MONOPOLI: STAI FERMO UN GIRO

Fabrizio mi manda un messaggio e mi chiede se voglio unirmi ad un giro che faranno il due Giugno, partenza da Martina Franca, Selva di Fasano, Monopoli e rientro, circa 90 km, tranquilli, nel gruppo ci saranno anche tre donne...
Sono abituato a preparare i percorsi e ho sempre un po' di timore delle strade che scelgono gli altri, gli agonisti poi, per semplificare i loro allenamenti tendono a percorrere le vie più dirette e già pensavo di dover pedalare su Statali trafficate e più pericolose delle tortuose ed isolate strade che generalmente prediligo, in quanto alle donne in bicicletta, con cui spesso ho il piacere di pedalare, ho imparato (preparazione atletica a parte) quanto possano essere determinate ed ostinate nel misurarsi con distanze e dislivelli per portare a termine qualsiasi tipo di percorso gli venga proposto a cuor leggero e senza giustificazioni tipiche di certi ciclisti uomini, non esco da tanto tempo, devo preparare la gamba, oggi devo fare scarico...
Infine il giorno di festa e la libertà di movimento da FASE DUE inoltrata mi fa immaginare una grande confusione rispetto alla più discreta (e sicuramente meno entusiasmante) complanare della 106 Jonica che avevo in programma.
Decido comunque di unirmi al gruppo e a conferma delle mie tesi (non del tutto frutto delle mie paranoie) mentre salgo verso Martina in auto m'imbatto in un nutrito gruppo di ciclisti che risale dalla statale (ignorando la complanare) occupando buona parte di una corsia...
Arrivo con un po' di anticipo al punto d'incontro e dopo una rapida occhiata, decido (per un'altra mia fissazione) di lasciare l'auto da un'altra parte e di spostarmi poi direttamente in bicicletta.
Alla spicciolata faccio conoscenza con i compagni di pedalata, Angelo, Rosa, Mimma, Ottavio, Luciana e poi Fabrizio.
Soffia un discreto vento da N/E. 

