono neanche a 70 km e mi ricordo, ogni volta che passo dal circolo velico il mio primo weekend in bicicletta, che con un costante e non esasperante pedalare è diventato, nel corso degli anni, uno scherzetto da fare in una mattinata!
Dei lavori mi costringono a deviare leggermente nell'interno ma poi ritorno sulla litoranea e continuo a scendere verso Sud, il mercato domenicale prima di S. Isidoro è un inferno, il mare invece un paradiso trasparente, lineare su una spiaggia bianca chiusa su se stessa come un'onda disegnata su un foglio.
La costa torna ad essere rocciosa ed inizia ad alzarsi leggermente, il passaggio dalla Masseria Bellimento è un flash sensoriale ... Un persistente odore di stallatico, mucche e caseificio, di quelli che sei abituato a sentire pedalando sulla Murgia e che invece, qui, si mischia al salmastro e ti pervade a due passi dal mare.
Sono in un tratto di strada che non ho mai fatto in bicicletta, ma che, come al solito per lavoro, ho percorso molto, tutto è come lo ricordavo e riuscirlo a pedalare lo rende naturalmente ancora più bello.
Passo il Fico d'India, e si aprono pagine all'interno del mio cuore, un posto speciale per me, Porto Selvaggio, Torre Uluzzo, il parcheggio polveroso ... Una Susuki Santana, Paola, il mio pantalone africano, l'inizio di tutto!
Ad 82 km faccio inversione. Non serve arrivare a Gallipoli, ho un lungo elenco di episodi negativi alle spalle e non voglio cancellarli sovrascrivendoci sopra un ricordo bello come quello dei 200 km.
Lungo la strada al contrario divago per un po' di foto, mangio un panino, tocco la sabbia bianca, attraverso l'inferno del mercato, pago il conto con Jolly Mare, costeggio il lungomare di Porto Cesareo, segno i primi 100 mi perdo tra le spire di una sirena spalmata su un muro ... Pedalo e non sono stanco, ma fa caldo, tengo il ritmo controllo il respiro.
Mi fermo a Campomarino per una sosta più lunga, un buon gelato alla frutta, acqua fresca, nuovi sali minerali nella borraccia.
Procedendo specularmente lungo la litoranea mi ritroverò ancora lontano dai 200 e troppo vicino a casa!
Quando arrivo al semaforo di Torre Ovo giro a destra ed inizio una nuova fase del giro, completamente improvvisata. Monacizzo, Lizzano, passa dalla Madonna della Camera, Roccaforzata, scendo a San Giorgio Jonico, passo dalla pista di pattinaggio, ma non giocano a bikepolo?!! Scendo ancora verso Taranto e poi giro sulla circurmarpiccolo, poi ancora verso San Pietro, attraverso per lungo il quartiere Paolo VI, passo sopra l'inizio della statale dei trulli ed inizio la chiusura del giro scendendo verso il rione Tamburi ... 183 km tutti da solo sul Ponte Girevole e #sullastradasolomai, attraverso tutta la città.
Prendo la strada nuova per rientrare a San Vito e prima di scendere dalla bicicletta una serie di giri a stringere intorno a casa per tagliare il traguardo 201.50 km!!

Andare oltre i 200, andare oltre un limite che è più mentale che fisico, se il fisico è allenato, pedalare per quasi nove ore, restando da solo ... In silenzio ... Evitando di accodarsi ai treni che incontri, spegnendo la calcolatrice mentale, lasciando fluire nella testa sensazioni, ricordi e nuove prospettive, affacciarsi oltre la barriera e vedere nessun confine (giusto Ciccio Ganci?)

La Strea di porto Cesareo

Sant'Isidoro
la costa torna ad essere rocciosa
Torre Uluzzo
A questo treno, incontrato poco più avanti mi sarei accodato con piacere ...
Hotel Riviera
L'inizio di tutto
Porto Selvaggio 
sabbia/papaveri/margherite
lasci il mare e trovi il delfino 
energy

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