mercoledì 2 novembre 2016

RIDEFLOZ, NON TE LO POSSO SPIEGARE

Una giornata fantastica per pedalare, cielo terso, temperatura al limite, anche se ben contenuta dalla nuova giacca water/wind proof.
100 km e più di 1000 mt di dislivello complessivo.
Ma nonostante il piacere nello scrivere e il bisogno di concludere l'uscita con un degno racconto, ci sono giornate come questa per le quali potrei sprecare miliardi di parole senza mai riuscire a descrivere alcune cose, che devi assolutamente provare di persona ... Perché per quanto bravo possa essere chi scrive (e non sto certo parlando di me) non potrà mai restituirti il sapore del caffè bevuto dopo un'impegnativa salita, il sole che riscalda un solo lato della faccia, la sensazione di libertà quando inizi a prendere velocità fino a quando arrivi su quella linea di confine chiamata paura che ti fa tirare il freno, il profumo della terra smossa dai trattori e della vegetazione bagnata dalla brina, il sapore stesso del concime che ti riempie i polmoni ... I volti dei ciclisti che incroci e i saluti tirati di quelli che passi in salita, lo spettacolo di uno stormo di uccelli che con una scura coreografia si prepara a lasciare il bosco, il panorama che si apre all'improvviso davanti ai tuoi occhi e la fatica che si diluisce in una bellezza che non può essere ridotta nero su bianco e sentirsi talmente piccolo in tutto questo meccanismo che anche una geometria di un muro a secco o una fronda di un'albero che si muove al vento ti lasciano senza fiato.
Non te lo posso spiegare, ma devo arrivare a 100 e poi quella birra avrà un sapore completamente diverso, anche se è la solita birra alla spina ...
Te lo posso provare a scrivere ancora e ancora di nuovo dopo la mia prossima uscita, ma non te lo posso spiegare meglio di così: Fatti un giro e poi ci risentiamo.






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