martedì 12 gennaio 2016

MINARETO

Sono per strada con il buio e quando passo davanti al Sound Department niente musica, niente sagome sul ciglio della strada, solo una grande umidità.
Arrivo a Taranto e mi fermo per salutare un amico che lavora alla macelleria sotto i portici, mi offre un caffè dalla sua "buona macchinetta", lo saluto e lo lascio al suo tagliare, involtinare, fegatinare.
Andrea ha detto che viene, ma mi fa aspettare, dopo 10 minuti intorno alla concattedrale lo chiamo, è in ritardo, ma sta arrivando ... (eccolo dopo 30 minuti ...) per sua fortuna oggi dedico alla bicicletta tutta la giornata.
Ponte Punta Penna, Paolo VI, Ippodromo, Montemesola, Andrea parla più di me e non ci vuole molto per questo, tra una storia e l'altra siamo a San Simone e sono contento di avergli fatto fare una strada nuova.
Iniziamo la salita di Pilano, il passo è diverso, ma si pedala in tranquillità, oggi è una giornata di quelle che non capitavano da tanto.
Mi allungo per qualche foto, mi faccio recuperare, ripasso, siamo in cima.
Stop al mio albero per foto di Gennaio e poi di filato al Tripoli per la colazione, altro caffè e bocconotto ricotta e pera, sempre il top!
Usciamo cautamente dal centro storico dopo aver rischiato più volte di scivolare sulle chianche umide.
Procediamo per Locorotondo lungo la stradina laterale e passiamo in extremis sotto un passaggio a livello in stile Parigi-Roubaix, e poco dopo non passa il TGV ma il Nicolaus delle FSE !!
Aggiriamo Locorotondo senza scalarla dalla cirvconvalla per poi arrivare a Laureto sul tratto di strada più pericoloso di giornata.
Scendiamo fino al semaforo per poi iniziare la nostra ascesa verso la Selva di Fasano.
Saliamo in tranquillità assoluta, e veniamo passati quasi sul finire da tre ciclisti che andavano al triplo della nostra velocità!
Gli rivediamo su alla fontana che già stanno per tornare indietro, noi invece ci allunghiamo fino al Minareto per smarcare il nostro obbiettivo.
Foto di rito, riflessioni, post e ora che facciamo? Ok dobbiamo affacciarci sull'Adriatico, ma lo raggiungiamo? Scendiamo a Capitolo? Andrea lancia l'idea Torre Canne per poi tornare da Cisternino, ma non credo sia una buona idea, visto il ritmo della pedalata, le salite e il vento contrario. Sostiamo ancora per un pò sui tornanti sopra lo Zoo, ma senza farli e alla fine decido di tornare indietro dalle Lame di Olimpia fino a Cisternino passando per l'Ashram.
Così facciamo, i dossi si fanno sentire e un ciclista che becchiamo lungo la strada ringalluzzisce Andrea, e ci tiriamo a vicenda fino al paese, poi lui ci abbandona per il pranzo.
Torniamo indietro verso Martina Franca poi giriamo verso l'interno.
Fino ad arrivare ad incrociare la Ciclovia dell'Acquedotto. Poche pedalate e siamo dietro la pagoda, un pensiero alla nostra maestra Roberta e io personalmente un pensiero a quest'estate, a zio Bob e al suo "non sei Chiloiro?"
Qualche chilometro sullo sterrato e poi attraverso il niente della Puglia più rurale proseguiamo.
Andrea più volte mi ricorda che non ha la minima idea di dove si trova ... ma non fa niente, è una strada che ho fatto diverse volte, e dopo non poca fatica sbuchiamo all'incrocio Ceglie-Villa Castelli-Martina Franca-Grottaglie.
Sosta al bar nei pressi della Madonna della Fontana.
Qui quello che doveva essere un punto interrogativo si trasforma in 10 polpette di pane fritte a testa e una birra fresca per riprendersi, il tutto mentre al tavolo di fianco una partita a scopa tra un contadino dall'accento di Villa Castelli e un'altro dallo spiccato slang sardo, consegna alla storia una delle discussioni più accese per il conteggi dei punti, il tutto sotto il vigile occhio di un terzo baffuto uomo con un paio di 3/4 davanti al viso.
Poi arrivano tre enduristi in bicicletta, anche loro prendono possesso di un tavolo e di un piatto caldo di polpette accompagnate da schiumeggianti boccali di birra ... un posto fantastico in cui poter girare un film, tralascio quando arriva l'italo-argentino in moto e le storie sui passaporti e gli scheletri  che vengono fuori dal tavolo della scopa ...
Finito il nostro snack scendiamo verso Grottaglie, Monteiasi, San Giorgio ... le nostre strade si dividono alla terza rotatoria, Andrea prosegue verso l'Auchan e poi verso casa, io per Taranto 2, poi per Gallo, Talsano, San Vito.
I dati tecnici sono ininfluenti e personali, ma giusto per farvi regolare, se mai vorreste aggregarvi alla prossima avventura, 9h e 30minuti in giro, per un tempo in movimento di 7h e 30minuti ... 152km percorsi ad una media di 20km/h, 1570mt di dislivello un consumo di quasi 3000 calorie!
Anche i dati emozionali sono ininfluenti, e del tutto personali, una pedalata lascia sensazioni diverse in base a come si è predisposti, a come si è stanchi a come ci si sente.
Io mi sento sempre bene ...

aspettando Andrea
l'inizio della salita di Pilano
tra Martina e Locorotondo con il cavallo alle calcagna 
Locorotondo
il minareto
niente pose ambigue 
GIRITOIE VIII TORNANTE
inseguendo la lepre
Ashram ... ma la Mecca sta dall'altra parte
Pit FRITT Stop


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