IL MIO RAPPORTO PIU' DIFFICILE

I - GRAZIE
Subito vorrei ringraziare, in rigoroso ordine alfabetico, Cenzo e Maria Domenica ... due persone davvero speciali, un'amicizia di quelle fresche e sincere, senza troppi fronzoli, loro hanno lavorato per la mia sistemazione in masseria e alla fine invece mi hanno ceduto il loro trullo senza zanzare (ndr)! Ragazzi davvero grazie.
Grazie a Cicli Marangiolo che come sempre, anche a cavallo di Ferragosto, ha messo a punto la mia bicicletta per affrontare questa nuova avventura (#ledoppiesonoimportanti ...)
Grazie a Lalla ... per avermi prestato il portapacchi.

grazie ragazzi parlerò male di voi la prossima volta
II - LA PERSONA
Ho un rapporto molto difficile con una persona. E' ostinata, orgogliosa, egoista e mi rende la vita più complicata di come già lo è. Ma questa persona non la posso allontanare, fa parte di me ... e allora l'affronto, ogni volta da solo, in sella ad una bicicletta!
Già, la bicicletta. Non volevo pedalare ad armi pari, sarei sicuramente andato avanti, quella persona, se pur cattiva e senza pietà, si meritava anche dei vantaggi, così ho scelto la flozstationbike, telaio da corsa, pedali senza agganci e gabbiette, sellino in simil cuoio, nessun portaborraccia e un solo rapporto, quanti denti non ve li conto! Non basta, per l'andata scelgo anche di non usare il fondello ma dei semplici pantaloncini con sotto le mutande ... insomma il classico abbigliamento di uno che si deve andare a prendere una birra sotto casa atteggiandosi a grande ciclista urbano (pfui)
Protesi montata sotto la sella, zaino con il minimo indispensabile, sacco a pelo e infradito.
III-PRONTO, VIA
Parto poco dopo le 1300 di martedì 18 Agosto.
Il mio programma è arrivare ad Ostuni, tornare indietro verso Ceglie Messapica, passare la serata, dormire e ritornare verso casa il giorno dopo!
In un tranquillo pomeriggio poco trafficato e moderatamente ventilato inizio il mio "viaggio".
Tutto ok lungo il tratto San Vito - San Donato - San Giorgio Jonico, solo i due litri di ghiaccio in cima al bagaglio fanno perdere l'equilibrio di tanto in tanto al carico, ma un colpo di mano alle spalle sistema tutto.
La prima difficoltà, la salita verso San Giorgio (sulla quale al momento detengo il KOM di Strava) in queste condizioni mi costa quasi un minuto di differenza, ma oggi non pedalo per farmi le seghe davanti al computer.
San Giorgio - Monteiasi - ai piedi di Grottaglie ... ancora tutto bene, non troppo lontano a Nord/Est sta piovendo, il vento mi porta delle gocce dalla striscia più scura che dalle nuvole scende verso la terra.
La salita verso il centro di Grottaglie, quella di via Ennio è ancora più impegnativa, ma ci sono sopra in meno di 3 minuti. Il difficile inizia ora la lunga e lenta salita verso la Specchia Tarantina fino al bivio di Ceglie ... a quota 374 mt (Cima Coppa del Nonno).
Non forzo mai la pedalata e comunque superato il bivio della Mutata la situazione peso inizia a farsi sentire, anche l'unico rapporto che sto usando diventa insostenibile, alla terza curva, dove la pendenza massima segna un 15% devo mettere i piedi a terra!
E' come incassare un montante dal tuo avversario. Rifiato, sorrido ... faccio una foto e mi spingo avanti trascinando la flozstation bike fin dove la strada spiana leggermente per poi ripartire.

