LOCKDOWN - GRANFONDO STRAVA APRILE

Continuano gli esperimenti per sopravvivere ciclisticamente alla quarantena.
Girare nell'anello che sono riuscito a tracciare intorno a casa non è l'opzione giusta per me, alla fine il benessere ricavato si è dissipato dietro la continua tensione di essere fermato da un momento all'altro, inoltre mi sono immedesimato nei pensieri di quei poveretti che mi hanno visto passare per 33 volte ogni 4 minuti... Non deve essere stato il massimo.
Ed ecco che dopo aver lanciato il mio messaggio d'aiuto qualche settimana fa, sono arrivati a casa i rulli!!
Come si può raccontare un'uscita in bicicletta da fermo?

Ho posizionato i rulli in un angolo del giardino in cui soffiava una leggera brezza e il sole era frontale, sono partito con l'idea di percorrere 100 km, il giorno prima avevo pedalato per 60 km all'interno del corridoio di casa, salgo in bici alle 14:35.
Il lusso che posso permettermi è quello di ascoltare la musica con delle grosse cuffie collegate al telefono, cosa che quando sono per strada non faccio mai, per i primi 15 chilometri mi guardo intorno, un panorama che conosco in ogni suo più piccolo dettaglio, poi chiudo gli occhi e continuo a pedalare sui 30 km/h.
Quando sono per strada le immagini che attraverso sono l'ispirazione per quello che poi trasferisco sul blog, sui rulli avrei potuto raccontarvi della macchina di mio padre parcheggiata a qualche metro da me e che malgrado il mio impegno costante, non ho mai raggiunto, avrei potuto scrivere della traiettoria del sole dal suo punto massimo quando ho iniziato fino a quando è sparito dietro la villetta di fronte nel momento in cui ho superato i 90 km, dei gatti che mi guardavano incuriositi e infastiditi dallo stridere del copertone sul rullo invece ho chiuso gli occhi pensando di poter materializzare nella mia testa un qualsiasi percorso da poter metabolizzare assumendone lentamente tutte le sue sensazioni, una sorta di ciclismo virtuale come i più moderni software per rulli possono offrirci oggi e invece la mia immaginazione ha iniziato un processo contrario, la mia mente lentamente si svuota, e non sono più nel mio giardino, la musica nelle orecchie si fa più lontana, sento solo pulsare il cuore e girare le gambe all'infinito, quando apro gli occhi, sono ancora nel mio giardino, nello stesso punto di prima, ma mi sembra di essere tornato dopo un viaggio lunghissimo, ma non sono neanche a 30 km.
Chiudo gli occhi più volte, allontanandomi sempre di più e tornando ogni volta più stanco.
Finisco di pedalare dopo 101 km una distanza che nel passato mi avrebbe portato chi sa dove e invece oggi mi ha lasciato spiare su quello che potrebbe essere un futuro fantastico, bisogna solo continuare a pedalare sulla strada giusta!




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