106 LIMONI E ROCCA IMPERIALE / 106 CASTELLI - PARTE SECONDA

Anche la seconda giornata in bicicletta inizia presto. Nella mia programmazione avevo studiato un percorso per salire a Rotondella, ma come spesso capita quando cominci a pedalare subentrano delle variabili imponderabili, il caldo, la testa, le sensazioni.
Punto verso la SS106 lasciandomi alle spalle la marina e un ancora "spento" paese, quando però mi trovo all'ingresso del sottopasso che mi immette sul percorso pianificato, decido di tornare indietro e prendere la strada percorsa il giorno precedente, attraverso il confine di Regione e m'immergo nei campi.
Oggi faccio più attenzione a quello che ho intorno, tanti alberi di limoni, e tantissimi frutti non raccolti per terra! Scoprirò dopo che il limone di Rocca Imperiale è un prodotto IGP, noto nel comprensorio col nome di“Antico o Nostrano di Rocca Imperiale”. (Altre info qui)
Su un tappeto giallo laterale arrivo al bivio di ieri, questa volta prendo per la direzione opposta, un cartello turistico indica Santuario Madonna della Nova.
La strada segue l'argine del torrente Canna, giusto un chilometro poi con tre curve si sorpassa un piccolo dislivello e per un altro breve tratto percorro un "alto piano" con il torrente di lato e il mare alle spalle continuo a seguire le indicazioni, la strada si stringe, scende bruscamente in un fosso con un paio di tornanti e subito lo risalgo e dalla folta vegetazione mi trovo davanti il santuario.
Sarà solo un caso, uno dei tanti, che oggi è il 29 Giugno data in cui nel 1644 una flotta turca comparve sulla costa e mise sotto assedio il paese, "in questa triste circostanza il popolo, raccolto nel castello, dal quale si scorgeva da lontano la chiesetta della Nova, fece voto di solennizzare in perpetuo la data se fosse stato liberato dal pericolo ... La grazia, venuta il giorno successivo, fu ritenuta un segno della protezione divina"
L'edificio in pietra in effetti sembra tirato a lucido per la festa, io mi sposto alle sue spalle da dove, come mi ero immaginato si scorge un fantastico panorama sui campi e sulla costa.
Ripercorro la strada a ritroso scendendo velocemente verso la costa, un breve tratto sulla vecchia 106 attraverso la frazione a mare di Rocca Imperiale e poi inizio a risalire lungo l'altro argine del torrente Canna verso il vecchio centro storico a circa 250 mt sul livello del mare.
In cima all'altura l'imponente castello Svevo fatto edificare da Federico II di Svevia nel 1221, sui terrazzamenti sottostanti si sviluppa, lungo una fitta rete di viottoli e strettoie, il paese.
Pedalo lungo le strette stradine fino alla Chiesa Madre, ingabbiata nelle luminarie della festa e quasi offuscata dalla cassa armonica antistante.
Lascio il centro e risalgo verso il castello per la via esterna asfaltata.
Rientro nell'abitato dopo un chilometro, la pavimentazione diventa nuovamente impegnativa, mi arrampico fino al primo ponte, sfortunatamente il sito apre alle visite alle 10:00 e io non posso aspettare, mi godo dal basso e dall'esterno l'imponenza della struttura, la torre polveriera, la merlatura aragonese che fregia la Piazza d'armi, dall'alto invece oltre al panorama la vista è catturata dalle tegole dei tetti che formano una splendida scala cromatica (eternit free) che apre la prospettiva sulla vallata.
A questo punto decido di scendere attraverso le impegnative pendenze delle stradine che solcano le piccole casette, per non correre rischi però lo faccio a piedi e scalzo.
Incontro solo due signore davanti l'uscio di casa e una di loro mi dice che nel pomeriggio ci sarà una gara ciclistica!!
E' come camminare lungo una sezione da un lato muri porte e finestre, dall'altro cornici ondulate, mi soffermo su alcuni particolari architettonici, eccomi nuovamente alla chiesa madre, a questo punto mi fermo in un piccolo bar, un caffè e un paio di bastoncini in pasta frolla e mandorle 1,40 euro !!!
Scendere da Rocca Imperiale lungo la strada asfaltata potrebbe essere una veloce emozione, invece faccio con calma anche la discesa, torno sulla vecchia 106 e mi fermo al Paradiso della Brucola per comprare un piccolo cacciavite per poter aprire e sistemare, per l'ennesima volta, la pila nell'alloggio del telecomando della mia minicam, caduto lungo le stradine di Rocca Imperiale.
Prima di ripercorrere a ritroso tutta la strada, cerco un varco sotto il guardrail sul proseguimento della vecchia sede della Statale con la congiunzione dello svincolo per Nova Siri Sud, ma il guardrail è troppo alto e bisognerebbe passare da sotto sbucando direttamente sullo svincolo, un inutile e faticoso rischio, torno indietro.
Qualche colpo di pedale lungo la complanare in direzione Taranto, poi mi fermo in un altro bar per una Coca Cola fresca, rientro verso l'abitato passando davanti la casa di Angela, osservo delle paperelle lungo un canale d'irrigazione, perdo ancora del tempo sul lungomare, osservando le panchine decorate da qualche istituto d'arte, i preparativi di piccole attività stagionali, la vegetazione arida e spinosa.
La mia seconda uscita calabrese può ritenersi finita, breve e poco impegnativa, ma piena di cose nuove da vedere e come sempre ricca di spunti da approfondire nei giorni successivi.
Inizio a smontare la bicicletta per sistemarla all'interno della macchina, pomeriggio e intera giornata di domani dedicata al relax ed iniziare a fantasticare sulla prossima "avventura" su due ruote.

Antico o Nostrano di Rocca Imperiale
particolare Santuario Madonna della Nova
cassa armonica
chiesa madre
castello svevo
torre polveriera
eternit free
scalzo per il paese
vicoletti
tegole
punta
vecchia Statale 106 Jonica
pausa Coca Cola
al prossimo giro





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