con i piedi per terra
IV - LE SPAGNOLE
Riprendo a pedalare, alzo la testa e più avanti e più su scorgo tre sagome in bicicletta, con un andamento turistico, sono sicuramente cicloturisti, così mi segno che devo raggiungerli.
Sono sempre in salita, ma decisamente più pedalabile, alzo il ritmo di pedalata e raggiungo la prima bicicletta alla curva dei cassonetti. E' una ragazza, non ha bagaglio, è decisamente insofferente, l'affianco e gli dico ciao ... il suo volto è rosso è provato, sibila qualcosa che non si comprende, niente soddisfazioni, la mollo e vado avanti.
La seconda bicicletta non è molto lontana, ha due borse sul retro ... la raggiungo ed anche lei è una ragazza, ricominciamo, ciao ... Ola, questa ha un pò più di fiato e si volta verso quella di dietro, poi abbassa lo sguardo, poi vado avanti verso l'ultima bicicletta, due borse sul retro ma decisamente più pimpante. La raggiungo (è anche la più carina) e di nuovo ciao!
Ciao risponde anche lei con un gran sorriso, ah ecco finalmente cazzo!
Non posso rallentare se no mi pianto l'ho beccata dove la strada diventa leggermente più impegnativa, ma alla fine di questo strappetto decellero e lei mi raggiunge, mi affianca e mi sorride sbuffando, a far intendere che è stata tosta ... E dillo a me? Ma hai visto che figo che sono con questa bicicletta??!!
Dove state andando? E non capisce, glielo chiedo in inglese e mi risponde con un marcato accento spagnolo a Martina Franca, e tu? Mi chiede lei verso Ostuni gli dico.
A questo punto non avevo minimamente pensato di cambiare la mia destinazione o fatto altri pensieri al di sopra della bicicletta, pensavo invece di scambiare due chiacchiere fino al bivio in cima alla salita, e magari fare il galanrider offrendogli qualcosa su al bar e mostrandole successivamente il cannello da dove sgorga libera l'acqua fresca! Tutto lì, a due passi, infine dargli indicazioni sulla strada migliore da fare e al massimo, come ultimo perverso piacere fare una foto insieme, come si usa fare minchia.
Invece la tipa si irrigidisce all'improvviso, e percepisco netto in lei un misto di disagio e timore, le sue amiche sono lontane, e io non sto sprigionando nessun piacevole ferormone, ma solo acido sudore!
Devo aspettare ... e pianta il freno. Ok! Non voglio fare mica il broccolone. Vado avanti mi fermo per la foto di Vincenzo (ndr) arrivo al bivio, mi compro un ghiacciolo alla menta e lo ciuccio con dovizia.
Alla fine dopo diverso tempo tutte e tre le señoritas passano a dritto in direzione Martina Franca, e non lo sapete che non troverete un bar e una fontana fino all'ingresso di Martina se proseguite lungo quella strada? Spero per voi di si, ma se no ... lo potevate sapere, magari ciucciandovi anche voi un bel ghiacciolo fresco! Ma che girate a fare il mondo se siete chiusi mentalmente?!
Mi godo tutto solo la fontanazza della Madonna e poi proseguo verso il bivio di Ceglie.

Italia Spagna purchè ci si bagna
V - CEGLIE OSTUNI
La strada è più che gradevole con il classico susseguirsi di trulli, campi, vegetazione ancestrale e muretti a secco a perdita d'occhio. Curve e sali scendi, arrivo a Ceglie dopo aver affrontato, e cito Strava, Lo strappo Sucamillo ...
Mando un sms a Cenzo per dirgli che sono in zona e proseguo verso Ostuni, potrei perdermi nelle campagne, ancora, e magicamente ritrovarmi nella Città Bianca a sorseggiare una cosa fresca all'ombra mentre i turisti strusciano lungo le stradine di calce vestite del centro storico.
Ma faccio il dritto fendente della SP22 e sono ad Ostuni affacciato sull'Adriatico, che questa volta non raggiungerò, mi faccio scattare una foto da una tipa, perché non trovo punti d'appoggio validi per la macchinetta.
Faccio il mio giro istituzionale per Ostuni spingendo la mia bicicletta, ma non bevo niente se non il contenuto della bottiglietta dietro le mie spalle.
Riprendo la pedalata inversa, sempre dritta dritta verso Ceglie, non mi fermo mai, neanche quando vedo un tipo che attraversa la provinciale con due sacchetti dell'immondizia e li lancia dietro al muretto a secco quasi di fronte casa sua ... bravo il bianco sporcaccione!
Entro ed esco da Ceglie tenendomi all'esterno ed imbocco la provinciale per Villa Castelli dove poco dopo svolto in direzione Masseria Lo Jazzo, il mio ricovero per la notte.
Lungo la strada che si attorciglia verso la masseria incontro Cenzo e Maria Domenica ed insieme entriamo lungo lo sterrato che arriva al fabbricato.

