VENTO CHIESA E SORGENTE - GRANFONDO STRAVA GENNAIO

Trovare percorsi nuovi è difficile, partendo in bicicletta da casa, le direttrici su cui muoversi sono obbligate, per una serie di motivi che non starò qui ad elencare nuovamente, inserire però punti d'interesse inediti è stimolante e può trasformare anche un'uscita fatta tante volte, in un'avvincente nuova avventura.
E' capitato nei 100 km di sabato scorso mettendo come punto focale la sorgente "Fonte di Strabone" un'anonima macchia di canne lacustri tra la campagna e la Statale Appia.
Ma vado con ordine.
Partendo per l'appunto da casa faccio il classico giro verso Grottaglie passando da Monteiasi e costeggiando l'aeroporto includendo la salita della Specchia Tarantina.
Arrivato in cima mi fermo al Rouge et Noir per un caffè ed un pacchetto di biscotti ripieni al cioccolato, (Barilla o Ferrero??) poi prendo la strada per Villa Castelli inoltrandomi su un'arteria asfaltata mai percorsa prima, la strada procede con un continuo sali e scendi ed un alternarsi di curve, quando all'altezza di una grassa ciminiera si inizia a scendere verso l'abitato che attraverso rapidamente per ritrovarmi dall'altro lato e, dopo aver sbagliato strada, entrare finalmente nella strada che porta al parco eolico Masseria Renna.
Ovviamente il vento è più forte e pedalo al cospetto delle torri eoliche, circa una decina. La suggestione è forte, il rumore delle pale anche, soprattutto quando ci sono proprio sotto, ma la cosa che più mi ha colpito è l'effetto ipnotico dell'ombra circolare che in alcuni punti ad intermittenza, oscura la mia pedalata.
L'asfalto finisce, ma non ho fatto l'Eroica tanto per dire, e sulla breccia pedalavo prima ancora che il marketing la etichettasse come gravel!!
Tra gli ulivi e le ultime torri eoliche dopo un paio di chilometri ritrovo l'asfalto e le sue anse che scendono dalla collina.
Quello che succede nei dieci minuti successivi fanno la differenza tra il leggermi ed il conoscermi di persona...
Arrivo alla Fonte di Strabone che è la sorgente del Canale Reale, un corso d'acqua che partendo dalle porte di Francavilla Fontana taglia la campagna brindisina fino alla sua foce nell'Adriatico nei pressi di Torre Guaceto.
Poco distante si trova la chiesa rurale Madonna dei Grani.

"La devozione per la Madonna di Grani nasce sotto il regno di Carlo V. Nel 1529 i Cappelletti, mercenari al soldo dell’esercito francese, giunsero, durante le loro scorribande, alle porte di Francavilla per depredarla. Una volta accampatisi, però, nella contrada di Grani, secondo la tradizione locale, per intercessione della Madonna la zona fu inondata da copiose acque sgorganti dal sottosuolo, ricco di sorgenti. Pertanto i Cappelletti furono costretti a ripiegare altrove.
L’episodio è richiamato nella scrittura epigrafica esterna. Per lo scampato pericolo i francavillesi celebravano solenni festeggiamenti ogni quinta domenica di Pasqua, con una processione che l’intero Capitolo guidava dalla chiesa della Madonna della Fontana fino alla chiesetta della contrada. Ad essa era associata anche una fiera campestre. La tradizione si è mantenuta fino ad appena 50 anni fa.
Oggi, però, non si celebra più alcun culto e la chiesa versa in uno stato di totale abbandono. L’accesso non è consentito al pubblico.

Nel 2016 la chiesa della Madonna dei Grani ha partecipato all’ottava edizione de “I luoghi del cuore” organizzata dal FAI per rivalutare i luoghi storici, purtroppo, senza fortuna e la chiesa versa oggi in totale stato di abbandono." [BRUNDARTE]

Per via del fango e dei rovi non posso avventurarmi all'interno della chiesa, limitandomi ad un breve giro esterno.

Prima di tornare indietro un ultimo sguardo alle torri eoliche sul crinale appena sceso e procedendo lungo la complanare ritorno a Grottaglie per rientrare verso casa passando da Carosino, Rocca Forzata e San Donato.
Cento chilometri secchi per archiviare la prima sfida/social di Strava.

arrivo a Villa Castelli
sulla strada giusta
parco eolico
fonte strabone
Madonna dei Grani
Madonna dei Grani

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