Iniziamo a pedalare e già per lasciare Martina passiamo per una stradina che sbuca all'incrocio di via Alberobello che mi fa ben sperare e subito dopo prendiamo la strada Cupa-Rampone per Locorotondo. Ho la definitiva conferma che Angelo (che ci indirizza ai vari incroci) ha scelto il percorso che fa per me, e da qui in avanti non mi preoccuperò più della strada, fidandomi e godendomi fino in fondo il panorama.
Dopo il ponte sulla linea ferroviaria incrociamo dei compagni di squadra di Fabrizio che si ferma per due rapide chiacchiere, proseguiamo per Locorotondo passando questa volta sotto la linea ferroviaria e imboccando una stradina laterale che sbuca, dopo il centro abitato sulla strada per la contrada San Marco.
Giriamo poi sulla strada del Parco Tallinaio e a questo punto sono convinto di fare al contrario la strada percorsa durante la Randonnèe della Valle d'Itria per arrivare all'incrocio con la salita della Selva... Invece proseguiamo dritti, le abitazioni iniziano a diradarsi, la strada scende serpeggiando verso il fondo valle del Canale di Pirro mentre sullo sfondo si alza il profilo della Selva di Fasano. Lungo il Canale di Pirro si unisce al gruppo Davide che invece è partito da Fasano.
Bellissimo tratto che inserirò quanto prima in una prossima uscita.
Iniziamo la salita della Selva, dove tra l'altro pur senza nessuna dannazione segno il mio miglior tempo di sempre!
Tagliamo la Selva e dopo la foto di rito sulla piazzola affacciata sopra lo zoo proseguiamo parallelamente al mare lungo contrada Sorba.
I campi sono pieni di balle di fieno e più invitanti alberi di ciliegio.
Al bivio di Impalata iniziamo la discesa verso Capitolo e l'Adriatico.
Il vento è fortissimo e bisogna prestare molta attenzione, in alcuni punti la bicicletta tende a sbandare in altri malgrado la discesa e per un'eccessiva prudenza, sembra di stare su un falso piano!
Per mantenere la stabilità e non rischiare rinuncio a fotografare il panorama.
Arriviamo a Capitolo, sulla destra le vele dei kite surf riempiono di colori il pantone classic blue del cielo. Noi prendiamo in direzione opposta la litoranea, tutta contro vento fino a Monopoli.
Ci fermiamo per il caffè in un bar all'incrocio tra due strade.
Questa forse è l'unica nota negativa del giro. No, non il bar, dove tra l'altro il caffè mi è stato anche offerto, ma personalmente un rapido giro nel centro storico di Monopoli l'avrei fatto o almeno un affaccio sul porto!
Carichi di caffeina riprendiamo a pedalare per tornare indietro, lasciamo rapidamente alle spalle il centro abitato e costeggiando il cimitero prima in contrada Spirito Santo poi Cristo delle Zolle arriviamo ai piedi della Murgia e iniziamo la salita della Panoramica.
La vista che lentamente spazia sull'allungarsi della costa è fantastica, mantengo un ritmo rilassato e come un bravo gregario porto in cima Mimma che non molla mai la mia ruota posteriore e per un attimo penso alla soddisfazione che possono provare i gregari professionisti quando si mettono al servizio dei grandi campioni, perché si pedali da soli ma il ciclismo è anche uno sport di squadra dove i meccanismi spesso sfuggono alla cruda logica del più forte e incontrano mondi metafisici come la lealtà, il sacrificio, l'importante non è vincere ma far vincere!
Il gruppo si ricompatta in cima e si prosegue verso la Loggia di Pilato, nuova foto sulla terrazza affacciata sul panorama e poi all'incrocio di Impalata nuovamente su una strada mai percorsa che sembra tagliare campi infiniti, panorami rurali dominati da masserie posizionate nei punti più alti delle schiene del terreno, pascoli e balle di fieno a riempire gli spazi.
Incrociamo nuovamente il Canale di Pirro e salutiamo Davide che gira per Fasano, noi proseguiamo dritti e arriviamo dopo 4 km alle porte di Alberobello (niente giro turistico, ma per fortuna ci sono stato domenica scorsa) e costeggiando ancora la periferia lasciamo la città dei trulli sulla destra imboccando l'ennesima alternativa alla statale la strada Monte Tre Carlini fino all'incrocio con la provinciale per Noci e da li a sinistra sul nuovissimo asfalto per Martina Franca. Il gruppo si sgrana e qualcuno aspetta chi è rimasto più indietro, io tutto sommato sto bene e proseguo del mio passo forzando su alcuni dossi che conosco bene e sfruttando l'inerzia cinetica dei scendi e sali i così detti mangia e bevi che se sei in sofferenza si trasformano in succhia e sputa (veleno) dossi che alle volte fanno più male delle salite vere.
Arriviamo a Martina Franca saluto Fabrizio, Rosa e Mimma, scappo via cercando di arrivare a casa in tempo per il pranzo (ci riuscirò), lasciando un saluto per Ottavio, Luciana e Angelo, che qui ringrazio ulteriormente per il bel percorso e per le strade nuove (in sintonia con il mio stile) che mi ha fatto pedalare.

Un uscita, che fortunatamente ha smentito le mie aspettative negative, che mi ha lasciato nelle gambe dei bei chilometri, negli occhi nuovi scorci di una Puglia ipnotica e nei ricordi, da alimentare, delle belle persone con cui poter continuare a condividere la strada. 

il canale di Pirro da una nuova prospettiva



contrada Sorba - Rosa

contrada Sorba - Mimma

discesa Mare Monti

verso Monopoli

Capitolo

contrada Cristo delle Zolle

Loggia di Pilato

Loggia di Pilato

San Michele in Frangesto

verso Alberobello 




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