la Città Bianca
Adriatico
piazza
VI - LO JAZZO
Ci salutiamo fuori dai nostri mezzi di trasporto e scambiamo due rapide chiacchiere e alla fine mi rilasso sulle pietre con una birra fresca per un ristoro perfetto.
Il programma cambia leggermente, avrei dovuto dormire allo Jazzo, ma come detto, Cenzo e Maria Domenica, visto che si sono spostati in campagna, mi offrono di dormire nel loro trullo ... e chi sono io per rifiutare un invito così?
Ci allontaniamo un paio di chilometri per lasciare la bicicletta e il bagaglio, fare una doccia e tornare in masseria per la serata.
Stasera ci saranno panzerotti fritti (ne avranno preparati molto più di 500) una rappresentazione teatrale Il tesoro dei Briganti e un botto di gente.
Maria D, si defila nella zona ristoro, la vedrò instancabilmente fare avanti e indietro sulla linea di trincea per tutta la serata/nottata.
Prima che l'odore di frittura, già persistente, richiami a se orde di famelici personaggi, ho il tempo di scambiare due piacevoli chiacchiere con Cenzo, sulla bici sulle situazioni, sul faccio cose ...
Si aprono le danze, vado alla cassa, due panzerotti e una birra, e mi dicono che la mia consumazione è offerta, grazie ancora ragazzi.
Mentre mangio, la spiazzo si riempie di gente e dietro la cassa si forma una fila ininterrotta di persone fino alle 00:30, mentre da dietro i panzerotti continuano ad uscire come se non ci fosse un futuro senza mozzarella pomodoro e mortadella.
Anche Cenzo viene risucchiato dal lavoro dietro le quinte, io rimango solo e per una buona mezz'ora prendo fiato isolandomi dal trambusto, dalle immagini in movimento sulla pietra viva e dal rumore del vetro.
Inizia lo spettacolo e mi stendo sul bibliotrullo, con un ottima visuale.
lo spettacolo mi piace molto e la sua morale la applico al mio essere
"C’era una volta na vucerta e na malota..gira e vota, gira e vota, mo tu conto nata vota…
C’era na volta nu re, na reggian, nu principe, nu sapunare, nu cavaliere, nu ciuccio IH OH …stava na vota mo non ci sta più ca ce ne se tu…"
Riprendo a riflettere su quella persona, al nostro rapporto difficile, a tutto quello che insieme abbiamo attraversato, alla strada fatta, ai limiti al nostro amore/odio.
Giro per lo Jazzo, ma quanto mi piace, un sacco di gente, e per me che sono un curioso ed attento osservatore delle persone e delle dinamiche essere qui da solo, lontano da casa (mica tanto poi) è la situazione perfetta.
Scambio due impressioni con un tipo, palesemente ubriaco, e qualche sguardo con lei, con le Converse rosse, ma sono intento nella lettura di qualche pagina de IL GENE EGOISTA - la parte immortale di ogni essere vivente ... Converse rosse continua a lanciarmi sguardi pressanti, ma non ho minimamente pensato di cambiare la mia destinazione, sono io e quella persona.
Fa freddo, bevo un altro paio di birre e per scaldarmi oltre la giacchetta un mirto fatto in casa (ottimo).
A questo punto per evitare di cedere alla stanchezza chiedo se posso rendermi utile come lavoratore attivo ed inizio a raccogliere in giro bottiglie di birra disseminate ovunque, bottiglie di vino e calici di vetro. Non so quanti chili ho trasportato.
Passo successivamente all'indifferenziato, poi alla plastica e al metallo.
Non mi pesa per niente, e l'operazione mi permette un'ulteriore modo di riflettere e un punto di osservazione ancora più dinamico.
Lo Jazzo pian piano si svuota, io vado a letto intorno alle 01:30, e malgrado il mio colpo di mano, sistemeranno e raccoglieranno i frutti del loro successo fin oltre le 03:00!

