UNA DOMENICA DI GIUGNO

Sono abituato ad uscire presto la mattina e per quanto t'impegni a studiare percorsi e destinazioni, le strade che alla fine pedali sono quelle che fai sempre.
Ma alle volte basta cambiare l'orario dell'uscita domenicale ed ecco, che la solita strada la vedi differente, con nuovi colori, odori insoliti e presenze diverse.
Dopo una due giorni di concerti e rientri a tarda notte, questa mattina si è aggiunto un impegno così che messo da parte il mare, esco in bicicletta alle 11:30.
La tramontana rende sopportabile il caldo pieno del mezzogiorno, superata la coda delle auto che vanno verso il mare attraverso il tipico paese che si sviluppa intorno al corso principale (come nel vecchio West) con una serie di strette e silenziose traverse laterali. In giro poca gente e da qualche finestra aperta si disperde nell'aria l'odore del sugo della domenica preparato fin dalla prima mattina e che ora si sta ottimizzando per essere servito a tavola, già perché se hai la fortuna di avere una bella famiglia, dei parenti poco serpenti e tempo per stare seduto, non importa la stagione, il pranzo della domenica è un piacevole e al tempo stesso monotono rituale calorico.
Lascio le direttrici che portano al mare per evitare il traffico accaldato, inoltrandomi nella campagna. Il sole alto toglie le ombre ai campi gialli di grano già tagliati e il forte vento dona simmetrie flessibili ai pochi che ancora restano da tagliare.
Un'altro abitato, e poi un'altro ancora e gli odori del cibo che passa dalle pentole ai piatti, alla tavola, ma ancora gente davanti al bar, seduta su sedie di plastica su asfalto cantierizzato con siepi.
Prima di tagliare ancora la campagna, tende di plastica a separare una casa direttamente dalla strada.
Il suono delle cicale e assordante e il caldo sembra risalire dalla terra inseguendo la mia scia lungo l'asfalto.
Salgo passando davanti una chiesa dove un carnevale in elegante sofferenza aspetta il last minute per il ricevimento di qualche comunione o forse cresima.
Sul confine della rumorosa statale, poi ancora a salire nel bel mezzo di un quartiere residenziale, rumore di stoviglie e da qualche giardino un confuso vociare di bambini che giocano.
Non mi fermo, e prima di salire ancora incrocio lo sguardo con una vitrea biondina dentro una mini.
Attraverso il sentore di una brace in giardino ... Dall'odore posso vedere il sangue della carne che cola dalla griglia.
Un silenzio che si rompe solo quando una macchina mi sorpassa o m'incrocia lanciata in discesa.
Al solito bar faccio in tempo a prendere una bibita fresca e poco dopo sento la voce della signora che di solito mi prepara il caffè la mattina che urla "Il piatto è in tavola!!"
Viaggio verso il giro di boa, collimando una serie di ondulati profili in progressione, pietre bianche, terra arsa, verde dirompente, l'odore intenso della macchia che si mischia allo sterco da concime ... Faccio mente locale sulle fontane cercando di allineare le mie ruote con le loro coordinate.
Finalmente si scende con il vento alle spalle, prendo coraggio e taglio con più precisione le curve di una strada a senso unico, oltrepassando i 60 km/h.
Rapidamente mi avvicino alla città, non prima però di attraversare una tempesta di fiocchi bianchi che il vento stacca dalle fluorescenze di un campo incolto.
Mi fermo ad un 24h per prendere dell'acqua fresca e prepararmi dei sali minerali, riparto mentre metà palco è stato smontato e portato via.
Mi restano pochi chilometri per arrivare a 100 così allungo verso il primo paese attraversato questa mattina, sono in pieno orario di pennichella, e apparentemente per strada non si muove nessuno, quando in una piazza sotto le prospere fronde di un albero, trovo un gruppo di uomini che ha sostituito il riposino pomeridiano con una più eccitante partita a carte, con tanto di pubblico tutt'intorno.
Ancora una bevanda fresca in riva al mare, qualche chiacchiera sotto l'ombrellone per poi ripartire per gli ultimi due chilometri di giornata, senza sprint, senza fretta.

vigna sulla collina
torre idrica
Madonna della fontana
Cielo e antenne
ondulato
come nel vecchio West
Un'accaldata partita a carte

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