ristoro perfetto
lo Jazzo
i pensieri
VII - LE LAMIE E GLI HIPSTER DI MERDA
Alle 08:00 siamo svegli per la colazione, libero il trullo sistemo nuovamente la bicicletta saluti abbracci foto (quella di sopra) e sono di nuovo sui pedali.
Per lasciare la stradina del trullo devo affrontare un tratto con una pendenza devastante oltre il 18% piccolo ... ma per la seconda ed ultima volta in questa avventura la mia bicicletta con un solo rapporto, il più difficile, mi costringe a mettere i piedi a terra.
La pedalata verso Villa Castelli è piacevolissima, l'aria fresca la strada libera.
Nel paese poca gente, un signore si avvicina mentre sono fermo per fare una foto, studia la mia bicicletta e mi chiede informazioni sul dove vado, potrei raccontargli quello che voglio, ma gli dico la verità, sono in viaggio contro una persona, una persona con la quale ho un rapporto difficile!
Da Villa Castelli verso Grottaglie faccio una deviazione seguendo i cartelli, un salto nel passato di oltre quindici anni fa, le Lamie ... parole e promesse infinite sotto le stelle, attraverso la musica e le persone che passavano, pensieri rarefatti, ritmi lucidi e sincopati ... parole e promesse ancora qui, intorno e dentro di me, che ero, che sono e che sarò sempre uguale a me stesso.
Le Lamie, la culla dell'amore, una trasmissione nella notte, una fiamma caotica nel buio, Paola e poi Emma.
Scendo verso Grottaglie dove alla fontana mangio i fichi e cambio l'acqua alle bottigliette, incontro un tipo con un scarsa MTB e poi arriva lui, il Sig.re Pietro, barba bianca, lunga, camicia a righe, pantaloncini a quadretti e un'ombrello legato al telaio della sua bicicletta ... ca ce ne se tu …
Con Pietro s'instaura subito un feeling ed insieme andiamo verso Monteiasi, lui mi racconta un pò della sua vita ed io gli parlo di me ... non so per quale motivo, e non so se mai si ricorderà qualcosa, sono quelle persone che incontri per caso e ti cambiano la prospettiva delle cose, con gli sguardi e con concetti semplici, persone che magari non rivedrai mai più, ma che valgono più di tante che quotidianamente frequenti, di alcuni conoscenti e familiari, di tre spagnole in salita o di un paio di Converse rosse e due occhi neri lucenti.
Lo saluto, e recupero il tipo in MTB di prima che arzillo ci ha sorpassati, il Sig.re Pietro e i suoi settantanni andati e io con il mio bagaglio e i miei pensieri, entrambi con una solo rapporto sotto i piedi ... andare avanti, sempre.
Mi metto alla sua ruota, cambia di continuo, ma non lo mollo, alla fine è un pivello grande e grosso, lascio la sua scia e aumento così tanto per mostrargli i muscoli delle gambe ... con un solo rapporto a più di 45 km/h e lui che rumorosamente sparisce alle spalle prima dell'ingresso a Monteiasi.
Il tratto verso San Giorgio Jonico come al solito contro vento, e poi scendo verso Taranto ... ho promesso ad Emma un occhione e lo voglio comprare prima di rivederla.
Lungo la strada dell'Auchan si mette a ruota un ciclista che quando decide di sorpassarmi mi chiede dove vado, è simpatico ed è di Taranto, a lui, semplicemente rispondo che sto tornando a casa!
Attraverso la città senza incontrare nessuno, compro l'occhione (Diamante sarà il suo nome) vado verso la Salinella e poi giro da Gallo, di nuovo intorno a Talsano, una bevanda gassata fresca a Lama e finalmente a casa.
Dove non c'è nessuno, smonto la bici, sistemo tutto, faccio la doccia, mi preparo il pranzo, birra, frutta, gelato ... e mi stendo sul mio letto.

#ridefloz
ciao proprio Hipster
VIII - 152KM 8H 24M 35S 1257MT UN SOLO RAPPORTO, IL PIU' DIFFICILE
Un viaggio non si misura con la distanza o con la destinazione, un viaggio non può essere misurato e lo stesso è differente per chi lo intraprende. Io cerco di fare quello di cui ho bisogno, pedalare è fondamentale, pensare in silenzio naturale. Un viaggio provi a misurarlo con le sensazioni che riesci a provare in quello che riesci a lasciare lungo la strada e quello che invece ti riporti indietro ...
Ho un rapporto molto difficile con una persona. E' ostinata, orgogliosa, egoista e mi rende la vita più complicata di come già lo è. Ma questa persona non la posso allontanare, fa parte di me ... e allora l'affronto, ogni volta da solo, in sella ad una bicicletta ...
Quella persona sono IO.
ca ce ne se tu…

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